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Flamigni: "La violenza sul tema aumenterà 'fai da te' e abortifici clandestini"

Ru486, arriva lo stop della Lega: ''Mai negli ospedali del Veneto''. Plauso del Vaticano

(Dal sito della Kompass)  (Dal sito della Kompass)
ultimo aggiornamento: 01 aprile, ore 18:57
Roma - (Adnkronos/Adnkronos Salute/Ign) - Il neo governatore del Veneto Zaia: "Studieremo un modo per non farla arrivare negli ospedali veneti". Papa: ''Cristiani rifiutino leggi sull'aborto''. Mons. Fisichella plaude a Cota dopo lo stop sulla pillola abortiva: "Sono atti concreti che parlano da sé. Il mio plauso''. Fazio: "Un tavolo dopo Pasqua". Gasparri contro l'Aifa: "Appare sempre più evidente la inadeguatezza del direttore Rasi". Bersani: "Cota e Zaia presidenti e non imperatori". Bianco (Fnomceo): "La priorità è la lotta alla clandestinità delle procedure". La Ru486 sbarca in Italia, al via gli ordini (VIDEO)
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Roma, 1 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute/Ign) - "Studieremo tutti modi per non far arrivare la pillola abortiva Ru486 negli ospedali veneti". Ad affermarlo all'ADNKRONOS SALUTE è il neopresidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Siamo nettamente contrari a questo strumento", spiega Zaia. "Banalizza una procedura così delicata come l'aborto, lascia sole le donne e deresponsabilizza i più giovani. Studieremo tutti i modi - conclude il governatore del Veneto - per non farla arrivare nei nostri ospedali".

All'indomani della presa di posizione del suo collega di partito, il leghista neo governatore del Piemonte Roberto Cota ("La Ru486 resterà in magazzino"), contro la pillola abortiva scende in campo un altro esponente del Carroccio. Una presa di posizione che ha incassato il plauso del Vaticano. "Sono atti concreti che parlano da sé. Al neo governatore Cota va il mio plauso". A complimentarsi, per lo stop di Cota sulla pillola abortiva ("Resterà in magazzino") è il presidente della Pontificia Accademia della Vita, mons. Rino Fisichella, che ha incoraggiato l'esponente leghista a proseguire in questa direzione.

Dal canto suo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha fatto sapere che sarà istituito "dopo Pasqua il tavolo per le linee guida e il monitoraggio della Ru486" in Italia.

Intanto il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi, dopo le notizie diffuse da organi di informazione, ha sottolineato "di non aver rilasciato dichiarazioni in merito alle modalità di immissione in commercio del medicinale, ma - evidenzia in una nota - di aver spiegato le procedure a carattere generale di dispensazione dei farmaci ospedalieri, le cui modalità dipendono dalle Regioni che, comunque, con un buon margine di autonomia e con possibili differenze nella tempistica - prosegue - prima o poi li mettono a disposizione dei cittadini".

"Anche dal risultato delle regionali arrivano notizie negative per il partito della morte. La pillola abortiva Ru 486 non circolerà facilmente. E questa è una buona notizia. L'obbligo del ricovero è stato ribadito dal Senato e dal Consiglio superiore della sanità. La banalizzazione dell'aborto è stata sconfitta'', ha dichiarato il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. ''In questo contesto - prosegue - sorprende la fastidiosa insistenza del direttore dell'Aifa Rasi su questi temi. Travalica il suo ruolo tecnico e sembra più un piazzista di farmaci che un garante di regole. Il suo atteggiamento insospettisce. Ci vuole un po' di trasparenza anche all'Aifa. Ci occuperemo di questo problema".

"Dell'autorizzazione e dell'uso di un farmaco non decide un presidente di regione, tanto meno egli decide della libertà terapeutica, né puo sostituirsi al rapporto tra medico e paziente - dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani - andrà ricordato ai presidenti leghisti che Piemonte e Veneto restano in Italia e in Europa e che non gli è stata messa in testa un corona da imperatore".

"Le dichiarazioni di oggi del presidente Gasparri spiacciono davvero, perché appaiono minacce e come tali sono fuori luogo". Lo dice Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd a palazzo Madama. "Applicare e far rispettare una legge dello Stato, la 194 sull'aborto, non dovrebbe essere in discussione per un parlamentare della Repubblica. L'utilizzo della pillola Ru 486 - aggiunge - è stato autorizzato nell'ambito dell'applicazione della 194 dopo un lungo iter di sperimentazione e di verifica, che ha visto impegnata anche la commissione Sanità del Senato in un'indagine conoscitiva".

"Il capogruppo del Pdl al Senato Gasparri che minaccia l'Aifa e monsignor Fisichella che si complimenta con il neo governatore del Piemonte Cota sono due facce della stessa medaglia", afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria del Pdci-Federazione della sinistra. "Gasparri - aggiunge - fa ancora parte del Parlamento della Repubblica o è passato a quello dello Stato del Vaticano? E monsignor Fisichella, visti gli scandali di pedofilia che aleggiano nel mondo della Chiesa, non ha altro, e di meglio, a cui pensare? La sensazione è che per il nostro povero Paese dietro l'angolo c'è una nuova orribile crociata".

Secondo Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) "la Ru486 è solo uno strumento per l'interruzione di gravidanza. Se assunta nel rispetto del protocollo della legge 194 non favorisce il ricorso e non aumenta i casi di aborto"."La Ru486 - spiega Vittori all'ADNKRONOS SALUTE - così come l'intervento chirurgico è uno strumento che si affianca alla 194. Dal punto di vista scientifico non è nient'altro che una terapia medica". "L'importante - sottolinea Vittori - è che il ricorso a questo strumento venga fatto rispettando in pieno il protocollo previsto dalla legge sull'interruzione di gravidanza. Una legge - conclude Vittori - che ha permesso di trasformare il fenomeno dell'aborto clandestino in un fenomeno sotto controllo della società civile".

A Vittori fa eco Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), per il quale "sarebbe necessario, da parte di tutti, abbassare i toni e combattere l'unico vero rischio: la clandestinità delle procedure" di assunzione della pillola. "Ecco perché è necessario tutelare la maternità responsabile e - conclude - combattere la clandestina delle procedure, ad esempio l'acquisto via internet della pillola".

Per Carlo Flamigni, ginecologo e componente del Comitato nazionale di bioetica, la "violenza sul tema dell'aborto, anche da parte della Chiesa", rischia di rivelarsi un boomerang per la salute della donna, "aumentando la diffusione del 'fai da te' e degli abortifici clandestini".

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