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Via Gradoli 96, l'appartamento nello stesso palazzo del covo dei brigatisti che rapirono Moro

ultimo aggiornamento: 24 ottobre, ore 12:17
Roma - (Ign) - Nello stesso condominio, che sorge in una stradina priccola e torduosa sulla Cassia, il presidente della Regione Lazio avrebbe incontrato il transessuale e sarebbe stato sorpreso dall'irruzione dei quattro carabinieri
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Roma, 24 ott. (Ign) - A 31 anni di distanza, via Gradoli 96, torna alla ribalta delle cronache italiane. Proprio qui le Brigate Rosse avevano infatti un covo durante il sequestro di Aldo Moro. E nello stesso condominio, che sorge in una stradina priccola e torduosa sulla Cassia, il presidente della Regione Lazio avrebbe incontrato il transessuale e sarebbe stato sorpreso dall'irruzione dei quattro carabinieri. Il covo dei terroristi fu scoperto il 18 aprile del 1978, un mese dopo il rapimento dello statista democristiano e la strage della sua scorta, quando ancora Moro era in mano alle Br. Ora, a 31 anni di distanza da quei drammatici giorni, davanti all'edificio c'è nuovamente una folla di giornalisti e fotografi. Ma anche un via vai di carabinieri dei Ros e investigatori che cercano di individuare con certezza cosa sia accaduto nell'appartamento utilizzato dall'esponente del Pd per gli incontro clandestini.

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