News > Cronaca > Strage Erba, in aula il 'film dell'orrore'. L'accusa chiede la conferma dell'ergastolo
Nell'aula della Seconda Corte d'Assise di appello di Milano
Strage Erba, in aula il 'film dell'orrore'. L'accusa chiede la conferma dell'ergastolo
ultimo aggiornamento: 19 marzo, ore 16:40
Milano - (Adnkronos/Ign) - Il Pg ha chiesto che la sentenza di primo grado sia confermata anche in appello. "Per questa volontà di uccidere come giustizieri non vedo altra pena possibile che quella dell'ergastolo ccon il massimo dell'isolamento diurno". Rosa e Olindo: "Dimostreremo la nostra innocenza''
Milano, 19 mar. - (Adnkronos/Ign) - ''Per questa ferocia, per questo corpo a corpo, per questa volontà di uccidere come giustizieri, chiedo l'ergastolo con il massimo dell'isolamento diurno''. Così il Procuratore generale di Milano, Nunzia Gatto, chiede che Olindo Romano e Rosa Bazzi vengano condannati in secondo grado per la strage di Erba. I coniugi stanno già scontando l'ergastolo dopo la condanna della Corte d'assise di Como.
''A fare questa tremenda strage non è stato né Azouz né la famiglia Castagna, né Biancaneve e i sette nani. Non crediamo alle favole, ma alla prova scientifica'', ha detto l'accusa puntando il dito contro i due coniugi accusati di avere massacrato l'11 dicembre 2006 a colpi di spranghe e coltelliRaffaella Castagna, il figlio Youssef di soli 2 anni, la nonna del piccolo Paola Galli, la vicina di casa Valeria Cherubini. Si è salvato solo, perché creduto morto, il marito di quest'ultima Mario Frigerio, supertestimone nel primo processo.
Nell'aula del Tribunale di Milano l'accusa ha ripercorso tutti i contrasti che hanno portato alla strage. Dalle prime querele tra la famiglia Castagna e i coniugi Romano fino alla citazione davanti al giudice di pace fissata due giorni dopo la strage. In aula l'accusa ha mostrato le foto della 'palazzina del ghiaccio' di via Diaz in cui è avvenuto il delitto, sui video sono andate in onda le foto degli appartamenti ormai macchiati di sangue mentre sono state oscurate le immagini con i corpi delle vittime. C'è spazio anche per ricostruire tutta la dinamica dell'aggressione e la morte del piccolo Youssef e la sua "manina tenera che ha colpi da difesa. Questo bambino -sottolinea l'accusa- ha tentato di difendersi". Youssef è morto "perché piangeva perché -racconterà Rosa nella sua confessione- dava fastidio e aumentava il mal di testa".
Poi, in aula vengono escluse tutte le piste alternative e tutte le vie di fuga: dai tetti, al terrazzino della famiglia Castagna non c'è una sola impronta che porti fuori dalla corte di via Diaz. Il sangue resta all'interno della corte e porta fino "alla lavanderia dei coniugi Romano che dista trenta passi dall'uscita dalla 'palazzina del ghiaccio'". ''Non lasciatevi suggestionare dal fumo, dalla nebbia che getteranno sulla strada maestra'', chiede il procuratore generale ai giudici chiamati a rimettere la sentenza.
In un processo in cui ''c'è una sovrabbondanza di elementi che raramente capita di trovare nei processi'', l'accusa lascia più volte parlare Olindo e Rosa, attraverso il riascolto delle loro confessioni, poi ritrattate. Le loro parole sono troppo precise nel ricostruire la posizione dei corpi, il numero di colpi di spranga e coltello inflitti a tutti. ''Lui - spiega l'accusa - è come se stesse raccontando al Bar Sport una partita di calcio''. Nessun rimorso nelle loro parole, né ''nessuna estorsione da parte dei carabinieri ma - spiega - il loro racconto è solo quello di persone che si sono liberate''. Inutile la loro ''ritrattazione tardiva'', per l'accusa non ci sono dubbi: Olindo e Rosa sono colpevole del massacro.
Per Olindo e Rosa ''c'è un alibi insignificante'', ha sottolineato il Pg Gatto ed è inutile provare a mettere in discussione la memoria dell'unico sopravvissuto: ''La sua memoria è ben conservata e i suoi racconti - sottolinea - sono in linea con la realtà''. Alla strage che ''a 6 anni di incubazione'' tanto quanto dura la guerra di querele e controquerele tra i coniugi Romano e Raffaella Castagna, non manca neanche il movente: ''La scintilla è causata dalla citazione del 13 dicembre, due giorni dopo Olindo e Rosa erano imputati davanti al giudice di pace. L'11 dicembre c'è il massacro''. La loro è stata "una rivendicazioneper dire che tutti quelli che potevano fare qualcosa non l'hanno fatto e loro si sono fatti giustizia da sè, per risolvere questioni condominiali''.
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