Tumori, Università di Torino attiva da gennaio casella di posta per info su Hpv
ultimo aggiornamento: 24 ottobre, ore 18:04
Roma - (Adnkronos) - La novità presentata al convegno 'La vaccinazione anti-Hpv in Piemonte: attualità e prospettive' organizzato dal dipartimento di Discipline ginecologiche e ostetriche dell'ateneo
Roma, 24 ott. (Adnkronos Salute) - Un'apposita casella di posta elettronica gestita dal dipartimento di Discipline ginecologiche e ostetriche dell'università di Torino che, grazie a un team di esperti, a partire da gennaio darà informazioni sulla vaccinazione contro il Papillomavirus umano (Hpv). E' la novità presentata oggi al convegno 'La vaccinazione anti-Hpv in Piemonte: attualità e prospettive' organizzato dal dipartimento stesso, che ha visto riunirsi esperti di vari settori.
La vaccinazione attiva e gratuita contro il Papillomavirus umano (Hpv) per le coorti femminili delle undicenni e delle quindicenni, avviata in Piemonte nel 2008 - ricorda una nota - non ha ancora raggiunto i risultati prefissi in termini di coperture. Secondo gli ultimi dati dell'Iss, risulta infatti vaccinato il 63,6% delle dodicenni, a testimonianza di un'insufficiente attenzione e consapevolezza dei vantaggi della campagna vaccinale. Per fare il punto della situazione sull'argomento si è tenuto oggi il convegno di oggi, nel corso del quale Chiara Benedetto, direttore del dipartimento, ha presentato la nuova proposta per far fronte alla necessità di rilanciare un'adeguata informazione su questo delicato tema.
L'Hpv, come tutti i virus, non conosce limiti di sesso e rappresenta la concausa di molte patologie, come le condilomatosi genitali e il cancro al collo dell'utero. "La prevenzione è l'unico mezzo efficace per proteggere la salute di tutte le donne da questo virus - ha detto Benedetto durante il suo intervento - e in Piemonte, dove le vaccinazioni non hanno raggiunto le coperture sperate, un'opera di sensibilizzazione sul problema è quanto mai opportuna. Il dipartimento con questo strumento informativo si augura di fornire un contributo concreto per rafforzare la cultura della prevenzione e informare più donne possibili sull'importanza della vaccinazione".
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