A convegno i massimi esperti del campo
La Specola Vaticana a Castel Gandolfo
Vita intelligente al di fuori del nostro pianeta? Per la Chiesa non è più un tabù
La Specola Vaticana a Castel Gandolfo
ultimo aggiornamento: 07 novembre, ore 17:20
Roma - (Ign) - Parla ad 'Avvenire' José Gabriel Funes, padre gesuita, direttore della Specola Vaticana: ''L'astrobiologia è un tema appassionante. Non abbiamo prove ma non possiamo escludere che da qualche parte si sia sviluppata una vita in un modo più o meno simile a quello che è successo sulla Terra''
Roma, 7 nov. (Ign) - Sono ben lontani i secoli di una visione geocentrica dell’esistenza, in cui chi solo anche lontanamente ipotizzava o scientificamente provava scenari diversi veniva messo all’indice e sotto inchiesta dal Sant’Uffizio. Oggi l’ignoto non fa più paura e l’esplorazione di ciò che non si conosce trova favorevole anche la Chiesa, storicamente arroccata su posizioni molto caute e prudenti. E tra i temi che, forse più di altri, affascinano e animano il dibattito degli studiosi c’è quello della possibilità della vita, e della vita intelligente, al di fuori del nostro pianeta.
Un dibattito acceso al quale anche il Vaticano, ai suoi massimi livelli, sta dando il suo contributo, grazie alla Specola Vaticana, guidata dal direttore, José Gabriel Funes, padre gesuita. In un’intervista ad ’Avvenire’, padre Funes spiega il motivo che ha spinto la Chiesa ad affrontare un tema così particolare, come è appunto, l’astrobiologia, riunendo i massimi esperti del campo.
''L’iniziativa nasce all’interno dell’Anno dell’astronomia - dice il gesuita - E il tema dell’astrobiologia ci è sembrato particolarmente adatto per la Pontificia accademia, perché richiede la partecipazione di diverse discipline scientifiche: astronomia, biologia, geologia, fisica. Senza contare poi che il tema della ricerca di forme di vita nell’universo è appassionante''.
Al convegno, spiega Funes, per ora ''sono stati invitati solo scienziati'', ma in futuro se ne potrebbe pensare ''a un altro invitando invece filosofi e teologi''. Quanto a una vita intelligente al di fuori del nostro pianeta, finora ''non abbiamo prove dell’esistenza di forme di vita nell’universo. Vedremo da questo convegno se verranno fuori dati interessanti sull’argomento''. ''Per prima cosa - dice - bisogna vedere appunto se c’è vita fuori della Terra. Poi bisogna verificare se, e qui il 'se' è molto grande, esistono forme di vita intelligente''.
D’altra parte, sottolinea il padre gesuita, ''sappiamo che nell’Universo esistono miliardi di galassie, ciascuna di esse può avere cento miliardi di stelle, e queste stelle possono avere dei pianeti simili al nostro. Ci può essere quindi una probabilità che da qualche parte si sia sviluppata una vita in un modo più o meno simile a quello che è successo sulla Terra. Questa ipotesi non si può escludere''.
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| Filmail ha scritto (08/11/2009 - ore 12:15) | segnala un abuso |
| Non capisco : il gesuita dice ''sappiamo che nell?Universo esistono miliardi di galassie, ciascuna di esse può avere cento miliardi di stelle, e queste stelle possono avere dei pianeti simili al nostro." e conclude : "Ci può essere quindi una probabilità che da qualche parte si sia sviluppata una vita in un modo più o meno simile a quello che è successo sulla Terra" Se non fosse in malafede, non dovrebbe parlare di "probabilità" ma di "certezza" che esistano pianeti abitati con esseri simili o meno a noi e più o meno intelligenti (ammesso che l'uomo sia "intelligente") | |
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