"La Chiesa intende assumersi le proprie responsabilità"
Scandalo abusi, i Vescovi d'Irlanda con Padre Lombardi: "Vogliamo fare pulizia"
ultimo aggiornamento: 11 marzo, ore 13:16
Città del Vaticano (Adnkronos) - La conferenza episcopale irlandese esprime apprezzamento per la nota diffusa dal direttore della Sala stampa vaticana affermando che ''il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto''. Ratisbona, il fratello del Papa chiede scusa La sculacciata educativa? Ecco come la pensa Tommaso Moro
Città del Vaticano, 11 mar. (Adnkronos) - La conferenza episcopale irlandese ha espresso, in un comunicato alla stampa, il proprio apprezzamento per la nota diffusa dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, sul tema degli abusi sessuali commessi dal clero. In particolare da parte dell'episcopato irlandese si rileva che non c'è mai stata una indicazione da parte del Vaticano alla collaborazione con le autorità civili, anzi i vescovi dichiarano che l'attenzione più grande va dedicata alle vittime e che la Chiesa intende assumersi le proprie responsabilità.
Il comunicato è stato diffuso al termine dell'assemblea generale della conferenza episcopale, ora si attende un documento del Papa dedicato alla questione dello scandalo pedofilia. I vescovi dicono di aver accolto con ''favore'' la ''pubblicazione tempestiva'' della nota di padre Lombardi. ''In particolare'' è stato apprezzato il riferimento alle vittime affermando che ''il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro''.
I vescovi irlandesi sottolineano poi il passaggio in cui si ribadisce che ''la Chiesa vive inserita nella società civile e in essa assume le sue responsabilità''. Da questo punto di vista, per l'episcopato irlandese, la nota di Lombardi chiarisce una ''importante questione'' che ''è stata costantemente travisata in alcuni ambienti''. Nella nota infatti il direttore della sala stampa ha ricordato che in ambito canonico ''il delitto di abuso sessuale di minori è sempre stato considerato uno dei più gravi fra tutti'' e che la Lettera ''De delictis gravioribus'' del 2001, ''talvolta inopportunamente citata come causa di una cultura del silenzio'', in realtà è stata ''un segnale determinante per richiamare l'episcopato sulla gravità del problema''.
Proprio a questo proposito e per evitare ''disinformazione'', i vescovi irlandesi precisano che all'incontro avuto a Roma è stato loro comunicato che ''la Lettera del 2001 non preclude affatto le autorità della Chiesa dai loro obblighi in materia civile, in particolare agli obblighi di comunicare e di collaborare pienamente con le autorità civili''. Nel comunicato i vescovi affermano di essere ''consapevoli'' che quanto finora dichiarato è solo ''una parte di un processo a lungo termine di rinnovamento della Chiesa in Irlanda''. Rinnovamento - aggiungono - che ''richiede il supporto dei fedeli''. All'assemblea generale, hanno partecipato anche i due responsabili del Consiglio nazionale per la tutela dell'infanzia nella Chiesa cattolica, John Morgan e Ian Elliott, che hanno aggiornato i vescovi sullo stato dei contatti con le autorita' statali, Nord e Sud, e sul processo da avviare per il controllo e la salvaguardia dei bambini nelle diocesi e nelle congregazioni religiose.
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