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Marra, come annunciato, non si è presentato

P3, Csm chiude istruttoria trasferimento Marra

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ultimo aggiornamento: 26 luglio, ore 14:20
Roma - (Adnkronos) - La Commissione, che oggi doveva ascoltare il presidente della Corte d'Appello di Milano, aveva avviato nei suoi confronti una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale. Il giudice Marconi chiede il suo "immediato trasferimento" a Napoli
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Roma, 26 lug. - (Adnkronos) - La prima Commissione del Csm, che oggi doveva ascoltare il presidente della Corte d'Appello di Milano Alfonso Marra, coinvolto nell'inchiesta sull'eolico, ha chiuso l'istruttoria sul suo caso. Marra, come aveva preannunciato in questi giorni non si è presentato per essere ascoltato dalla Commissione che aveva avviato nei suoi confronti una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale. La Commissione ha chiuso l'istruttoria disponendo il deposito degli atti. Un atto che di norma precede la richiesta di trasferimento d'ufficio del magistrato. Sulla richiesta si pronuncerà il prossimo Csm.

Ora gli atti dell'istruttoria saranno a disposizione del difensore di Marra, l'ex pm di Mani Pulite Piercamillo Davigo, e del magistrato accusato di aver chiesto all'ex giudice tributario Pasquale Lombardi di fare pressione su alcuni consiglieri del Csm per ottenere la nomina alla presidenza della Corte d'Appello milanese. Il magistrato avrà 20 giorni di tempo per preparare la sua difesa. Nei confronti di Marra anche il procuratore generale della Cassazione ha avviato un procedimento disciplinare.

Quanto al presidente della Corte d'Appello di Salerno, Umberto Marconi, anche lui coinvolto nell'inchiesta sull'eolico, ha inviato oggi alla terza Commissione del Csm una nota in cui chiede il suo "immediato trasferimento" a Napoli, chiedendo di essere convocato prima possibile. Marconi ribadisce il contenuto della sua comunicazione inoltrata il 19 luglio scorso via fax alla prima Commissione di Palazzo dei Marescialli, in cui pur professandosi innocente si diceva consapevole di non poter restare nel suo ufficio. "Pur consapevole delle difficoltà connesse alla fase temporale (ossia la scandenza a giorni dell'attuale Csm) - scrive - mi permetto sommessamente ma con forza, di insistere sulle necessità di un immediato trasferimento".

Il magistrato parla di una "macchinazione (per altro grossolana), tra sbirresca e mediatica, che ha infangato la mia persona, già da me denunciata alla stampa", e dice di confidare in una "pronta convocazione innanzi ai giudici inquirenti, per rassegnare nella sede competente ulteriori particolari ed elementi presuntivi, circa gli autori. Trattasi di un complotto -fa notare- che affonda le sue radici in altre vicende, connesse alla mia ben nota trentennale milizia associativa (Anm)".

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