Francesco Marini: "Ritiro deleghe Caliendo spetta solo ad Alfano"
Flavio Carboni
P3, parla il legale di Carboni: "Non sta bene. Contro di lui accuse grottesche"
Flavio Carboni
ultimo aggiornamento: 03 agosto, ore 15:42
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il difensore dell'uomo d'affari arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico: "Ho trovato il mio assistito molto sofferente: gli è stata contestata un'ipotesi associativa palesemente sproporzionata e priva di fondamento giuridico". Formigoni in Procura a Roma: ''Ascoltato in qualità di testimone''
Roma, 3 ago. - (Adnkronos/Ign) - Dalla struttura sanitaria carceraria di Viterbo in cui si trova, "abbattuto" e "con problemi di salute", l'uomo d'affari Flavio Carboni, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico e la cosiddetta loggia P3, continua a respingere le accuse che gli vengono mosse. "Il mio assistito sta poco bene, ha problemi di salute - spiega all'ADNKRONOS il suo legale, Renato Borzone - L'ho trovato molto abbattuto, dimesso e sofferente per la situazione in cui versa in carcere. Si trova in una struttura carceraria di carattere sanitario ma è pur sempre un carcere".
"Continuo a dire che l'accusa mossa al mio assistito è francamente grottesca", sottolinea l'avvocato riferendosi al reato, per il quale Carboni è stato arrestato, di associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge che vieta la costituzione di associazioni segrete. "Evidentemente - osserva il legale - in mancanza di fatti specifici, gli è stata contestata un'ipotesi associativa palesemente sproporzionata e priva di fondamento giuridico".
Carboni, dalla struttura in cui si trova, "continua a dire che quello che ha fatto è del tutto legittimo" e riguardo alle intercettazioni ritiene ''che l'interpretazione fatta dalla Procura della telefonata sia più che opinabile", "soprattutto" riguardo alla cena che, secondo l'accusa, si svolse in casa del coordinatore del Pdl Denis Verdini e durante la quale, sempre secondo l'accusa, si discusse dell'intervento presso i giudici della Corte Costituzionale con riferimento al lodo Alfano. Proprio riguardo alla riunione il legale conclude: "gli stessi carabinieri non sono certi che quella cena abbia avuto per oggetto il Lodo Alfano, tanto che nel loro rapporto usano il condizionale".
Intanto, il costituzionalista Francesco Saverio Marini interviene sulla sfiducia a Giacomo Caliendo spiegando all'ADNKRONOS che ''quello che potrebbe riguardare il sottosegretario è in realtà un ritiro delle deleghe, non una 'sfiducia'. Perché quest'ultima si può dare solo al governo e non ai sottosegretari''. Il professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Roma 'Tor Vergata' ricorda poi che "in passato ci fu il caso Mancuso, sulla possibilità che possa essere sfiduciato un ministro. In quella circostanza, la Corte Costituzionale decise che era possibile. Ma non ci sono precedenti di sfiducia a un sottosegretario e lo stesso termine è improprio quando non è applicato all'esecutivo''.
Quanto al ritiro delle deleghe per il sottogretario alla Giustizia coinvolto nell'inchiesta eolico, ''il Parlamento -precisa Marini- discute dell'approvazione di un atto di indirizzo nei confronti del presidente del Consiglio. E' possibile ritirarle, ma è un atto che in questo caso spetterebbe al Guardasigilli''.
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