'In ogni vittima della violenza Cristo rivive misteriosamente la sua esperienza terrena''
Scandalo abusi, padre Cantalamessa: "Contro il Papa campagna d'odio"
ultimo aggiornamento: 02 aprile, ore 21:45
Città del Vaticano - (Adnkronos) - Intervenendo alla celebrazione della Passione presieduta da Benedetto XVI nella basilica di San Giovanni in Laterano, ilpredicatore della Casa pontificia affronta il caso pedofilia e denuncia l'aggressione contro il Pontefice che ricorda il peggiore antisemitismo messo in pratica contro gli ebrei. Dal pm accuse ai vertici della Chiesa. Alfano manda gli ispettori a Milano
Citta' del Vaticano, 2 apr. - (Adnkronos) - Sul caso della pedofilia dei sacerdoti e' in atto una campagna di odio e di aggressione contro il Papa e la Chiesa che ricorda il peggiore antisemitismo messo in pratica contro gli ebrei. E' questo il duro attacco sulla questione degli abusi sessuali del clero pronunciato nel pomeriggio di oggi dal predicatore della Casa pontificia, padre Raniero Cantalamessa, nel corso della celebrazione della Passione presieduta da Benedetto XVI nella basilica di San Giovanni in Laterano.
Padre Cantalamessa, che ha esplicitamente detto di non voler toccare la questione degli abusi da parte dei preti ''perche' gia' se ne parla abbastanza fuori di qui'', si e' poi richiamato al clima di questi giorni nella parte finale della sua predica. Nell'omelia, infatti, ha prima citato la Lettera agli Ebrei di Matteo, poi ha dato voce al messaggio di un amico ebreo che ha solidarizzato con il Pontefice proprio in virtu' delle critiche che stanno piovendo sulla Chiesa da ogni parte del mondo.
''Gesu' ha conosciuto in tutta la sua crudezza - ha detto padre Cantalamessa - la situazione delle vittime, le grida soffocate e le lacrime silenziose''. ''In ogni vittima della violenza - ha aggiunto - Cristo rivive misteriosamente la sua esperienza terrena''.
Quindi il riferimento ai fratelli ebrei: ''Per una rara coincidenza, quest'anno la nostra Pasqua cade nella stessa settimana della Pasqua ebraica che ne e' l'antenata e la matrice dentro cui si e' formata. Questo ci spinge a rivolgere un pensiero ai fratelli ebrei. Essi sanno per esperienza cosa significa essere vittime della violenza collettiva e anche per questo sono pronti a riconoscerne i sintomi ricorrenti''.
''Anche nei confronti della donna che ha sbagliato - ha spiegato il religioso - che contrasto tra l'agire di Cristo e quello ancora in atto in certi ambienti! Il fanatismo invoca la lapidazione; Cristo, agli uomini che gli hanno presentato un'adultera, risponde: 'Chi di voi e' senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei'. L'adulterio e' un peccato che si commette sempre in due, ma per il quale uno solo e' stato sempre (e, in alcune parti del mondo, e' tuttora) punito''.
''La violenza contro la donna - ha detto padre Cantalamessa - non e' mai cosi' odiosa come quando si annida la' dove dovrebbe regnare il reciproco rispetto e l'amore, nel rapporto tra marito e moglie. E' vero che la violenza non e' sempre e tutta da una parte sola, che si puo' essere violenti anche con la lingua, non solo con le mani, ma nessuno puo' negare che nella stragrande maggioranza dei casi la vittima e' la donna''.
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