A Torino espone l'ex br Faranda. Sgarbi: "Foto alla Magritte, giusto includerla"
Adriana Faranda (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 27 novembre, ore 13:43
Roma - (Adnkronos) - Il critico d'arte e curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia motiva all'Adnkronos motiva la scelta: "Le sue fotografie sono come dei rebus, che sembrano corrispondere alla sua storia. Ritengo giusto esporla". Le sue opere a Torino Esposizioni dal 19 dicembre
Roma, 27 nov. (Adnkronos) - "L'ho scelta perché lavora con molta coerenza nella fotografia. Collabora da tempo con il fotografo francese Gerald Bruneau e realizza opere dove c'è la ricerca di un pensiero, di un effetto 'alla Magritte' ma in foto. Le sue fotografie sono come dei rebus, che sembrano corrispondere alla sua storia. Ritengo giusto esporla". Vittorio Sgarbi, che alla Biennale di Venezia è stato curatore del Padiglione Italia, motiva così, all'Adnkronos, la scelta di includere l'ex brigatista Adriana Faranda fra i 600 artisti italiani che esporranno dal 19 dicembre prossimo a Torino Esposizioni, a conclusione della Biennale.
Faranda, componente della 'colonna romana' delle Br, fra gli organizzatori del sequestro di Aldo Moro, lasciò le Brigate Rosse dopo l'omicidio dello statista democristiano, che non condivise; venne arrestata nel 1979 e si dissociò dalle Br fruendo così di sconti di pena. E' in libertà dal 1994. Prima che un artista, dunque, un personaggio pubblico, il cui passato può suscitare polemiche, legittimo perciò il dubbio che sia stata scelta per portare attenzione sull'esposizione torinese: "Se è per questo ci saranno anche Dario Fo e forse Battiato - replica Sgarbi - ci sono casi di personalità che stanno in equilibrio fra due mondi come quello del teatro o della musica e dell'arte, ma anche di una vita 'difficile' e dell'arte, e certamente portano una curiosità in più"
"Adriana Faranda la conosco da anni, forse da quando era ancora in carcere. Ricorda anche che una volta venne a casa mia a Roma e la mostrai ad un gruppo di studenti che erano in visita, loro non sapevano chi fosse e quando gli chiesi cosa fossero le Brigate Rosse mi risposero che erano un movimento risorgimentale", racconta Sgarbi, quasi a marcare la distanza dell'altra vita di Adriana Faranda. Quanto alla scelta di includere ben 600 artisti nell'esposizione, il critico spiega che "per la verità non è propriamente una scelta ma una valutanzione di quanti davvero lavorano nell'arte manifestando un'identità professionale".
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