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Tribunale blindato per tv e fotografi

Delitto Scazzi, Cosima si difende in aula "Non ho ucciso Sarah, sono innocente"

Cosima Serrano  Cosima Serrano
ultimo aggiornamento: 24 ottobre, ore 21:19
Taranto - (Adnkronos/Ign) - La madre di Sabrina Misseri nel corso delle sue dichiarazioni spontanee ha ricostruito il giorno dell'omicidio della 15enne di Avetrana. Il legale della zia: "L'attendibilità dei testimoni si mette in discussione da sola". Il difensore del marito: "E' stato solo lui a occultare il cadavere". L'avvocato della famiglia Scazzi: "Delitto avvenuto in casa".


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Taranto, 24 ott. - (Adnkronos/Ign) - Sono durate circa mezz'ora le dichiarazioni spontanee di Cosima Serrano, nel corso dell'udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Taranto Pompeo Carriere nell'ambito del processo per il delitto della nipote Sarah Scazzi, avvenuto ad agosto dell'anno scorso ad Avetrana. Un'udienza blindata, dopo che il tribunale ha vietato a tutti i giornalisti l'ingresso nell'aula 'Alessandrini'. Successivamente il provvedimento è stato revocato per i soli reporter, mentre l'interdizione continua a riguardare i cameramen e i fotografi.

Nelle sue dichiarazioni Cosima, secondo quanto riferito da uno dei suoi due difensori, l'avvocato Franco De Jaco, ha spiegato il senso di una intercettazione ambientale di un colloquio avvenuto in carcere nei primi giorni di maggio, tra lei e il marito Michele Misseri quando ancora quest'ultimo era detenuto mentre la donna era libera. In quel colloquio affermava che sarebbe stato meglio se il 26 agosto, il giorno del delitto, un fulmine avesse incenerito la loro casa. Un'affermazione ''logica'', secondo Cosima, poiché quel giorno ha rappresentato la distruzione della loro famiglia: il marito in carcere, accusato di omicidio, la figlia anche, chiamata in causa dal padre e i rapporti con il resto della famiglia compromessi.

La donna ha inoltre ricostruito i movimenti nel pomeriggio del delitto. Tornata a casa intorno alle 13.30-13.40 (''e ci sono delle prove su questo'' ha detto l'avvocato De Jato riferendosi probabilmente al datore di lavoro della donna che l'avrebbe riaccompagnata a casa), Cosima ha detto di aver pranzato insieme alla figlia, di essersi rinfrescata e poi essere andata a dormire, raggiungendo Sabrina nella camera da letto. Poi avrebbe sentito la ragazza alzarsi e uscire forse per andare al mare. Inoltre ha riferito di aver sentito la stessa Sabrina all'esterno dell'abitazione chiedere al padre Michele Misseri se avesse visto Sarah. Poi, ha detto ancora, si sarebbe definitivamente svegliata e alzata dopo aver ricevuto la telefonata della figlia che l'avvisava della scomparsa della cugina, della quale era già stata avvertita Concetta Scazzi, madre di Sarah.

Per ultimo Cosima Serrano ha anche parlato del passaggio interno tra la casa di via Deledda e il garage sotterraneo riferendo che la prima porta, quella in legno con rete tipo zanzariera, veniva solitamente aperta mentre la seconda porta, accessibile mediante la prima, non veniva mai utilizzata poiché era sempre chiusa e ostruita da masserizie ingombranti. E ciò sarebbe dimostrato dal ritrovamento di segni di ruggine per terra dovuta ad ingombri di metallo.

Nel corso dell'udienza è intervenuto anche l'avvocato Nicodemo Gentile, uno dei legali di parte civile della famiglia di Sarah Scazzi. "L'omicidio per noi è successo in casa. Abbiamo ribadito con forza che quello di Sarah è un omicidio domestico dove la famiglia è il grembo del crimine", ha detto parlando con i giornalisti. "Esiste infatti -ha aggiunto Gentile- un patrimonio di informazioni, testimonianze, dati scientifici, intercettazioni che ci dicono che, purtroppo, Sarah è entrata viva in quella casa e ne è uscita morta. Le persone coinvolte non dicono la verità, continuano a fare spontanee dichiarazioni che non chiariscono la loro posizione. Pertanto -ha continuato- abbiamo chiesto il rinvio a giudizio perché ci sia una verifica dibattimentale. Abbiamo chiesto con forza al giudice di dare un volto e un nome a quello che è successo a Sarah perché questa è stata vittima di una tragedia famigliare gravissima e pertanto merita giustizia".

Circa le dichiarazioni spontanee di Cosima Serrano, Gentile ha affermato che ''ha cercato di chiarire alcuni aspetti assolutamente marginali che non hanno nessun peso, nessuna valenza probatoria nell'ambito dell'omicidio''. Quindi l'avvocato ha detto di aver ribadito che ''il problema di quello che ha fatto quella mattina interessa poco. Lei era in casa quando è successo l'omicidio. E' su quello che deve prendere posizione: questi sono aspetti marginali che non incidono sulla sua colpevolezza o meno''.

Quanto alla porta interna, di collegamento tra la casa e il garage che secondo Cosima Serrano non veniva mai aperta, l'avvocato Gentile ha affermato che la donna ''dimentica che esistono delle intercettazioni importanti dove lei parla con il marito in carcere, esiste un sopralluogo fatto da questa difesa che dimostra in maniera palese, evidente e incontrovertibile che quella porta poteva essere aperta, come lei dice, con facilità. Da quella porta -ha proseguito Gentile- è stata trasportata Sarah e quella porta rappresenta un macigno rispetto all'accusa di un omicidio commesso in casa da parte dei famigliari Misseri''.

''L'attendibilità dei testimoni dell'accusa si mette in discussione da sola'' ha detto l'avvocato Franco De Jaco, uno dei due legali di Cosima Serrano. ''La credibilità dei testimoni che hanno rilasciato decine di interviste e che hanno partecipato al bailamme indegno che c'è stato all'uscita dalla caserma dei carabinieri di Avetrana la sera dell'arresto della signora Serrano con grida e applausi - ha sottolineato - mi sembra minata. Non dimentichiamo che molti di questi soggetti hanno ricevuto compensi ogni volta che andavano in televisione".

D'altra parte l'avvocato, Armando Amendolito, legale di Michele Misseri si è detto convinto che "è stato solo lui a occultare il cadavere". ''Io credo dalle dichiarazioni che lui ha reso - ha detto - che l'occultamento del cadavere sia avvenuto in via esclusiva. Per cui credo che non ci siano elementi per poter sostenere che ci sia stato anche il coinvolgimento di altri individui.


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