A Montecitorio il ricordo delle vittime dell'Olocausto
Elie Wiesel alla Camera (frame SkyTg24)
Shoah, è il giorno della Memoria. Teheran, annuncio choc: "Israele scomparirà"
Elie Wiesel alla Camera (frame SkyTg24)
ultimo aggiornamento: 27 gennaio, ore 16:42
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il premio Nobel per la Pace Elie Wiesel alla Camera: "Auschwitz non ha guarito il mondo dall'antisemitismo". Benedetto XVI rievoca la liberazione di Auschwitz: ''Dal nazismo crimini di inaudita efferatezza''. Napolitano: ''Tragica esperienza carica di insegnamenti e valori''. Berlusconi: ''Il ricordo è un dovere''. Roma, scritta antisemita su muro Museo storico della Liberazione. Al Vittoriano la mostra 'Auschwitz - Birkenau' (FOTO) - (VIDEO)
Roma, 27 gen. (Adnkronos/Ign) - Tutti in piedi nell'Aula di Montecitorio quando lo scrittore ebreo Elie Wiesel, premio Nobel per la pace, ha preso la parola durante l'evento organizzato alla Camera per "Il Giorno della Memoria", alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di tutte le alte cariche dello Stato. "Io e mia moglie Marion ci congratuliamo con l'Italia", sottolinea lo scrittore ebreo, scampato alla morte nei campi di concentramento nazisti e autore di numerosi libri sulla persecuzione degli ebrei. "Abbiamo partecipato a tante cerimonie - spiega - e visitato tanti paesi dove viene celebrata la Memoria e posso dire che l'Italia costituisce un modello perché questa commemorazione abbraccia tutte le sfere sociali".
L’impegno secondo Wiesel è quello di ricordare "un’epoca della storia che ha avvolto nelle tenebre la speranza dell'uomo. Epoca in cui gli assassini hanno tormentato, torturato, isolato, affamato e ucciso sei milioni di uomini, donne e bambini non per qualcosa che avevano fatto, detto, scritto o posseduto ma semplicemente perché erano discendenti di un popolo antico sopravvissuto all'antichità".
Durante l’intervento Wiesel confessa di nutrire "una certa frustrazione: tanti testimoni hanno parlato dello sterminio ma poco o niente è cambiato. Il mondo si è rifiutato di ascoltare e di imparare. Altrimenti come possiamo comprendere cosa è avvenuto in Cambogia, Ruanda, Bosnia, Darfur o comprendere cosa è oggi l'antisemitismo. Se Auschwitz non è riuscito a guarire il mondo dall'antisemitismo, cosa potrà guarirlo?". E quindi, "come si può trattare con un presidente come Ahmadinejad che continua a negare l'Olocausto e vuole distruggere uno stato membro delle Nazioni Unite?" Per Wiesel, "dovrebbe essere arrestato e tradotto davanti alla Corte dell'Aja, accusato di incitamento per i crimini contro l'umanità".
Il discorso del premio Nobel, ospite d'onore alla cerimonia di commemorazione a Montecitorio, è stato introdotto da Gianfranco Fini che definisce Wiesel ''personaggio eccezionale e il più autorevole testimone vivente dell'orrore della Shoah''. Il presidente della Camera spiega che ''oggi doverosamente si ricordano 6 milioni di ebrei'' considerati ''diversi, sottouomini nel delirio nazista''. Una dimostrazione ''dell'incredibile brutalità cui può giungere la natura umana''. Poi ricorda le leggi razziali, "una delle pagine più buie della storia italiana" e cita alcune parole di Wiesel: 'l'opposto di odio non è amore, è indifferenza; l'opposto di vita non è morte, è indifferenza. Fini quindi esprime la ''viva preoccupazione per l'indifferenza'' che è la condizione per ''il rinnovarsi di fenomeni razzisti, xenofobi e il rinnovarsi di minacce di sterminio''. Anche per questo, aggiunge ancora Fini, occorre combattere la ''barbarie e stupidità del negazionismo'', perché ''chi nega Aushwitz è pronto a rifarlo''.
Ma mentre si celebra il "Giorno della Memoria", un nuovo messaggio da parte di Teheran inquieta il mondo. La Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, invoca nuovamente la scomparsa di Israele. "Sicuramente, verrà il giorno in cui i Paesi della regione saranno testimoni della distruzione del regime sionista", si legge sul sito web di Khamenei (da ieri sera, quando si è tenuto l'incontro a Teheran con il presidente mauritano, Mohammed Ould Abdel Aziz). Secondo Khamenei i tempi della della distruzione di Israele "dipenderà da quando gli Stati islamici affronteranno la questione. Il regime sionista continua a commettere genocidi perché vuole cancellare la Palestina".
Parole forti quelle che giungono dall'Iran che vengono così commentate da Fini: "L'antisemitismo va combattuto anche quando si traveste da antisionismo. Quando si parla di distruggere Israele si parla nuovamente di distruggere gli ebrei. Purtroppo, è mio personale parere, è troppo flebile la protesta della comunità internazionale" contro quei "capi di Stato" che attaccano Israele.
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| Eunice ha scritto (27/01/2010 - ore 13:46) | segnala un abuso |
| E' sempre un giorno molto importante questo, io lo vivo ogni anno con una certa emozione. Mi piacerebbe che si facesse di più per ricordare la Shoah, più programmi, più iniziative, (ben vengano i film su questo argomento, sono sempre importanti, da qualunque punto di vista trattino il tema) perché il ricordo deve arrivare davvero a tutti. I nostri problemi sono indiscutibilmente grandi, ma credo che oggi -almeno oggi- tutti dovremmo pensare anche solo per una mezzora ai campi di sterminio, al fatto che sono esistiti per davvero,che sei milioni di persone sono state per davvero uccise e torturate in maniera infame in quei posti, e fermarci a sentire dentro di noi il dolore e l'orrore. Il giorno in cui le persone non fossero più in grado di sentire questi sentimenti pensando all'Olocausto, sarebbe una nuova tragedia. | |
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