''Il mio desiderio è chiedere perdono a tutti per il male che ho fatto''
L'aula del processo a carico del senatore Marcello Dell'Utri, in corso a Torino (fermo immagine da 'SkyTg24')
Spatuzza: Graviano mi parlò di Berlusconi.
L'aula del processo a carico del senatore Marcello Dell'Utri, in corso a Torino (fermo immagine da 'SkyTg24')
ultimo aggiornamento: 04 dicembre, ore 19:46
Torino - (Adnkronos/ign) - L'ex boss parla in aula delle stragi del '93: ''Mi disse che grazie alla serietà di quello di Canale 5 e del compaesano Dell'Utri avevamo il Paese nelle mani". Il senatore Pdl: ''Cosa nostra vuole buttare giù il governo'' (VIDEO). Pdl all'attacco; vendetta per l'efficace lottà alla criminalità del Governo E il pubblico si divide tra innocentisti e colpevolisti. Il processo sul blog di Di Pietro (VIDEO)
Torino, 4 dic. (Adnkronos/Ign) - "Nel '94 incontrai Giuseppe Graviano in un bar in via Veneto, aveva un atteggiamento gioioso, ci siamo seduti e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo grazie alla serietà delle persone che avevano portato avanti quella storia. Mi vennero fatti due nomi tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C'era pure un altro nostro paesano concittadino. Grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il Paese nelle mani". Lo ha detto il pentito Gaspare Spatuzza davanti alla corte d'appello di Palermo, in trasferta a Torino per il processo a Marcello Dell'Utri accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Nel suo racconto il pentito, riferendosi alla "serietà delle persone che avevano portato avanti quella cosa", riferisce che Graviano gli disse "persone che non erano come quei quattro 'crasti' socialisti che nell''88 e nell''89 si erano presi i voti e poi ci avevano fatto la guerra". Al procuratore generale che gli chiede se aveva mai sentito nominare Dell'Utri prima di quell'occasione, Spatuzza risponde di no. "E Berlusconi?" aggiunge il procuratore. "Di Berlusconi sapevo che era il proprietario di Canale 5" risponde Spatuzza, che poi alla domanda se era a conoscenza di interessi politici di Berlusconi e Dell'Utri in quel momento risponde di no.
Per quanto riguarda le stragi del '93, in apertura di deposizione, l'ex boss ha ammesso: ''Ho fatto parte dagli anni Ottanta al 2000 di un'associazione terroristico-mafiosa denominata cosa nostra. Dico terroristica per quello che mi consta personalmente, perché dopo gli attentati di via D'Amelio e Capaci, ci siamo spinti oltre, come l'attentato al dottor Costanzo (Maurizio, ndr)''. E ''oggi posso dire che, vigliaccamente, dopo la strage di Capaci abbiamo gioito e altrettanto vigliaccamente lo abbiamo fatto anche dopo la strage di via D'Amelio". Nella deposizione il pentito aggiunge: "Giuseppe Graviano durante un incontro avvenuto nel '94 mi disse 'è bene che ci portiamo un po' di morti dietro, così chi si deve dare una mossa se la da... '. Me lo disse quando io feci delle rimostranze al suo progetto di uccidere 'un bel po' di carabinieri'".
Poi il pentito di mafia, rispondendo al pg Antonino Gatto che gli chiede se ci fossero collusioni tra la mafia e la politica, ricorda che nel luglio del '93 - mentre si trovava a Roma per l'attentato da compiere "alla chiesa San Giovanni - Giuseppe Graviano mi fece consegnare cinque lettere a Fifetto Cannella da imbucare la sera prima dell'attentato. E questo per me era un'anomalia, che noi informassimo qualcuno sull'attentato".
E sempre a Roma, "era già tutto pronto per l'attentato allo stadio Olimpico per uccidere i carabinieri, ma all'ultimo minuto quando Benigno premette il telecomando, fortunatamente, grazie a Dio, il telecomando non funzionò" dice Spatuzza. "Benigno (picciotto di mafia, ndr) continuò a premere il telecomando ma non succedeva niente - prosegue - per l'Olimpico dovevamo usare una tecnica esplosiva che non avevano mai usato neppure i talebani, mettendo tondini di ferro, oltre all'esplosivo, per aumentare la deflagrazione". L'attentato andava fatto "al termine della partita'' ma ''dopo il fallito attentato tornammo a Palermo".
Sulle motivazioni che lo hanno portato a collaborare, l'ex boss rivela: ''La mia missione è restituire verità alla storia e non mi fermerò di fronte a niente''. Si tratta di ''una mia missione per dare onore a tutti quei morti, a tutta quella tragedia. E' mio dovere dare un contributo. Se ho messo la mia vita nelle mani del male, perché non la devo perdere per il bene?" si è chiesto ancora Spatuzza, aggiungendo: ''Il mio desiderio è chiedere perdono a tutti per il male che ho fatto''.
"Le dichiarazioni di Spatuzza appaiono di una totale ed assoluta inconsistenza'', commenta l'avvocato del premier e parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini. ''I riscontri disposti non potranno che dimostrarne l'inattendibilità. Resterà da comprendere quali siano state le ragioni che lo hanno indotto a fare queste affermazioni che hanno consentito le conseguenti indegne strumentalizzazioni politiche e mediatiche da taluni puntualmente svolte''.
Secondo Ghedini ''il tentativo di delegittimare la lotta alla mafia, la lotta vera e non a parole, che il presidente Berlusconi e i governi da lui presieduti hanno fortemente posto in essere nel corso degli anni e ancor piu' in questa legislatura, è del tutto evidente. E' ovvio -rimarca ancora l'avvocato di Berlusconi - che nei confronti dello Spatuzza dovranno essere esperite tutte le opportune azioni giudiziarie che il caso impone, ancorché di utilità assai marginale trattandosi di un ergastolano, certamente più interessato agli sconti premiali e al più favorevole trattamento di pentito che intimorito da azioni penali e civili di ben modesta entità rispetto agli omicidi da lui commessi e accertati".
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| zeru_tituli ha scritto (04/12/2009 - ore 19:05) | segnala un abuso |
| Il pentito Gaspare Spatuzza ha detto: "Grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il Paese nelle mani". Questa frase sinceramente prende in giro le persone tutte ed i magistrati in particolare. Perché ,mi domando, dovrei chiedere a dei "delinquenti associati" di uccidere senza pietà delle persone, con lo scopo di mettere il paese nelle mani di questi assassini? In fin dei conti questi assassini non avrebbero avuto bisogno di alcun mandante per uccidere ed avere così "il paese nelle loro mani", lo avrebbero fatto da soli per uno scopo ben preciso senza aver bisogno che qualcuno glielo chiedesse.Inoltre il richiedente la strage che razza di mandante sarebbe se il risultato di tali omicidi sarebbe stato quello di mettere "il paese nelle mani" dei sicari? Ma questi assassini, che saranno pagati pure a nostre spese per queste rivelazioni, pensano veramente che siamo un paese di beoti, pronti a credere alle loro fandonie? La magistratura ci dovrebbe difendere da questi tentativi di "circonvenzione di incapace". | |
| francoazzurro ha scritto (04/12/2009 - ore 19:16) | segnala un abuso |
| Impediamo la vergogna che si sta consumando nelle aule di giustizia di Torino! Subissiamo Palazzo Chigi di fax e mail di solidarietà per rappresentare tutto il nostro sdegno. Come si fa a non capire che prima di infangare il Capo di Governo di un Paese civile come il nostro occorreva cautela e circospezione? Perché non si è proceduto ad un riscontro obiettivo avanti di ascoltare le elucubrazioni di un pluriegastolano? E? questa la giustizia italiana? Come si fa a non capire che questa ?laida bestia? che uccide un parroco, distrugge un bambino nell?acido e assassina gente innocente, sta vendicandosi sullo Stato che ha ordinato il suo ergastolo? Poveri giudici che ci sono cascati. Come siamo ridotti! Che vergogna, cosa penseranno all?estero di questo ambaradan montato sul nulla? Perché si sapeva era un nulla quanto ha detto Spazzatura in quell?aula, in quanto frasi inventate di sana pianta senza uno straccio di prova | |
| rudy ha scritto (04/12/2009 - ore 15:00) | segnala un abuso |
| Secondo me, la magistratura è al digestivo,cosa credono che gli italiani bevano le loro libagioni politiche ma siamo seri, è grave che un paese il settanta per cento del popolo diffidi dei magistrati, solo per il fatto che sono schierati a sinistra come pure della mancanza di cultura generale ma che paese è il nostro,sino a quando si lascia questo andazzo. Grazie | |
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