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Mancuso: "Dal Papa sui gay nessuna rivoluzione ma innovativo stile di comunicazione"

ultimo aggiornamento: 29 luglio, ore 20:16
Roma - (Adnkronos) - Il teologo analizza le parole di Francesco sugli omossuali: "Colpisce la trasparenza e la libertà con cui sono dette. Si va sempre più affermando un tratto che collega Bergoglio a Roncalli"


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Roma, 29 lug. (Adnkronos) - Le parole di Papa Francesco sull'omosessualità "non rappresentano una svolta copernicana né un sovvertimento, ma hanno una dimensione innovativa per lo stile con cui sono state pronunciate e in generale per il desiderio di chiarezza e rinnovamento che questo Papa sta portando avanti, tratto fondamentale di questo primo periodo di pontificato".

E' il commento del teologo Vito Mancuso, che parlando all'Adnkronos, si dice "colpito dalla trasparenza e dall'assoluta libertà con cui sono state dette, cosa che che probabilmente altri pontefici non hanno voluto dimostrare". Dunque, secondo Mancuso, docente di Storia delle dottrine teologiche all'Università di Padova, "non siamo al cospetto di una svolta copernicana né di un sovvertimento. Non c'è nulla di tutto questo", sostiene. Sottolineando che "si va sempre più affermando un tratto che collega Bergoglio a Roncalli, cioè questa umanità benevola, umile e al contempo arguta, che fa sì che tutte le sue parole immediatamente passino come innovative, rivoluzionarie, diverse, anche quando di per se stesse non lo sono". E ancora: "Se andiamo a vedere bene, queste parole non contengono nulla che Benedetto XVI non avrebbe trascritto. E' chiaro - spiega - che le persone gay in quanto tali non vanno condannate, non lo sono mai state da parte del magistero recente".

Secondo Mancuso, "ci sarà chi dirà che le parole di papa Francesco sono innovative, che costituiscono uno strappo rispetto alla situazione precedente. Saranno probabilmente quelle persone che vogliono che questo Papa vada avanti nelle riforme auspicate e costituisca uno strappo rispetto al papato precedente ma anche quello di Giovanni Paolo II. Al tempo stesso - sostiene il teologo - ci sarà chi dirà che Francesco non fa nient'altro che ribadire la dottrina della Chiesa, non a caso ha citato il catechismo. Ovvero 'tanto rumore per nulla', niente di innovativo perché l'attenzione per la persona gay da un lato e la condanna per gli atti di amore omosessuale dall'altro sono stati da sempre presenti. Dunque il problema si colora in base alla prospettiva e alle attese di chi parla".

"Penso - prosegue - che Francesco stia conquistando la fiducia e la simpatia dei cuori, cosa che non è riuscita per nulla a fare Benedetto XVI. Ascoltandolo anche il giornalista o la persona comune crea immediatamente quel flusso di empatia per cui le parole dette assumono una coloritura particolare. E in un certo senso - spiega - le cose tradizionali appaiono innovative: questa è la grande 'magia' entro cui si sta muovendo questo pontificato. Vediamo se riuscirà a far sì che questa carica di empatia si trasformi in atti e decisioni concrete, cosa che ad oggi non è avvenuto".

E sulle decisione adottate da papa Francesco, ad esempio sulla banca vaticana, il teologo commenta: "Certo sta facendo qualcosa, ma lo Ior è ancora lì, è un processo che è cominciato ed è cominciato nei miglior dei modi, meglio di così non poteva andare. Ora vediamo quando arriveranno i risultati concreti", conclude.


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