Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
I temi caldi di oggi: Maltempo - Riforma lavoro - Sanremo
Zaia: ''Si vuole colpire e intimidire un movimento politico''

Proiettile a Berlusconi, busta esplosiva alla Lega e lettera minatoria a Nichi Vendola

La Polizia scientifica (Adnkronos)La Polizia scientifica (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 27 marzo, ore 19:07
Milano - (Adnkronos/Ign) - Nel plico indirizzato a Arcore trovato un bossolo. Conteneva polvere pirica la missiva inviata al Carroccio, ferito un dipendente delle Poste. L'azione rivendicata dagli anarchici. Nel volantino frasi contro il ministro dell'Interno. La Digos di Milano: "Nessun legame con le elezioni, l'obiettivo è la chiusura dei Cie". Insulti e minacce al centro organizzativo della campagna elettorale del candidato del centrosinistra in Puglia. Il presidente della Camera Fini: "Basta turbare la democrazia". Venerdì busta con polvere gialla inviata a Berlusconi
leggi i commenti    commenta commenta 1     vota vota 6    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed   
Milano, 27 mar. (Adnkronos/Ign) - Doppia intimidazione alla vigilia delle elezioni regionali, nel mirino il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e la Lega Nord. Una busta destinata al premier, contenente un proiettile e minacce, è stata intercettata nel centro postale di Linate, vicino a Milano. Verso le 22 di ieri nel centro meccanizzato postale di via Archimede a Linate una busta ha fatto scattare i rilevatori meccanici. Nel plico, indirizzato alla villa di Arcore del presidente del Consiglio, è stato trovato un bossolo calibro 7.62. Su un foglio, manoscritto a matita, c'erano le parole "Farai la fine del topo".

Era invece indirizzata alla sede della Lega Nord di via Bellerio a Milano la lettera contenente polvere pirica esplosa questa mattina alle 5,52 in un centro di smistamento delle poste di piazzale Lugano a Milano. Il pacco conteneva un portafoglio imbottito di polvere pirica e fili elettrici per l'innesco. Il congegno era chiuso con una molletta da bucato. Un dipendente è rimasto ferito in modo non grave in seguito allo scoppio ed è stato ricoverato - e nel pomeriggio dimesso - al Policlinico con ustioni di secondo grado a braccia e mani, oltre ad aver ricevuto un forte colpo al collo e al bacino. La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta. Ad occuparsene sara' probabilmente il pm Massimo Meroni, del pool antiterrorismo, lo stesso magistrato che si occupa dell'ordigno esploso, nel dicembre scorso, all'universita' Bocconi di Milano.

"Erano le 5.50 - racconta il dipendente delle poste ferito, Pietro De Simone - e stavo finendo il turno: in fondo al carrello ho raccolto un pacchettino bianco, con l'indirizzo della Lega in via Bellerio 41. Quando l'ho preso, come ho tentato di lanciarlo nel carrello corrispondente si è accesa una fiammata, il pacco mi è scoppiato in faccia e sono stato sbalzato a terra". "La storia non gli ha insegnato nulla, non è né con la violenza, né con le bombe, che si ragiona - continua il 57enne, da 30 anni dipendente alle poste -. Io sono orgoglioso di essere un italiano, sono orgoglioso di essere un postale. Dico a questa persona che è un vigliacco''.

L'azione è stata rivendicata dal gruppo Fai, Federazione anarchica informale, lo stesso che lo scorso dicembre rivendicò un pacco bomba all'Università Bocconi di Milano. Il 16 dicembre un pacco bomba venne piazzato in un tunnel all'interno dell'ateneo, ma esplose parzialmente nella notte senza fare danni.

Nel volantino di rivendicazione contenuto all'interno della lettera esplosiva si legge: ''Al Cie si stupra. Maroni complice di questi fatti. Ci faremo sentire ancora". Firmato, Gruppo anarchico Morales. E si fa riferimento ai fatti avvenuti lo scorso agosto a Milano, quando quattordici cittadini extracomunitari vennero arrestati per una rivolta scoppiata nel Cie di via Corelli. In una delle udienza che ne seguì, una cittadina nigeriana di 28 anni accusò un ispettore della polizia di averla molestata all'interno del centro. La vicenda è tuttora al vaglio dell'autorità giudiziaria, mentre sulla donna pende un procedimento per calunnia.

Di "nessun legame con le elezioni" parla Bruno Megale, che guida la Digos di Milano. "L'obiettivo e' la chiusura dei centri di identificazione per immigrati". "Apparentemente non vi e' collegamento con le elezioni, anche se la scelta del giorno prima del voto non e' casuale ed e' legata, probabilmente, a ottenere a una maggiore visibilita' mediatica", spiega l'esperto in antiterrorismo.

"Certamente l'obiettivo di questo gesto terroristico- sottolinea- e' la chiusura dei Cie. La lettera era indirizzata alla Lega Nord e ci sono delle esplicite minacce nei confronti del ministro dell'Interno, Roberto Maroni nella sua qualita' di ministro e quindi di 'responsabile' di queste politiche". La rivendicazione dell'attentato e' firmata da 'Sorelle in armi - Federazione Anarchica Informale (Fai) Nucleo Mauricio Morales' una fazione "anarchico-radicale" che lo scorso dicembre ha rivendicato gli attentati contro l'universita' Bocconi di Milano e il Cie di Gradisca d'Isonzo in Friuli.

Una lettera anonima contenente minacce e' stata poi recapitata con il servizio postale a 'La fabbrica di Nichi' di Bari, il centro organizzativo della campagna elettorale del candidato del centrosinistra e presidente uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il testo, composto in modo da non essere riconoscibile, contiene espliciti riferimenti all'arrivo di 500 kg di esplosivo presso ''i covi e fabbriche di odio'' con minacce di morte per ''i comunisti, i gay e gli ebrei''.

''Dopo i primi accertamenti tecnici - e' scritto in un comunicato de 'La Fabbrica di Nichi' - e' in via di presentazione una formale denuncia alle forze dell'ordine perche' siano accertati al piu' presto gli autori del gesto''. La Fabbrica di Nichi auspica che ''il clima sostanzialmente sereno, che ha contraddistinto questa campagna elettorale, non sia macchiato dagli sconsiderati gesti di ignoti e confida che possa continuare il libero confronto democratico fino al completamento del processo elettorale''.

Dal presidente della Camera Gianfranco Fini arriva "la condanna piu' ferma contro gli episodi di violenza. Azioni che puntano a creare un clima di odio e di intolleranza alla vigilia di un importante appuntamento elettorale per il Paese". Fini formula l'auspicio "affinche' tutte le forze politiche respingano con forza e intranisgenza ogni tentativo volto a turbare la vita democratica e la dialettica politica".

In un comunicato, il presidente del Senato Renato Schifani rende noto di aver telefonato personalmente al ministro dell'Interno Roberto Maroni, per ribadirgli "la sua piena fiducia e il suo profondo sostegno" nell'azione che il ministro Maroni quotidianamente pone in essere nel contrasto ad ogni forma di criminalita'.

Il presidente del Senato -prosegue la nota- esprime "profonda preoccupazione per i fatti gravissimi e intimidatori avvenuti a Milano. Atti di questo tipo -sottolinea Schifani- sono inaccettabili e vanno respinti con assoluta fermezza. Auspico il ritorno ad un clima costruttivo tra le varie coalizioni a partire dalla condanna unanime di questi inquietanti episodi di violenza avvenuti alla vigilia di un appuntamento elettorale".

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ''a seguito dei gravissimi episodi di intimidazione avvenuti in questi giorni ai danni di partiti ed esponenti politici'' ha convocato per mercoledì 31 marzo alle ore 11,00 al Viminale, una riunione straordinaria del Comitato Nazionale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. ''Sono veri e propri atti di terrorismo politico - rileva il responsabile del Viminale - che intendiamo stroncare senza alcuna esitazione per evitare il rischio di un ritorno agli anni di piombo e garantire la tutela delle libere istituzioni democratiche''.

Fonti dell'Antiterrorismo sottolineano all'ADNKRONOS che quella annunciata dalla Fai è una rivendicazione 'credibile'. Le stesse fonti mettono in correlazione la busta esplosiva indirizzata alla Lega con gli ordigni ritrovati il 16 dicembre scorso al Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d'Isonzo e all'Università Bocconi di Milano. Alla base di tutti questi episodi, la scelta delle componenti anarchiche di rispondere con atti dimostrativi alle politiche del governo in tema di immigrazione.

pubblica questa notizia su:  Facebook    segnala questa notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
articoli correlati
tutte le notizie di Cronaca
commenta commenta 1    invia    stampa   
ugc
micaria ha scritto (27/03/2010 - ore 18:27) segnala un abuso
ugc
Fini farebbe bene a fare un esame di coscienza. E' proprio lui che "turba la democrazia", se non altro quella del suo partito. Se lui stesso ne parla male e critica o avversa il leader, è chiaro che arma la mano a questi scellerati terroristi!!!
ugc
ugc
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress