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Con la Settimana della Moda arriva ''House of Shades'. Fino al 2 marzo
L’opera 'House of Shades' di Sudarshan Shetty in Galleria a Milano
Centinaia di occhiali da sole per la 'Casa delle Ombre' esposta in Galleria a Milano
L’opera 'House of Shades' di Sudarshan Shetty in Galleria a Milano
ultimo aggiornamento: 02 marzo, ore 15:58
Milano - (Ign) - Al centro della Galleria Vittorio Emanuele II l'imponente opera dell'artista indiano Sudarshan Shetty: un cubo smussato formato da una miriade di lenti per suggerire uno "sguardo" differente sulle cose. E una riflessione sulla privacy. (FOTO)
Milano, 28 feb. - (Ign) - L'arte dell'indiano Sudarshan Shetty fa pulsare il cuore di Milano. E con una imponente installazione, formata da una miriade di occhiali da sole, suggerisce a chi si sofferma davanti (e c'entra dentro) di guardare la realtà in maniera diversa, senza indifferenza. "Perché chi guarda e sa guardare non è mai indifferente alle cose", spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, presentando l'opera 'House of Shades' (La Casa delle ombre) che occupa il centro della Galleria Vittorio Emanuele II fino al 2 marzo. Ma è anche il concetto moderno di privacy ad essere messo in discussione con la struttura realizzata dall'indiano Shetty.
Voluta dal Comune di Milano e Louis Vuitton, che collaborano ancora una volta insieme per la promozione dell'arte e della cultura nella città di Milano, l'installazione è stata creata appositamente per la manifestazione 'Just a Look' nell'ambito della Settimana della Moda Donna. Si tratta di una camera in acciaio di 3,60 x 3,60 x 2,80 metri con una miriade di occhiali da sole all'interno e una piccola entrata che permette di accedere alla nuova dimensione. Entrando nella camera i visitatori hanno la strana sensazione di un rovescio della vista.
In particolare, l'opera 'House of Shades' richiama con la propria struttura un chiosco d’aeroporto, una sorta di recinzione che gioca con la classica nozione architettonica del dentro/fuori, in cui il ruolo dello sguardo diventa protagonista. L’opera gioca con questi limiti, interrogandosi anche sulla possibilità di un atto consapevole e critico da parte dello spettatore.
File di enigmatici occhiali scuri posti all'interno, che vanno a formare una seconda recinzione intorno all’osservatore, limitano l'accesso visivo dal di fuori. Tuttavia, la trasparenza del rivestimento dell’installazione attira a "guardare" all’interno, dove il movimento vertiginoso degli occhiali attorno all'osservatore va a disorientarlo emotivamente, minandone le certezze. Diventa instabile lo spazio interno: la casa intesa come rifugio. In altre parole, il concetto di sfera privata viene spietatamente distrutto.
L'opera è una grande soddisfazione non solo del Comune di Milano ma anche di Louis Vuitton che sottolinea come si rafforzi in tal modo il legame che unisce la maison alla città di Milano e "la moda al mondo dell’arte e della cultura", afferma Pietro Beccari, vcepresidente Marketing e Comunicazione di Louis Vuitton.
Sudarshan Shetty, nato a Mangalore in India nel 1961, è considerato uno degli artisti indiani più innovativi del momento e della sua generazione. Ha conseguito il diploma in pittura presso la Sir JJ School of Arts College di Mumbai ma ha da sempre dimostrato una propensione per la scultura lavorando con una serie di materiali diversi.
Conosciuto per le sue installazioni enigmatiche, nelle quali si rintraccia l'intento di sondare la realtà degli oggetti quotidiani in cui l’uomo è immerso, Shetty fa riferimento ad una "memoria allargata" che mescola le sensazioni e l'esperienza degli spettatori al mondo quotidiano della città, creando situazioni inaspettate ed imprevedibili.
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