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Una decina i feriti di cui uno grave

Montagna, salgono a otto le vittime.

ultimo aggiornamento: 08 febbraio, ore 20:04
Bergamo - (Adnkronos/Ign) - Si aggrava il bilancio delle persone che hanno perso la vita in montagna nell'ultimo weekend. Morti nella notte l'escursionista travolta da una slavina sul Monte Grona, nel Comasco, e un 63enne sorpreso da una nuvola di neve in Val Visdende, nel Bellunese. Governo: carcere per chi provoca slavine
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Bergamo, 8 feb. (Adnkronos/Ign) - Sale a otto il numero delle persone morte nell'ultimo weekend in montagna. E' deceduta infatti nella notte, all'ospedale di Bergamo, Rita Broggi, 49 anni, di Villa Guardia (Como), rimasta travolta ieri da una slavina sul Monte Grona, a Plesio, nel Comasco. L'incidente era avvenuto mentre la donna stava compiendo un'escursione con le ciaspole insieme al marito Pietro Molteni, 55 anni, rimasto illeso. L'uomo era riuscito a riemergere e a chiamare i soccorsi, mentre la moglie era rimasta sotto due metri di neve per un'ora e mezza.

Non ce l'ha fatta neanche Mirko Cesco il 63enne scialpinista sorpreso da una valanga in Val Visdende, San Pietro di Cadore, in provincia di Belluno e recuperato oggi dal Soccorso Alpino della Val Comelico. I soccorritori avevano iniziato le ricerche nel pomeriggio di ieri, quando la moglie, non vedendolo tornare a casa, ne aveva segnalato la sparizione. Questa mattina una squadra ha poi rinvenuto il corpo sotto la neve nei pressi di forcella Dignas, luogo in cui l'uomo era diretto.

Per quanto riguarda i feriti, sono estremamente gravi le condizioni dello scialpinista arrivato ieri in elicottero all'ospedale San Gerardo di Monza dopo essere rimasto sepolto da una slavina in Val Seriana, nel bergamasco. Ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva Cardiochirurgica, riferisce la Direzione sanitaria dell'ospedale, è connesso a circolazione extracorporea per la sostituzione della funzione cardiorespiratoria e per il progressivo riscaldamento. L'uomo era giunto ieri in ospedale in arresto cardiocircolatorio, con una temperatura di 15 gradi.

All'ospedale di Treviso stazionarie invece le condizioni di Renzo Pasut, lo scialpinista pordenonese di 48 anni travolto ieri sul Cimon di Palantina, ad Alpago, da una valanga che ha invece ucciso l'amico Riccardo Quaroni (50 anni), di Arzene (Pordenone). Rimasto sepolto per due ore e mezza sotto 80 centimetri di neve, l'uomo deve la vita ad una bolla d'aria che si è formata attorno a lui.

Una buona notizia giunge infine dalla Val Cavargna, vicino a San Nazzaro. Qui è stato recuperato un 39enne di Menaggio che ieri si era perso durante una escursione con gli sci assieme ad alcuni amici. L'uomo, grazie al cellulare e ad una torcia, è stato localizzato nel cuore della notte e portato in osservazione all'ospedale di Menaggio. Non è grave anche se necessita di visite accurate.

Incidente sfiorato anche in Abruzzo dove sette sciatori romani, finiti fuori pista dagli impianti sciistici di Campo Felice a causa di una fitta nebbia, sono stati recuperati dai finanzieri del Soccorso Alpino, insieme alla Polizia. I sciatori, come riferiscono i finanzieri, erano giunti in località Piano di Pezza, nel Comune di Rocca di Mezzo (L'Aquila) ma visto che non riuscivano a tornare indietro e che avevano perso completamente l'orientamento, hanno telefonato con il cellulare per chiedere i soccorsi. La pattuglia in servizio sulle piste, si è immediatamente attivata nelle ricerche e, insieme alla Polizia, ha rapidamente individuato i dispersi servendosi anche di due gatti delle nevi.

Intanto proprio per evitare queste tragedie il governo ha presentato un emendamento al decreto legge sulle emergenze al Senato: è previsto il carcere per chi provoca una valanga mortale e cinquemila euro di ammenda per chi va in montagna quando i bollettini indicano pericolo.

A causa del forte vento, dei brevi rialzi termici susseguitisi nelle ultime 72 ore e della formazione di strati di brina di profondità che rendono particolarmente instabile il manto nevoso, l'allarme valanghe si protrarrà su tutto l'Arco alpino e sull'Appennino Centrale anche nei prossimi giorni: il distacco di slavine, infatti, potrebbe verificarsi anche in seguito al passaggio a piedi di un singolo escursionista. Attualmente si registra un pericolo valanghe marcato 3 e diffuso su tutto l'arco alpino e nelle alte quote dell'Appennino centrale, specialmente nelle località dove, nelle ultime 24 ore, è stato registrato forte vento in quota.

Il Corpo forestale dello Stato continua, come nei giorni scorsi, a sconsigliare le uscite fuori pista e raccomanda a chiunque si trovi in montagna, per conoscere il dettaglio della situazione locale, di consultare sempre i bollettini quotidiani pubblicati dal Servizio Meteomont sul sito www.meteomont.org o attraverso il numero di emergenza ambientale 1515 del Corpo forestale dello Stato.

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ugc
micaria ha scritto (08/02/2010 - ore 17:03) segnala un abuso
ugc
Non sono d'accordo sul carcere a chi provoca valanghe. Meglio ai superstiti contestare l'omicidio colposo o il concorso nello stesso e far pagare ai responsabili le spese per i danni provocati e per le operazioni di salvataggio! In Francia è allo studio del governo quest'ultima ipotesi!
ugc
ugc
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