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Restauro del Colosseo, è polemica. Della Valle: "Non ci è stato fatto alcun rilievo"

ultimo aggiornamento: 09 gennaio, ore 22:08
Milano - (Adnkronos) - Secondo quanto riferisce il Codacons l'Antitrust avrebbe evidenziato una serie di distorsioni della concorrenza nell'affidamento dei lavori a Tod's. Il patron del gruppo precisa: "Nessuno sfruttamento commerciale dell'iniziativa". E aggiunge: "Già depositata una fideiussione da oltre dieci milioni di euro"


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Milano, 9 gen. - (Adnkronos) - "In ottemperanza a quanto previsto dall'accordo, abbiamo già provveduto a depositare una fideiussione di oltre dieci milioni di euro a garanzia del pagamento della prima tranche dei lavori di restauro" del Colosseo. E' quanto precisa il patron di Tod's, Diego Della Valle. "Sono soldi - aggiunge - che ci auguriamo vengano impiegati quanto prima per restaurare un monumento che rappresenta l'Italia nel mondo e che ne ha tanto bisogno". "Il supposto sfruttamento commerciale dell'iniziativa" di sponsorizzazione del restauro del Colosseo, aggiunge Della Valle, "da parte del Gruppo Tod's è un fatto che non esiste e assolutamente contrario, per quanto ci riguarda, allo spirito dell'iniziativa".

Circa l'accordo che affida a Tod's i lavori di restauro del Colosseo, al gruppo, precisa Della Valle, "non è stato rivolto alcun rilievo". "Leggiamo dagli organi di stampa che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato avrebbe formulato rilievi alla procedura seguita dal commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle areee archeologiche di Roma e Ostia antica in occasione della conclusione del contratto di sponsorizzazione del Colosseo". "Il Gruppo Tod's, pur essendo estraneo alla vicenda e a cui non è stato rivolto alcun rilievo, precisa che il comportamento tenuto dal Commissario delegato e dalle Autorità che hanno partecipato alla definizione dell'accordo è stato, nei confronti del Gruppo Tod's di assoluta chiarezza e correttezza".

Secondo quanto riporta il Codacons l'Antitrust avrebbe evidenziato una serie di distorsioni della concorrenza all'interno dell'accordo che affida i lavori di restauro del Colosseo al gruppo Tod's. In una nota, il Codacons spiega di essersi "rivolto all'Autorità per la concorrenza, chiedendo di pronunciarsi in merito alla correttezza della procedura che ha portato ad affidare la sponsorizzazione dell'Anfiteatro Flavio al gruppo, guidato da Diego Della Valle". "Ora il Commissario Delegato - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - dovrà illustrare entro sessanta giorni all'Antitrust le iniziative adottate in relazione alle problematiche evidenziate dall'Autorità. E sull'affidamento della sponsorizzazione del Colosseo al gruppo Tod's pesa anche la scure di un ricorso al Tar del Lazio presentato dal Codacons, sul quale si pronuncerà a breve il Tribunale Amministrativo".

A definirlo "un regalo al gruppo Tod's" è la segreteria nazionale della Uil Beni culturali. "Qualunque operatore sa bene che, dato il brand del Colosseo, l'operazione ha un valore di almeno 200 milioni di euro" prosegue la nota della Uilbac. "La Uil Beni e Attività Culturali aveva denunciato per prima il gravissimo e irresponsabile comportamento del commissario delegato al Colosseo e al gruppo Tod's. Fin dall'inizio avevamo denunciato il regalo fatto ad un imprenditore che ha fatto molto bene il suo mestiere con una operazione commerciale e mediatica senza precedenti".

A esprimere sconcerto è il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: "''Sono sconcertato dall'ostinazione con cui alcune realtà associative cercano di impedire o rinviare gli appalti per il restauro del Colosseo". ''Non ci si può lamentare né sorprendere che un monumento come il Colosseo subisca danneggiamenti di vario tipo se, nel contempo, si continua a ostacolare un progetto di restauro da tempo avviato - aggiunge Alemanno -. Chi oggi si avvale di tutti i possibili cavilli giuridici e procedimentali per rinviare questo restauro si assume una gravissima responsabilità rispetto alla conservazione di questo eccezionale bene monumentale e crea un oggettivo danno alla città di Roma.

In serata replica il presidente Codacons.''Come Alemanno sa bene - conclude Rienzi -, perché ne ha discusso con la nostra associazione, il fine del Codacons non è certo quello di impedire il restauro del Colosseo, ma è lo stesso del sindaco di Roma, ossia giungere a un restauro che sia rispettoso delle prerogative del Comune e dello Stato su un monumento così importante e patrimonio dell'umanità".


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