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Da Piazza della Repubblica ha raggiunto Viale Trastevere fino il ministero dell'Istruzione

Scuola, oggi il corteo dei Cobas: 50mila in piazza contro i tagli

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ultimo aggiornamento: 12 marzo, ore 17:50
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il portavoce nazionale Bernocchi: ''La lotta si deve intensificare, domani proporremo l'occupazione delle scuole, picchetti, e alle famiglie di non pagare le tasse fino ad arrivare allo sciopero degli scrutini''
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Roma, 12 mar. (Adnkronos/Ign) - In oltre 50mila, secondo gli organizzatori, hanno partecipato al corteo che da Piazza della Repubblica ha raggiunto Viale Trastevere 'assediando' il ministero dell'Istruzione. Un corteo colorato e rumoroso, dove tra bandiere e palloncini rossi dei Cobas, fazzoletti viola del Coordinamento precari scuola erano numerosi anche gli studenti e i genitori che hanno protestato contro i tagli e le ''pseudoriforme'' del governo.

C'è chi aveva un cartello attaccato con lo scotch sulla giacca, un'immagine di Mafalda che urla e la scritta 'Difendiamo la scuola pubblica! La scuola di tutti!'. E non mancava il 'Santino' con l'immagine del ministro Gelmini e la scritta ''Beata Ignoranza''. In testa al corteo Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas, che ha tracciato un bilancio della giornata e ha annunciato nuove iniziative.

''Quella di oggi - spiega - è una grande giornata di risveglio, da parte della categoria ma anche di molti cittadini di fronte a una scuola che si vuole sempre più immiserire. Oggi - aggiunge - combattiamo l'immiserimento del sistema scolastico e l'idea che l'istruzione sia una spesa improduttiva e che vada ridotta in maniera brutale mentre negli altri paesi europei l'istruzione è considerata giustamente un bene primario su cui si investe. Oggi, invece, in Italia scopriamo che i figli degli immigrati vanno buttati fuori perché il padre è clandestino...''.

Bernocchi spiega, quindi, che la protesta è contro ''la riforma delle superiori che non ha un progetto didattico dietro ma solo un taglio di ore: sono stati tagliati 140mila posti in 3 anni. Protestiamo perché i precari, spremuti finora come limoni, vengono buttati fuori''.

Dalla piazza, oggi, secondo Bernocchi ''arriva un messaggio forte che non è, però, assolutamente un punto di arrivo ma di partenza. Nelle prossime settimane - annuncia - ci sarà molto fermento. La lotta si deve intensificare, domani proporremo l'occupazione delle scuole, picchetti, e alle famiglie di non pagare le tasse fino ad arrivare allo sciopero degli scrutini. Diffidiamo i presidi - aggiunge - a fare gli scrutini durante le lezioni. La fine dell'anno - conclude - sarà molto movimentata".

La scalinata del Ministero, presidiato dalle forze di polizia, e lo spazio antistante di viale Trastevere sono stati invasi da una moltitudine di insegnanti, precari, studenti, ma anche genitori e 'fratellini' che non hanno ancora iniziato in percorso di studi. Diversi gli striscioni che campeggiavano sotto il Dicastero dell'Istruzione, tra questi ''No alla distruzione della scuola'' e quello della rete dei docenti precari in cui era disegnato il percorso dei docenti: ''Passato da precario, futuro da disoccupato''. Sulle note della canzone di Rino Gaetano ''Ma il cielo è sempre più blu'', diventata l'Inno della protesta, un gruppo di insegnanti, sdraiato sul selciato, ha chiesto a gran voce le ''dimissioni''.

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