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L'ospedale galleggiante per l'Africa ancora non va in porto: "Mancano i fondi"

Luigi Gentilini, presidente dell'Onlus Med e Med, premiato per il suo impegno per l'AfricaLuigi Gentilini, presidente dell'Onlus Med e Med, premiato per il suo impegno per l'Africa
ultimo aggiornamento: 19 marzo, ore 17:12
Roma - (Ign) - Il professor Luigi Gentilini, presidente di Med e Med, ha ricevuto un riconoscimento per il suo impegno umantiario e socio assistenziale in Africa. Ma il progetto 'FMH' è fermo: "E' tutto pronto dal punto di vista cantieristico e sanitario. Ma ancora non ce la facciamo. Però la nostra squadra è pronta, andrò in Africa a breve per concludere qualcosa entro l'estate"
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Roma, 19 mar. (Ign) – Il progetto Float Mobile Hospital, l’ospedale galleggiante che, una volta operativo, navigherà da una sponda all’altra del lago Vittoria, portando speranza per i malati di Uganda, Kenia e Tanzania, non riesce ad andare in porto. “Sono state sollecitate tutte le più importanti istituzioni italiane e africane. In questo momento il progetto è preparato in tutti i particolari, soprattutto dal punto di vista cantieristico e sanitario. Però i fondi raccolti non sono ancora sufficienti per andare avanti”. Un appello per portare alla conclusione il progetto, quello del professor Luigi Gentilini, presidente dell’Onlus Med e Med, che ieri è stato premiato con un riconoscimento per il suo "impegno umanitario e socio assistenziale in Africa", ricevuto in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2009-2010 dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria.

"E’ un premio che mi dà grande soddisfazione. Con me – racconta a IGN, testata on line del Gruppo Adnkronos – è stato premiato anche l’ammiraglio Agostino Di Donna, presidente del Centro Internazione Radiomedico, importante istituzione che esiste da 70 anni, l’ha fondata Guglielmo Marconi”.

Nonostante manchino i fondi, Gentilini ha già fissato alcune scadenze: “Abbiamo costituito una squadra di tecnici, ingegneri e specialisti dell’approvvigionamento energetico per andare giù insieme ai colleghi africani e governativi e definire i contratti operativi. E’ una squadra pronta, con la bandiera italiana”. “Spererei tra aprile e maggio di andare in Africa – conclude - così da avviare entro l’estate qualche cosa”.

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