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Con la maggioranza hanno votato a favore anche l'Api di Rutelli e l'Svp

Università, sì del Senato alla riforma. Gelmini: ''Premiato solo chi se lo merita''

ultimo aggiornamento: 29 luglio, ore 20:05
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il provvedimento, approvato con 152 sì, 94 no e 1 astenuto, ora passa alla Camera. Il ministro: ''Evento epocale che rivoluziona i nostri atenei e che permette all'Italia di tornare a sperare''. Miur: ''Docenti in pensione a 70 anni e no al trattenimento in servizio''
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Roma, 29 lug. (Adnkronos/Ign) - Via libera del Senato al ddl Gelmini sulla riforma dell'università. Il provvedimento è stato approvato con 152 sì, 94 no e 1 astenuto e ora passa alla Camera. Con la maggioranza hanno votato a favore anche l'Api di Francesco Rutelli e l'Svp.

''Voglio esprimere grande soddisfazione per l'approvazione del ddl sull'università - ha commentato il ministro dell'Istruzione, Ricerca e Università, Mariastella Gelmini - Si tratta di un evento epocale che rivoluziona i nostri atenei e che permette all'Italia di tornare a sperare''.

''L'università - assicura il ministro - sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale. Il ddl segna la fine delle vecchie logiche corporative: sarà premiato solo chi se lo merita''. Secondo il ministro, ''l'approvazione di questo provvedimento costituisce la base per il rilancio del sistema universitario italiano, finalmente si potrà competere con le grandi realtà internazionali''.

''E' importante - conclude Gelmini - che una parte dell'opposizione, come Rutelli e l'Api, abbia votato a favore del provvedimento. Questa è la dimostrazione che, sui grandi temi del riformismo, maggioranza e opposizione possono lavorare insieme per modernizzare il Paese''.

''Con il ddl approvato oggi - si legge in una nota del ministero - viene abolita la possibilità che il docente universitario si avvalga dei due anni di trattenimento in servizio. Il docente ordinario dovrà andare tassativamente in pensione a 70 anni, mentre il professore associato dovrà andare tassativamente in pensione a 68. Più spazio dunque ai giovani, e viene favorito il turn over''.

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