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Riciclaggio, sequestrato 'tesoro' di Mokbel: Schifano e De Chirico tra migliaia di quadri

ultimo aggiornamento: 26 febbraio, ore 20:23
Roma (Adnkronos) - Le opere d'arte si trovavano in un magazzino nel quartiere Collina Fleming a Roma. Oggi nuova tornata di interrogatori. Ancora da fissare quello di Scaglia arrestato ieri sera al suo rientro in Italia. Elezione Di Girolamo, capigruppo Senato decidono martedì su tempi dopo la sollecitazione di Schifani. Due miliardi trasferiti nei 'paradisi fiscali', si indaga su oltre 2000 contribuenti italiani
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Roma, 26 feb. (Adnkronos) - Nelle prime ore di questa mattina i carabinieri del Ros hanno trovato a Roma, nel quartiere Collina Fleming, il magazzino all'interno del quale era custodito un primo 'tesoretto' dell'organizzazione facente capo a Gennaro Mokbel, presunto responsabile del riciclaggio degli ingentissimi capitali illegali, ''provenienti da una serie di operazioni commerciali fittizie di acquisto e vendita di servizi di interconnessione telefonica internazionale, per un valore complessivo di oltre due miliardi di euro, con la compiacenza di alti funzionari ed amministratori delle società Telecom italia sparkle e Fastweb.

Si tratta - spiegano i carabinieri - di migliaia di dipinti, serigrafie, litografie e decine di sculture ove il sodalizio reimpiegava parte degli enormi cespiti illegalmente acquisiti''.

Sono state sequestrate opere di importanti artisti contemporanei e moderni tra cui spiccano i nomi di De Chirico, Capogrossi, Tamburri, Schifano, Borghese, Palma, Clerici e Messina. Le opere d'arte sono ora all'esame degli specialisti del Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri.

Intanto, al Palazzo di Giustizia, è in corso una nuova tornata di interrogatori del gruppo delle persone coinvolte nell'inchiesta sul riciclaggio e che sono chiamate a rispondere dell'accusa di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata. Il giudice per l'indagine preliminare Aldo Morgigni ha fatto accompagnare oggi in Piazzale Clodio otto degli arrestati e da due ore sono in corso gli interrogatori.

Non tutte le persone convocate per oggi intendono rispondere alle domande del giudice Morgigni che svolge gli interrogatori alla presenza dei pubblici ministeri Francesca Passaniti e Giovanni Di Leo. Tra coloro che rispondono, secondo quanto si è appreso c'è Stefano Mazzitelli già amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle e Massimo Comito già dirigente responsabile dell'area 'Regioni Europee' di questa ditta. Un collaboratore di questi, Antonio Catanzariti, è stato il primo ad essere chiamato davanti al giudice. Aveva con sé la ponderosa ordinanza di custodia cautelare che probabilmente gli è servita a spiegare la sua posizione.

Non intende invece rispondere Carlo Focarelli considerato l'ideatore del sistema di frode e insieme con lui dovrebbe fare scena muta Manlio Danaro suo stretto collaboratore. Altre persone convocate Aurelio Gionta e Roberto Caboni, già dirigenti di due delle società che sono entrate a far parte del meccanismo. Anche loro come Silvio Panella non intenderebbero rispondere.

Ancora da fissare l'interrogatorio di uno dei principali imputati Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb che la scorsa notte è rientrato in Italia e si è costituito alla Guardia di Finanza. E' probabile che l'interrogatorio slitti a lunedì prossimo quando dall'estero rientrerà il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo al quale è affidata la direzione dell'inchiesta. Capaldo è fuori Italia per svolgere attività istruttoria.

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