Blitz degli attivisti in un campo seminato, pare, con mais geneticamente modificato
Ogm, distrutto campo di mais in Friuli. Condanna di Galan ma Zaia approva
ultimo aggiornamento: 09 agosto, ore 21:24
Roma - (Adnkronos/Ign) - Le reazioni dopo la distruzione di una coltivazione ad opera di alcuni attivisti. Il governatore del Veneto: ''E' stata ripristinata la legalità''. Il ministro: ''Azione squadristica''. Il gestore del campo: ''Ufficialmente non è seminato con Ogm''
Roma, 9 ago. (Adnkronos/Ign) - Rabbia e preoccupazione. Devono essere stati questi i sentimenti che hanno indotto un gruppo di attivisti dichiaratamente contro gli organismi geneticamente modificati, a distruggere questa mattina un campo coltivato a mais transgenico in Friuli Venezia Giulia.
Il campo seminato da Giorgio Fidenato, un agricoltore di Pordenone, presidente dell'associazione Agricoltori Federati, nonché membro del Movimento libertario, si trova a Vivaro. Si tratta di un terreno che nei giorni scorsi era stato posto sotto sequestro dalla Procura di Pordenone la quale sta svolgendo un'inchiesta avendo disposto di verificare l'effettiva presenza di ogm.
Il blitz dei manifestanti ha provocato le reazioni di molti a cominciare da quella del ministro delle politiche agricole Giancarlo Galan che ha parlato di "azione squadristica". Il ministro ha quindi fermamente condannato il gesto rassicurando sul fatto che "le istituzioni preposte a seguire la vicenda degli Ogm in Friuli Venezia Giulia stanno proseguendo nell'attività di accertamento e a giorni saranno resi noti i risultati di verifiche e analisi". Nel pomeriggio poi, per fugare ogni dubbio, ha precisato: "Sono stato, sono e sarò sempre per il rispetto della legalità. Ove le indagini in corso rivelassero che realmente quello seminato è mais geneticamente modificato, spetterà all'Autorità giudiziaria valutare i provvedimenti da assumere secondo quanto previsto dal decreto legislativo 212. In Italia, infatti, la coltivazione di Ogm, in assenza di autorizzazione, è espressamente vietata".
Di segno opposto il commento del governatore del Veneto, Luca Zaia, da sempre oppositore degli ogm sin dal suo precedente mandato come ministro dell'Agricoltura. ''Nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità - ha affermato - abnorme era la situazione di Vivaro (Pordenone), in cui vi era una coltivazione di mais Ogm assolutamente illegale". Poi, tornando sulla questione, ha aggiunto che ''dovevano essere presi provvedimenti concreti'', senza lasciare ''tale responsabilità ad alcuni cittadini, i quali hanno compiuto un gesto criticabile la cui causa è però in capo alle istituzioni di uno Stato di diritto''.
Immediata la replica di Fidenato ''presenteremo una denuncia di apologia di reato - ha spiegato il coltivatore - nei confronti del governatore del Veneto Luca Zaia e di tutte le altre persone che hanno esaltato queste azioni, tra le quali il presidente dei Verdi Angelo Bonelli". Fidenato precisa che ''ufficialmente quel campo non è seminato con Ogm, ma con una varietà perfettamente legale. Se poi le analisi che sono state eseguite diranno che è Ogm amen''.
Non hanno tardato a far sentire la loro voce varie organizzazioni agricole sia a favore che contro la coltivazione di piante geneticamente modificate. La Confagricoltura, a favore della ricerca in agricoltura, ha condiviso la condanna di Galan aggiungendo infatti come l'organizzazione sia "paladina della legalità, che significa rispetto delle regole: i campi a mais Ogm non vanno coltivati finché non sarà disposto dalla legge. Ma non è ammissibile neanche entrare in una proprietà privata e danneggiarla''.
Anche la Conferazione italiana agricoltori (Cia) condanna l'azione pur non essendo a favore degli ogm. ''All'illegalità non si può rispondere con l'illegalità e con la violenza'', ha dichiarato il presidente Giuseppe Politi.
Una condanna con qualche riserva quella che è giunta da Sergio Marini, presidente della Coldiretti, l'organizzazione che conduce una vera e propria battaglia, anche a livello europeo, contro gli ogm che considera dannosi per i l'agroalimentare italiano. "Non c'è da scandalizzarsi se quando si semina vento poi si raccoglie tempesta anche se - precisa Marini - è chiaro che l'illegalità va condannata sempre anche quando come in questo caso, viene attuata per porre fine ad altra illegalità".
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