Studio pubblicato su 'Psychological Science'
La fede fa bene alla salute: la religione riduce lo stress... ma non negli atei
ultimo aggiornamento: 05 agosto, ore 07:56
Milano - (Adnkronos Salute) - Due scienziati dell'università di Toronto a Scarborough, in Canada, hanno dimostrato che "pensare alla religione regala calma quando si è sotto pressione. Rende meno stressati quando si fanno degli errori"
Milano, 5 ago. (Adnkronos Salute) - Aver fede rilassa. Pensare a Dio nei momenti difficili aiuta a sentirsi meno ansiosi e stressati, ma improvvisarsi devoti senza crederci davvero non paga: l''effetto camomilla' della preghiera non vale per gli atei. Lo hanno dimostrato due scienziati dell'università di Toronto a Scarborough, in Canada, autori di uno studio pubblicato su 'Psychological Science'.
In due esperimenti, gli studiosi Michael Inzlicht e Alexa Tullett hanno registrato l'attività cerebrale di un gruppo di persone sottoposte a un test. Nel dettaglio, hanno analizzato le onde cerebrali associate a un particolare tipo di stress, che insorge quando si commettono degli errori. Gli scienziati hanno così verificato che, quando i partecipanti al test pensavano a Dio o in generale alla religione, sia consciamente che inconsciamente, diminuiva l'attività cerebrale in questione. In altre parole, i 'mistici' reagivano meglio all'errore. Al contrario, negli atei indotti a pensare a Dio aumentava l'attività cerebrale 'spia' di stress da errore.
"Pensare alla religione regala calma quando si è sotto pressione. Rende meno stressati quando si fanno degli errori", spiega Inzlicht. "Nel mondo l'85% delle persone ha un sentimento religioso", sottolinea lo scienziato, convinto che questo studio "può aiutarci a capire qualcosa di realmente interessante su chi ha fede" e sugli effetti 'terapeutici' della preghiera. Infatti, "esistono alcune evidenze scientifiche - ricorda Inzlicht - secondo cui le persone religiose vivono più a lungo e tendono a essere più sane e più felici".
articoli correlati
tutte le notizie di Cronaca
| Luca80 ha scritto (05/08/2010 - ore 11:09) | segnala un abuso |
| Semplicemente hanno stressato delle persone, hanno permesso ai credenti di sfogarsi attraverso la preghiera, e dall'altro lato hanno imposto post stress agli atei di cercare nella propria mente qualcosa che per loro non esiste, impedendogli di usufruire del loro personale modo di uscire dallo stress. Magari c'è chi medita (diverso dalla preghiera), chi pensa a cose bella, o chi semplicemente ha uno stress sano per pensare alle proprie responsabilità. Posso dire da quanto so di metodologia che questo test è veramente inutile: soldi buttati. È anche crudele. È come se io dicessi ad un gruppo di persone: "ora vi lego al vostro simbolo religioso dimenzioni 1:1 per vedere se gli atei o i cristiani riescono a fare una determinata cosa nel minor tempo possibile". Ovvio che mi prenderebbero per matto, ma quando queste cose le fanno delle maggioranze religiose sembra tutto normale. PS: ma hanno chiesto anche agli agnostici? | |
|
|
|




















