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Allertata la Polizia penitenziaria
Messaggi ai boss di Cosa nostra negli sms a 'Quelli che il calcio'. Alfano: ''Carceri già allertate''
ultimo aggiornamento: 20 agosto, ore 18:09
Palermo - (Adnkronos/Ign) - Il Procuratore antimafia all'ADNKRONOS: ''Un modo per aggirare le restrizioni'' ma ''i detenuti non possono vedere tutte le trasmissioni, quindi non so se è possibile mandare messaggi cifrati''. Il ministro: ''E' stato il Dap a segnalare il rischio e ad avvisare gli istituti penitenziari''. La Rai: ''Arrivano oltre 200.000 messaggi di cui solo lo 0,0010% è utilizzato''. La canzone del boss su YouTube. Mafia, in due anni quasi 6.500 arresti
Palermo, 20 ago. (Adnkronos/Ign) - Utilizzare una trasmissione televisiva come 'Quelli che il calcio...' per mandare messaggi criptati ai boss mafiosi in carcere "puo' essere un modo per cercare di aggirare le restrizioni del 41 bis, il cosiddetto carcere duro, ma è solo un'ipotesi". Lo ha detto all'ADNKRONOS il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso commentando la denuncia, in un'audizione alla Commissione antimafia nei mesi scorsi, dell'ex Procuratore aggiunto della Dna Enzo Macri', secondo cui i boss avrebbero fatto arrivare dei messaggi in codice ai capimafia in carcere, utilizzando i messaggini mandati durante tutta la trasmissione Rai, totalmente estranea alla vicenda. "In realtà - ha spiegato Grasso - abbiamo già fatto delle ricerche approfondite dopo l'allarme lanciato, ma fino ad oggi non sono stati individuati messaggi che possano fare pensare a indicazioni ai boss".
In ogni caso, la Procura nazionale antimafia "ha allertato la Polizia penitenziaria" perché vigili sulle trasmissioni viste dai boss e dai mafiosi al carcere duro. "I detenuti al 41 bis - ha detto ancora Grasso - non possono vedere tutte le trasmissioni, lo abbiamo verificato, quindi non so se è possibile poter mandare quei messaggi cifrati ai boss". Grasso parla comunque di "sotterfugi" utilizzati da mafiosi per fare arrivare ai capi in carcere dei messaggi importanti, come già accaduto in passato.
Sulla vicenda anche il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, sottolinea come "quasi tutti i più importanti boss mafiosi sono in carcere e gli affiliati che sono rimasti in libertà sono in difficoltà'', quindi ''hanno bisogno di nuovi ordini, di nuove strategie. Ecco perché occorre una grande attenzione e la massima sorveglianza, perché i boss sfruttano ogni opportunità. Forse anche quella degli sms..." ha detto all'ADNKRONOS.
Intanto l'avvocato Luigi Li Gotti, legale di tanti pentiti di mafia tra i quali Tommaso Buscetta, ritiene che impedire ai detenuti pericolosi la possibilita' di sintonizzarsi con le trasmissioni televisive che danno la possibilita' di inviare al pubblico degli sms poi trasmessi sullo schermo non sia la "limitazione di un diritto" ma un modo per scoraggiare le comunicazioni tra boss.
Il legale dei pentiti spiega: "In effetti il carcere duro modula le ristrettezze cui sono sottoposti i detenuti una volta che sono finite le esigenze istruttorie. E le strisciate in video possono sicuramente essere un modo per fare arrivare messaggi dall'esterno ai detenuti".
Interviene sul caso anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano: "Le informazioni riferite dalla Procura nazionale Antimafia alla commissione parlamentare Antimafia nel corso dell'audizione dello scorso maggio altro non sono se non i contenuti di una informativa del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che aveva segnalato il pericolo alla Dna e contestualmente allertato le direzioni degli istituti penitenziari a porre la massima attenzione al fenomeno".
"La segnalazione del Dap - prosegue - poi ripresa dalla Dna e richiamata nelle odierne notizie di stampa riguarda un episodio del dicembre 2009, relativo a un singolo detenuto, al quale un familiare, nella corrispondenza sottoposta a censura, preannunciava la possibilità di inviare un messaggio sms durante la trasmissione 'Quelli che il calcio'''. E ''anche di tali iniziative sono stati informati la Dna e gli organi giudiziari competenti".
Sulla vicenda la Rai precisa che è NeoNetwork a gestire il controllo degli sms, ''attraverso un software che elimina tutte le espressioni volgari e attraverso un operatore che sceglie in base al contesto del programma oppure su indicazione degli autori gli sms da mandare in onda". Inoltre, si precisa che "nell'arco della stagione arrivano oltre 200.000 messaggi di cui solo lo 0,0010% viene utilizzato. Questi ultimi, poi, vengono storicizzati e conservati per un periodo di sei mesi".
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| casper_to ha scritto (07/09/2010 - ore 14:28) | segnala un abuso |
| I mafiosi a piede libero possono tranquillamente usare sistemi come PrivateGSM di PrivateWave by Khamsa Italia, per criptare le telefonate. Quello di questa news in realtà è un vecchio metodo usato dalle spie, quello di pubblicare un messaggio su un mezzo di comunicazione di massa. Per chi è in galera è un mezzo comodo. | |
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