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Lenzuoli bianchi in segno di cordoglio. Sulla facciata della chiesa la gigantografia della ragazza

L'ultimo saluto a Elisa Claps, l'omelia: ''Verità ostaggio di mediazioni e ricatti''

La gigantografia esposta sulla facciata della chiesaLa gigantografia esposta sulla facciata della chiesa
ultimo aggiornamento: 02 luglio, ore 13:01
Potenza - (Adnkronos) - In 3.500 per la messa in piazza San Giovanni Bosco a Potenza. Don Cozzi: ''Depistaggi e omissioni hanno accompagnato 18 anni di questa storia''. Don Ciotti: ''Elisa ci ha dato vita''. Omicidio Barnett, ergastolo per Restivo. Giudice inglese: stesso killer di Elisa Claps. Le analogie tra l'omicidio Claps e il caso Barnett


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Potenza, 2 lug. (Adnkronos) - ''Convertitevi, voi che avete taciuto per 18 anni, un giorno verrà il giudizio di Dio''. Sono le parole di don Marcello Cozzi, pronunciate durante l'omelia per il funerale di Elisa Claps, trovata morta nel 2010, quasi 18 anni dopo la sua scomparsa, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, a Potenza.

"Dopo 18 anni - ha proseguito don Cozzi rivolto alla folla che ha riempito piazza San Giovanni Bosco a Potenza - liberiamoci dal macigno della rabbia. Oggi nel giorno della Madonna delle Grazie, questa moltitudine di gente accompagna la famiglia Claps a porre un fiore per Elisa".

Nelle parole di don Cozzi anche il ricordo dei fatti di cronaca italiana più recenti, i casi irrisolti della Basilicata e la vicenda di Heather Barnett collegata a quella di Elisa Claps. "La verità - ha detto - è sempre più spesso oggetto di imbarazzo in questo mercato delle apparenze, ostaggio di mille mediazioni e di interessi ricattatori, manufatto vuoto e muto dal quale in troppi restiamo troppe volte tiepidi, proprio mentre ad essere scacciati via sono i fiori più belli: Elisa, Ottavia, Grazia, Annarosa, Heather ma anche Yara, Sarah, Melania".

"E anche noi, Signore, anche noi come Chiesa, quante volte - ha detto don Cozzi - ingabbiamo il tuo messaggio in una infinità di giri di parole fermi nelle nostre dinamiche sempre più incomprensibili e fra le fredde colonne dei nostri templi, piuttosto che usare linguaggi e percorsi che ci facciano volare alto nella costruzione della speranza; ed invece, spesso, ci trasciniamo stanchi e privi di profezia".

"In Basilicata spesso la verità rimane sotto i tetti", è stato il monito lanciato da don Marcello Cozzi nell'omelia e ripetuto poi al termine della cerimonia parlando con i giornalisti. "Depistaggi e omissioni - ha detto ancora ai cronisti - hanno accompagnato 18 anni di questa storia. Varie caste in questa vicenda hanno badato soprattutto a salvare la propria immagine e non a pensare alla vita di una ragazza di 16 anni. La verità va gridata a voce alta sui tetti. A volte invece resta sotto i tetti. Mi amareggia che delle ombre siano calate su ambienti ecclesiastici ma non bisogna fare sconti a nessuno. Bisogna capire - ha concluso - chi sono quei colletti bianchi che per 18 anni hanno coperto la verità".

Circa 3.500 persone hanno preso parte alla cerimonia nella piazza davanti alla chiesa di don Bosco a Potenza e le parole di don Cozzi sono state spesso interrotte dagli applausi. Presenti numerose autorità tra cui il presidente della Regione Vito De Filippo, il rappresentante della Provincia di Potenza, il sindaco Vito Santarsiero, numerosi sindaci della regione e tutte le autorità militari. Sullo sfondo anche diversi gonfaloni degli Enti locali.

Momenti di intensa emozione durante la cerimonia: il sacerdote celebrante ha abbracciato la madre di Elisa, Filomena Claps, accompagnandola davanti all'altare, le ha ceduto l'aspersorio per benedire la bara bianca ma la madre non ce l'ha fatta ed è scoppiata in lacrime. Poi mamma Filomena si è avvicinata, stringendo la mano di don Cozzi e ha baciato la bara.

Assente il padre di Elisa, Antonio. Don Cozzi, rispondendo all'ADNKRONOS sul perché dell'assenza. "Perché sono passati 18 anni", è stata la laconica risposta del sacerdote.

La cerimonia funebre è stata celebrata anche da don Luigi Ciotti, responsabile nazionale dell'associazione antimafia Libera. "Elisa ci ha dato vita. Paradossalmente a lei la vita è stata tolta e a noi ha smosso qualcosa dentro, ha mosso le coscienze, ci ha dato vita", ha detto don Luigi Ciotti dopo il rito.

Sulla facciata esterna della chiesa è stata affissa un gigantografia di Elisa. Mentre ai balconi delle case nei pressi di piazza San Giovanni Bosco sono stati esposti numerosi lenzuoli bianchi in segno di lutto.

Terminato il rito, la bara bianca ha lasciato la piazza tra gli applausi e lanci di petali di rose bianche. Quindi, con una cerimonia strettamente privata, riservata esclusivamente ai famigliari ed interdetta a telecamere e fotografi, la bara è stata tumulata nel cimitero comunale di Potenza.

Oggi nel capoluogo lucano è lutto cittadino con bandiere negli edifici pubblici listate a lutto, mercati e strade chiuse e stop alle attività lavorative, ludiche e ricreative che non fossero finalizzate ai servizi della cerimonia per l'intera durata dei funerali.


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