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''Era il 1991 fu un momento magico per me''

Lodo Mondadori, parla Ciarrapico: ''Ecco come si svolse la mediazione tra De Benedetti e Berlusconi''

(foto Adnkronos)  (foto Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 04 ottobre, ore 12:58
Roma - (Adnkrono/Ign) - All'indomani della sentenza del Tribunale, parla l'attuale senatore del Pdl, autore del Lodo che sbloccò la trattativa: ''Superai gli ostacoli con un quaderno a quadretti. Ho lavorato notte e giorno per due mesi e mezzo-tre, prima di arrivare alla quadratura del cerchio''
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Roma, 4 ott. - (Adnkrono/Ign) - E' stato il vero mediatore fra Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi nella controversia per la Mondadori. All'indomani della sentenza del Tribunale Civile di Milano sul lodo, parla Giuseppe Ciarrapico, oggi senatore del Pdl. Fu lui, all'epoca, a sbloccare la trattativa. Ma come ando' davvero? ''Il mio ruolo nella vicenda De Benedetti-Berlusconi? Semplicemente un quaderno a quadretti.... Sul caso si erano esercitati Cuccia e banche di affari inglesi ed italiane. Erano state elaborate montagne di ipotesi'', ricorda oggi Ciarrapico in un'intervista che viene pubblicata sul sito Ign, testata on line del gruppo Gmc-Adnkronos.

''In quel periodo -spiega Ciarrapico- io mi vedevo almeno una volta alla settimana con Carlo Caracciolo. Era il 1991. Un giorno proprio a Trastevere, alla Lungaretta, ci incontrammo a pranzo, presente anche Passera. Parlammo della diatriba e si rivolsero a me chiedendomi un parere. La mia risposta fu: bisogna cercare di creare il “bilancino”: per mediare bisogna pesare le due posizioni e togliere e aggiungere fino a quando entrambe le parti non sono soddisfatte. Non e' semplice, mi dissero. E chiesero a me se ero disposto a provarci. Ovviamente dissi che avrei accettato a condizione che fossero state le due parti a sollecitarlo''.

''L'indomani -prosegue Ciarrapico- sarei dovuto partire per Merano, per Chenot, per mettermi a dieta. All'epoca tenevo molto alla linea. Questo accadde la mattina e il primo segnale arrivo' lo stesso pomeriggio da De Benedetti. Caracciolo mi disse che era d'accordo che fossi io il mediatore. La mattina successiva mi chiamo' Gianni Letta. ''Ma davvero faresti il mediatore? Se te lo chiediamo lo fai?''. Per Berlusconi certo che l'avrei fatto, ci mancherebbe. E cosi' mi inondarono di fax: Silvio Berlusconi, Gianni Letta, De Benedetti, lo stesso Caracciolo. E conoscendo il personaggio, chiesi anche l'assenso di Eugenio Scalfari''.

Insomma, non restava che attendere. ''Solo dopo partii per Merano. Volevo rimettermi in forma-spiega il senatore del Pdl all'ADNKRONOS- ma appena arrivato ricevetti la chiamata di Passera e Caracciolo che volevano incontrarmi con urgenza. Li raggiunsi a Verona. Si presentarono con un furgoncino pieno di carte e documenti, tutte le ipotesi di accordi, le variabili da li' a tre mesi, le controvariabili..... Sapete cosa feci? Andai appunto a comprare un quaderno a quadretti e mi misi al lavoro. Tirai una riga in mezzo: da una parte Berlusconi e cio' che avrebbe voluto, dall'altra le richieste di De Benedetti''.

Non fu facile trovare la soluzione. ''Ho lavorato notte e giorno per due mesi e mezzo-tre, prima di arrivare alla quadratura del cerchio. Tra Berlusconi e De Benedetti ci fu anche un momento di quasi rottura. E cosi', avendo insegnato all'Universita' Diritto Commerciale, chiesi che fosse stesa la premessa contrattuale sulla motivazione dell'accordo. Premessa che De Benedetti non voleva. In quella situazione di stallo- ricorda ancora Ciarrapico- Guido Rossi disse: bene, scrivo un parere. Butto' giù dieci righe in cui mi dava ragione sulla necessita' della premessa contrattuale''.

''Alla fine facemmo l'accordo. Demmo l'annuncio addirittura a reti unificate tv dall'Hotel Palace di Milano. Eravamo io, Letta, Vittorio Ripa Di Meana, Confalonieri, Caracciolo. Era il 1991, fu un momento magico per me. Subito dopo -conclude- divenni anche presidente della Roma. Ma quella e' un'altra storia. Riguardo alla condanna di Fininvest, oggi sento parlare di cifre stratosferiche, di piu' del valore della controversia di allora. E' vero che oggi a Berlusconi si puo' fare di tutto, ma e' altrettanto vero che attorno a Berlusconi facciamo quadrato in molti, me compreso''.

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