News > Cronaca > Mafia, il procuratore generale di Palermo chiede undici anni per Marcello Dell'Utri
Il processo è stato rinviato al 30 aprile per le arringhe difensive
Mafia, il procuratore generale di Palermo chiede undici anni per Marcello Dell'Utri
ultimo aggiornamento: 16 aprile, ore 18:12
Palermo - (Adnkronos) - Il senatore è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. In primo grado è stato condannato a nove anni di carcere. La difesa: "Dell'Utri non ha mai dato dei soldi". Il senatore: "Non l'ho sentita perché mangiavo lo sfincione". La sentenza è prevista per l'11 giugno. lMassimo Ciancimino: "Ero io a non voler parlare al processo Dell'Utri"
Palermo, 16 apr. (Adnkronos) - ''Condannate Marcello Dell'Utri a undici anni di carcere perché per oltre un trentennio è stato al servizio di Cosa nostra''. E' da poco passato mezzogiorno quando il sostituto procuratore generale di Palermo, Antonino Gatto termina la requisitoria-fiume e sollecita alla Corte d'Appello la condanna per il senatore del Popolo della Libertà, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Con un aggravamento della pena di due anni rispetto alla condanna a nove anni avuta inflitta in primo grado nel dicembre del 2004.
Marcello Dell'Utri, vestito blu, cravatta regimental, arriva a udienza già iniziata, si siede accanto ai suoi difensori, poi si alza, va a fare due passi, arriva a piede nel centro storico, mangia lo 'sfincione', una tipica pizza palermitana a base di cipolla, pomodoro e acciughe, e poi torna solo quando il pg ha appena formulato la sua richiesta di condanna a undici anni di carcere, la stessa chiesta dalla Procura nel processo di primo grado, finito poi con una condanna a nove anni di carcere. E a chi gli chiede se ha mai pensato ad un 'complotto' delle Procure nei suoi confronti, risponde: "Certamente non in Corte d'Appello. Pero' in primo grado c'e' stata una determinazione assoluta di avere la mia condanna. Spero che le cose possano cambiare".
Il rappresentante dell'accusa arriva in aula con una cartella verde, piena di fogli volanti. E inizia subito la sua requisitoria affermando a gran voce che nel processo d'appello ''sono emerse nuove prove'' a carico del senatore Marcello Dell'Utri, a partire dalle ''dichiarazioni del collaboratore Gaspare Spatuzza che si sono integrate in maniera armoniosa con quanto già stabilito dalla sentenza del tribunale di Palermo a proposito dei rapporti che l'imputato ha intrattenuto con i fratelli Graviano, capimafia di Brancaccio''. Secondo il magistrato dell'accusa il processo d'appello ''ha provato soprattutto che il senatore Marcello Dell'Utri avrebbe avuto un ruolo determinante per l'approvazione di alcuni provvedimenti legislativi che hanno favorito concretamente le organizzazioni mafiose, a partire da Cosa nostra" .
Immediata la replica dei legali di Dell'Utri, Giuseppe Di Peri, Nino Mormino, Alessandro Sammarco e Pietro Federico, che durante una pausa tengono a sottolineare: ''L'avvocato Alessandra De Filippis voleva dei soldi dal senatore Dell'Utri perché la stessa aveva anticipato una somma per potere celebrare i funerali del figlio del collaboratore Cirfeta. Ma di fatto Dell'Utri questi soldi non glieli ha mai dati''. ''Effettivamente la De Filippis chiese dei soldi a Dell'Utri - ha ribadito Giuseppe Di Peri - ma il senatore si è rifiutato. Il pg costruisce un'ipotesi accusatoria basandosi su fatti illeciti che non sono né illeciti né provati''". Poi, prima di formulare la richiesta di pena, Gatto si rivolge alla Corte d'Appello e dice: "Se la giustizia è proporzionale, allora è giusto ricordare che la Corte d'Appello di Palermo ha inflitto 10 anni per infedeltà a un ex rappresentante delle forze dell'ordine. E le infedeltà commesse da costui sono state commesse con modalità meno devastanti di quelle compiute da Marcello Dell'Utri". Anche i rappresentanti della parte civile, comune di Palermo e Provincia si sono associati alla richiesta del Pg.
Parlando del processo più volte interrotto negli ultimi mesi, Dell'Utri ha detto: 'Il procuratore generale ci ha aggiunto due anni di interessi, forse perché dal primo verdetto sono passati sei anni... Comunque, questa è la richiesta. Ora aspettiamo la sentenza''. Faccio l'imputato da 15 anni, è diventato quasi uno stato dell'essere e sono stanco. Arrivera' il momento in cui finira' tutto e mio mi chiedo 'ora che faccio?'. Mi sono insomma abituato a fare l'imputato, è diventata una cosa strutturale".
Al termine della requisitoria di oggi il presidente della Corte d'Appello Claudio Dall'Acqua ha reso noto il calendario per le prossime udienze. Il 30 aprile cominceranno le arringhe difensive. Il processo si terrà poi ogni venerdì del mese, fatta eccezione per il 4 giugno. L'11 giugno i giudici entreranno in Camera di Consiglio per emettere la sentenza di secondo grado.
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