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Omicidio Raciti, Speziale condannato a 14 anni: "Ribadirò sempre la mia assoluta innocenza"
ultimo aggiornamento: 09 febbraio, ore 21:35
Catania - (Ign) - Il ragazzo accusato dell'omicidio dell'ispettore di polizia morto il 2 febbraio del 2007. Lo ha deciso il Tribunale per i minorenni di Catania accogliendo la richiesta dell'accusa. Alla lettura della sentenza la vedova ha abbracciato l'avvocato. Il giovane: "Sono convinto della mia innocenza e la ribadirò anche con una condanna sulle spalle''.
Catania, 9 feb. (Ign) - Quattordici anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici. Questa la sentenza emessa stasera dal Tribunale per i minori di Catania nei confronti del ventenne Antonino Speziale, giudicato colpevole dell' omicidio preterintenzionale di Filippo Raciti, l'ispettore capo di polizia morto il 2 febbraio del 2007 a Catania in seguito agli scontri dentro e fuori lo stadio 'Massimino' durante il derby calcistico tra gli etnei e il Palermo.
Ci sono voluti 3 anni per arrivare alla prima sentenza nei confronti di uno dei due imputati, Speziale, all'epoca dei fatti ancora minorenne. Stamane, in corte d'Assise, c'e' stata la richiesta di condanna a 11 anni di reclusione per l'altro imputato, Daniele Natale Micale di 23 anni, accusaton di concorso in omicidio preterintenzionale. Le requisitorie dei due processi sono apparse simili nel ricostruire i fatti di quella tragica sera.
La difesa ha sempre portato avanti la tesi del fuoco amico, sostenendo che a provocare le lesioni al fegato che avrebbero provocato il decesso il poliziotto, sarebbe stato l'impatto con una camionetta della polizia. Durante le requisitorie dei due dibattimenti, le accuse hanno puntato sulle intercettazioni ambientali, le testimonianze, i reperti dell'autopsia e sull'effettiva capacita' di 'offendere' del sottolavello in acciaio che sarebbe stato utilizzato a mo' di ariete contro gli agenti di polizia.
A tenere questo sottolavello, sempre secondo l'accusa, c'era Speziale e subito dietro, Micale. Antonino Speziale, tra l'altro, ha gia' trascorso 18 mesi in carcerazione preventiva per resistenza aggravata a pubblico ufficiale per gli scontri al Massimino in quella nefasta serata. Infine, l'arringa dei legali della difesa di Daniele Natale Micale non e' stata ancora calendarizzata ma il processo a suo carico riprendera' all'inizio del prossimo mese di marzo.
"Questa sentenza per me è errata, continuerò la mia battaglia anche in appello. Mi aspettavo, comunque, una sentenza del genere ma ribadirò sempre la mia assoluta innocenza", ha detto parlando con i giornalisti Speziale.
Al termine della lettura della sentenza, Marisa Grasso, vedova dell'ispettore, ha abbracciato forte il suo avvocato, Enrico Trantino. Subito dopo la donna ha lasciato l'aula senza fare commenti ma, come riferito dal suo avvocato, ha preferito raggiungere i suoi figli che non se la sarebbero sentita di assistere alla sentenza.
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