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''I barboni li ospitiamo per ragioni umanitarie durante la notte''

''Nessun problema sicurezza a Fiumicino'', Turrà 'smonta' l'inchiesta de 'L'Espresso'

Attesa in aeroportoAttesa in aeroporto
ultimo aggiornamento: 05 febbraio, ore 18:22
Roma - (Adnkronos) - Il direttore dell'aeroporto 'Leonardo da Vinci': ''Impossibile entrare nell'area sterile''. Dal 2004 ci sono ''costanti verifiche da parte dei più importanti organismi internazionali e tutti hanno promosso la sicurezza'' dello scalo. ''Già inviata una relazione dettagliata al direttore generale Enac''. La società Aeroporti di Roma: ricorreremo ad autorità giudiziaria Palenzona: la sicurezza di Fiumicino è certificata
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Roma, 5 feb. (Adnkronos) - Non c'è alcun 'problema sicurezza' a Fiumicino. Il sistema di controlli presenti nell'hub romano è stato, infatti, promosso a pieni voti dagli organismi internazionali, sia europei che americani, a questo preposti, nel corso delle verifiche effettuate dal 2004 al gennaio 2010.

A precisarlo è il direttore dell'aeroporto di Fiumicino, Vitaliano Turrà, che risponde così all'inchiesta pubblicata oggi da 'L'Espresso' che parla di un flop della sicurezza al 'Leonardo da Vinci'.

'''Ho già inviato al direttore generale dell'Enac, Alessio Quaranta, una relazione dettagliata dopo aver compiuto tutte le verifiche necessarie'', annuncia Turrà all'ADNKRONOS. Una relazione, spiega il direttore dell'aeroporto di Fiumicino, che 'smonta' la tesi sostenuta dall'inchiesta giornalistica.

''Innanzitutto - dice Turrà - l'articolo in questione interessa soltanto l'area dell'aeroporto aperta al pubblico e non la cosiddetta 'area sterile', quell'area, cioè, dove i passeggeri possono entrare soltanto dopo aver esibito la carta d'imbarco e dopo essersi sottoposti ai controlli''.

E Fiumicino, come d'altro canto i principali aeroporti mondiali, ad eccezione, ad esempio, di Tel Aviv, ''ha una zona di controlli centrali che segue l'area dove è consentito l'accesso al pubblico, dai parenti che accompagnano i propri congiunti in partenza a chi, ad esempio, si reca nelle farmacie dello scalo che sono aperte fino a tardi''.

Ed è in quest'area che pernottano, come ripreso dal video dell'inchiesta, barboni e homeless. ''Ma noi - rimarca Turrà - i barboni li ospitiamo per ragioni umanitarie durante la notte per non farli morire di freddo''.

Durante la notte, riferisce poi il direttore dell'aeroporto di Fiumicino, le macchine di controllo vengono disattivate e, dietro, si alza una doppia fila di porte, apribili solo dall'interno, che impedisce l'accesso all'area sterile.

''E' un vero e proprio muro allarmato. Anche se arriva al metal detector, non riuscirà mai a superare questa barriera. Sfido chiunque a fare un giro notturno in aeroporto e a entrare nell'area sterile superando questo muro''.

Altra questione contestata da Turrà è l'accesso ai banchi di accettazione. ''Ci si puo' anche sedere al banco del check in e accendere il computer, ma senza password non si potrà mai entrare nella rete. Ma, se è per questo, un hacker non dovrebbe neanche andare in aeroporto di notte per violare il sistema''.

Il giornalista che ha condotto l'inchiesta, prosegue Turrà, ha attivato il nastro dei bagagli: ''Ma questo si muove solo per un metro e mezzo. Il nastro principale, invece, non parte perchè il comando che l'attiva si trova nell'area sterile in un punto di assoluta sicurezza''.

Inoltre, ''ogni mattina la polizia compie delle verifiche per vedere, ad esempio, se ci sono pacchi o bagagli sospetti. Ma anche se, per ipotesi, il poliziotto incaricato fosse un po' distratto e non dovesse vedere il pacco sospetto, quando il sistema riparte questo passa ai raggi x e vede di cosa di tratta. Se c'è qualcosa di pericoloso, il pacco viene fatto brillare in una camera di compensazione''. E' impossibile, insomma, che quel pacco ''arrivi nella stiva di un aeroplano''.

L'inchiesta parla poi di una porta allarmata che il giornalista è riuscito ad aprire. ''Non si tratta - puntualizza Turrà - di una porta allarmata ma di una porta che si apre con un badge. In questo caso, comunque, la responsabilità ricade su chi utilizza quello spazio, come, ad esempio, la compagnia aerea''.

Oltre all'attività delle sale operative dell'aeroporto 24 ore su 24, Turrà ricorda le attività di controllo che, nelle ore notturne, vengono svolte da polizia e carabinieri nei terminal. ''Si tratta di controlli statici e dinamici svolti dalle pattuglie delle forze dell'ordine''.

''Da quando rivestoquesto incarico, dal 2004 - sottolinea infine Turrà - l'aeroporto è stato sottoposto a costanti verifiche da parte dei più importanti organismi internazionali, dall'Icao all'Ecac all'americana Tsa, e tutti hanno promosso la sicurezza di Fiumicino''.

Intanto la società Aeroporti di Roma si riserva di presentare all'autorità giudiziaria i fatti narrati nell'articolo de 'L'Espresso' e l'esito dei controlli interni effettuati, ''al fine di accertare la sussistenza di reati che ragionevolmente si ritiene abbiano potuto generare allarmi nell'opinione pubblica e danni all'immagine dell'azienda e all'intero sistema aeroportuale italiano''.

''La sicurezza aeroportuale è assicurata - sottolinea Adr in una nota - dallo stretto rapporto operativo fra le forze dell'ordine e la security Adr che opera per la vigilanza su bagagli e viaggiatori ai varchi di sicurezza. Gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino rispondono ai piu' elevati standard di sicurezza''.

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