Sessanta miliardi di euro spesi nel 2010
Slot machine, le proposte Cnel per contrastare l'infiltrazione criminale
ultimo aggiornamento: 16 novembre, ore 15:16
Chiesta con forza la predisposizione di un testo unico sul gioco come pure una nuova normativa che impedisca le infiltrazioni criminali e le illegalità nel comparto del gioco on line
Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - E' slot-machine mania. Lo denunciano i dati diffusi dal Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro che ha calcolato per il 2010 una spesa in giocate pari a 60 mld di euro. Una passione, quella per il gioco alle macchinette, che deve fare i conti con l'allarme criminalita'. Per questo l'Osservatorio socio-economico sulla criminalita' del Cnel ha messo a punto una serie di regole per contrastare le infiltrazioni criminali nel gioco.
In particolare, il Cnel propone l'abolizione della possibilita', da parte dei concessionari, di far parte con qualsiasi quota di societa' che svolgano funzioni di gestori per manifesto conflitto di interessi fra controllato e controllore. Proposta anche l'abolizione della fiscalita' di vantaggio nel settore delle cosiddette Comma6a, vale a dire gli apparecchi con vincite in denaro, e la definizione di parametri per il successivo superamento di tale fiscalita' di vantaggio senza ricorrere a ulteriori normazioni al fine di incrementare il gettito fiscale.
Tra le norme anticriminalita' rientra anche la richiesta di una ''progressiva abolizione del contante a favore di denaro virtuale per motivi di sicurezza'', come pure l'istituzione di un albo dei gestori con la possibilita' di costituire una black list di soggetti non idonei. Richiesta anche piu' severita' nelle sanzioni con la previsione di una sanzione penale e della esclusiva dal comparto del gioco. Tolleranza zero poi rispetto al gioco concesso a minori, per non parlare dei fenomeni di usura. Prevedere il dolo sull'induzione alla ludopatia in modo diretto o per omessa comunicazione. Irregolarita' simili per il Cnel devono prevedere le aggravanti.
Il Cnel chiede inoltre ''l'assicurazione della totale trasparenza del sistema da parte dell'Agenzia dei Monopoli tramite Sogei da una parte e Ffoo dall'altra, dei dati gestiti dai server dei concessionari per i giochi Comma6b ed eventuale prospettiva di centralizzazione delle giocate per le Comma6a''. L'Osservatorio socio-economico del Cnel chiede poi l'applicazione della normativa antimafia e conseguente certificazione per tutti i soci delle societa' che si aggiudicano le concessioni e la gestione. Richiesto inoltre un ''preventivo accertamento della sede legale in Italia'' per le societa' che fanno domanda di concessione. Il Cnel chiede poi una normativa sul conflitto di interesse tra membri di societa' concessionaria e cariche amministrative e politiche.
Le infiltrazioni della criminalita' nel gioco, a modo di vedere del Cnel, non possono prescindere da una ''maggiore sinergia tra enti locali e altri apparati dello Stato attraverso il ruolo guida dell'Agenzia dei Monopoli al fine di non oberare i livelli di maggiore prossimita' con incarichi di difficile ottemperanza''. Chiesta con forza anche la predisposizione di un testo unico sul gioco come pure una nuova normativa che impedisca le infiltrazioni criminali e le illegalita' nel comparto del gioco on line.
Il Cnel propone ancora ''l'eliminazione della fiscalita' di vantaggio per il settore, necessaria in passato a favorire una fase di lancio che oggi si puo' definire completamente superata''. Al governo, il Cnel chiede di promuovere una direttiva comunitaria e accordi bilaterali con Paesi non comunitari che prevenga le possibili illegalita' provenienti da altri Paesi. Sul punto l'Agenzia dei Monopoli rappresentata dal direttore generale Raffaele Ferrara ritiene che sia preferibile la creazione di una governance a livello comunitario.
L'Osservatorio del Cnel raccomanda infine la modifica degli statuti di associazioni di categoria per potersi costituire parte civile in eventuali processi. Intervenuto in qualita' di componente della commissione antimafia, Luigi Li Gotti, senatore Idv, ha posto l'attenzione sul fatto che il gioco delle macchinette e' ormai diventata ''la nuova frontiera business della criminalita' organizzata''.
Dati alla mano, Li Gotti ha registrato che ''dal 2003 al 2010 sono stati raccolti 309 mld di euro di gioco lecito. Si prevedono entrate pari a 1,5 mld''. Inoltre, ha evidenziato ancora Li Gotti riferendo delle ricerche fatte in antimafia, ''in Italia si contano 400 mila slot-machine legali. La conseguenza e' -ha detto- che lo Stato crea le condizioni per uno sviluppo della rete da gioco pensando di poter blindare il controllo''. Ma la realta', come ha detto, dimostra che il lavoro da fare e' ancora enorme. ''Ci sono addirittura dei microchip -ha denunciato Li Gotti- in grado di bypassare i dati''.
Intanto l'inclinazione degli italiani al gioco non diminuisce. Anzi, come ha rilevato il senatore Idv, ''si stima che ogni italiano dai 18 anni in su ogni anno giochi 1.000 euro''. A modo di vedere dell'esponente della Commissione antimafia ''e' piu' che mai necessario inasprire la tassazione affinche' lo Stato faccia paura. Diversamente, faremmo un regalo alla criminalita'''. Dal canto suo il direttore generale dei Monopoli, Raffaele Ferrara ha evidenziato come le sanzioni sul gioco illecito si sono ''piu' che raddoppiate''. Un incremento della deterrenza e' stato altresi' segnalato dal generale della Gdf Bruno Buratti.
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