In apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente
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Pedofilia, cardinale Bagnasco: "Non abbiamo paura della verità"
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ultimo aggiornamento: 22 marzo, ore 17:43
Roma - (Adnkronos) - Il presidente del Conferenza episcopale italiana ha voluto ribadire che "la Chiesa ha scelto la strada della trasparenza" nei confronti di un "crimine odioso e di un peccato grave". Ma precisa: "Diciamo no al discredito". Elogia poi il messaggio del Papa: "Con lui siamo vicini alle vittime di abusi sessuali". La lettera di Benedetto XVI: "Avete sofferto, vi esprimo la nostra vergogna". (VIDEO) Il premier Berlusconi solidale con il pontefice: "Da lui una risposta efficace". La cancelliera Merkel: "C'è bisogno di chiarezza"
Roma, 22 mar. (Adnkronos) - "L’abuso sessuale sui minori, la pedofilia, è un crimine odioso e un peccato particolarmente grave, in questo campo la Chiesa ha scelto la strada della trasparenza". E’ quanto ha detto oggi pomeriggio il cardinale Angelo Bagnasco, aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente con una lunga relazione nella quale ha toccato anche il tema dello scandalo dei preti pedofili.
“La concentrazione su Cristo – ha detto il cardinale - vuol dire soprattutto che la trasparenza è un punto d’onore della nostra azione pastorale. Indirizzando sabato scorso la sua Lettera ai Cattolici d’Irlanda, e affrontando con loro a cuore aperto il problema, ovunque doloroso là dove si verifica, degli abusi sessuali compiuti su minori da ecclesiastici – crimine odioso, ma anche peccato scandalosamente grave che tradisce il patto di fiducia iscritto nel rapporto educativo – il Papa ha posto un limite invalicabile alla perniciosa tendenza a cercare scuse in attenuanti e condizionamenti”. “Egli invece – ha aggiunto Bagnasco - ha affermato con vigore che occorre assumere ‘una posizione più forte per portare avanti il compito di riparare alle ingiustizie del passato e per affrontare le tematiche secondo modalità conformi alle esigenze della giustizia e agli insegnamenti del Vangelo’”.
“Senza dubbio la pedofilia è sempre qualcosa di aberrante e, se commessa da una persona consacrata, acquista una gravità morale ancora maggiore. Per questo, insieme al profondo dolore e ad un insopprimibile senso di vergogna, noi vescovi ci uniamo al Pastore universale nell’esprimere tutto il nostro rammarico e la nostra vicinanza a chi ha subìto il tradimento di un’infanzia violata”. “La Lettera papale – ha aggiunto - è interamente pervasa da un accorato spirito di contrizione ed è testimonianza indubitabile di una Chiesa che non sta sulla difensiva quando deve assumere su di sé lo ‘sgomento’, ‘il senso di tradimento’ e ‘il rimorso’ per ciò che è stato fatto da alcuni suoi ministri”. “Anche nella bufera” ha detto ancora Bagnasco, Ratzinger “è Pietro e indica la strada, propone a tutti, senza indulgenze, lo scatto in avanti necessario: nonostante l’indegnità, ‘i peccati, i fallimenti di alcuni membri della Chiesa, particolarmente di coloro che furono scelti in modo speciale per guidare e servire i giovani’, ecco tutto questo è vero, ‘ma è nella Chiesa che voi troverete Gesù Cristo, che è lo stesso ieri, oggi e sempre’”.
I vescovi italiani hanno applicato per tempo le severe norme stabilite dal Vaticano contro i preti pedofili.“Le direttive chiare e incalzanti – ha affermato il capo dei vescovi italiani - già da anni impartite dalla Santa Sede confermano tutta la determinazione di fare verità fino ai necessari provvedimenti, una volta accertati i fatti". “Siamo riconoscenti – ha aggiunto - alla Congregazione per la Dottrina della Fede per l’indirizzo e il sostegno nell’inderogabile compito di fare giustizia nella verità, consapevoli che anche un solo caso in questo ambito è sempre troppo, specie – ripeto – se chi lo compie è un sacerdote”.
Nell’affrontare il problema della pedofilia la Chiesa non deve aver paura della verità, allo stesso tempo però va rilevato che non bisogna subire eventuali “strategie di discredito generalizzato”. “Da varie parti, anche non cattoliche – ha detto il cardinale - si rileva come non da ora il fenomeno della pedofilia appaia tragicamente diffuso in diversi ambienti e in varie categorie di persone: ma questo, lungi dall’essere qui evocato per sminuire o relativizzare la specifica gravità dei fatti segnalati in ambito ecclesiastico, è piuttosto un monito a voler cogliere l’obiettivo spessore della tragedia”.
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| ambrab03 ha scritto (26/03/2010 - ore 17:17) | segnala un abuso |
| io una proposta l'avrei, ve la indico:glielo taglierei! Cosi' finirebbero di usarlo coi nostri e vostri figli, questi bei pedofoli di merda! | |
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