L'autopsia eseguita al 'Gemelli'
Brenda
''Trans Brenda è morta per asfissia''.
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ultimo aggiornamento: 21 novembre, ore 20:55
Roma - (Adnkronos/Ign) - Francesco Bruno: ''Avvertimento in stile mafioso''. Le amiche: ''Vogliamo più sicurezza'' (VIDEO). Gli avvocati di Rudy Guede patrocineranno la madre. L'abitazione dopo il rogo (FOTO Studio Aperto). Attesa per l'esame del pc. Si indaga per omicidio. L'ultima intervista: "Non ho avuto rapporti con Marrazzo" (VIDEO). Il legale dell'ex governatore: ''False le dichiarazioni sui giornali''
Roma, 21 nov. (Adnkronos/Ign) - La trans Brenda è morta per asfissia da ossido di carbonio. E' questo il dato emerso dall'autopsia eseguita oggi nell'ospedale policlinico 'Gemelli' dall'equipe medico-legale del professore Vincenzo Pascali. Il corpo è stato anche sottoposto a Tac che non ha rivelato però segni di lesione. Ma dal punto di vista medico-legale altri elementi di giudizio dovranno venire fuori dagli esami istologici e tossicologici. E' infatti emerso dall'indagine che la trans, rientrata a casa tra le 2 e le 2,30 della notte in cui è stata uccisa, faceva uso di sonniferi che sono stati trovati nell'abitazione in via Due Ponti a Roma, nonché di stupefacenti e alcol come hanno testimoniato altri viados. L'esame tossicologico appunto dovrà dire se anche quella notte Brenda abbia fatto uso di queste sostanze.
Gli investigatori stanno stringendo i tempi per dare una verifica all'ipotesi di omicidio volontario fatta nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della transessuale coinvolta nella vicenda Marrazzo. Altri elementi di giudizio potranno anche venire dall'esame del contenuto del computer trovato nel lavandino di casa sotto il rubinetto dal quale scendeva acqua e dalle impronte digitali. E ancora c'è da tener presente che gli investigatori stanno verificando un'altra ipotesi e cioè che Brenda avesse un secondo cellulare che forse potrebbe aver sostituito quello rubato l'8 novembre scorso quando subì un'aggressione.
A difendere la famiglia di Brenda saranno gli stessi legali, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, che assistono Rudy Guede nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher. "Abbiamo accettato di patrocinare la mamma di Brenda - ha detto all'Adnkronos Walter Biscotti - proprio perché abbiamo raccolto il grido di dolore di una donna che vuole la verità per Brenda. Lunedì prossimo saremo in Procura a Roma".
"Non voglio morire come Brenda. Chiedo giustizia e sicurezza per me, non posso neanche più andare al mercato" ha dichiarato Barbara, un'amica della trans, durante un incontro con la stampa. Oggi infatti Imma Battaglia, presidente 'Di' Gay Project', e Leila Daianis, presidente dell'associazione sull'identità di genere 'Libellula', hanno organizzato l'incontro per chiedere maggiore sicurezza. "Credo - ha aggiunto Barbara - che ieri un uomo su un motorino mi abbia seguito. Io ho iniziato a correre e sono salita su un autobus. E' più di un mese che non lavoro".
Barbara ha poi ricordato che "Brenda era depressa e non lavorava più. Voglio una protezione - ha sottolineato - visto che vengo sentita come testimone per la vicenda Marrazzo". Quanto a Gianguarino Cafasso, "lo conoscevamo tutte", dice la trans.
Intanto l'avvocato Luca Petrucci, il legale che assiste Piero Marrazzo, ha smentito categoricamente le dichiarazioni attribuite all'ex governatore e riportate da due quotidiani. "Leggo sul 'Corriere della Sera' e su 'Repubblica' - ha detto l'avvocato Petrucci - presunte dichiarazioni di Piero Marrazzo o di suoi ipotetici amici sulla tragica scomparsa del trans Brenda. Tali dichiarazioni, alcune addirittura virgolettate, e con citazioni di sms, sono false dalla prima all'ultima parola. Marrazzo, pur informato della moglie su quanto accaduto, non ha mai incontrato o parlato con nessuno di questa tragica vicenda. Ho ricevuto mandato di procedere in tutte le sedi giudiziarie e disciplinari per mettere fine a questo scorretto e diffamatorio modo di fare informazione in violazione dei più elementari principi di rispetto delle persone e della privacy".
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