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Il professor Hammond: ''La sua mano si apprezza chiaramente nei primi due atti e in parte del terzo''

''E' Shakespeare!''. Dopo 300 anni torna alla luce in GB un'opera dimenticata

ultimo aggiornamento: 16 marzo, ore 19:36
Roma - (Ign) - Si intitola 'Duble Falsehood' e per tre secoli era stata considerata un falso ma ora Arden, la casa editrice responsabile della più prestigiosa catalogazione delle opere dell'autore britannico, riconosce che la tragicommedia contiene effettivamente frammenti della 'Storia di Cardenio' scritta dal genio inglese e andata persa in un incendio
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Roma, 16 mar. (Ign) - Torna alla luce in Gran Bretagna un'opera dimenticata di William Shakespeare per anni creduta una 'bufala'.

Era il 1727 - riporta il quotidiano spagnolo 'El Pais' - quando l'impresario teatrale ed editore Lewis Theobald presentò a Londra 'Double Falsehood' (Doppio inganno), un'opera pubblicizzata con grande clamore come la riedizione di un'opera originale di Shakespeare andata perduta. Acclamata dalla stampa, cadde però in disgrazia poco dopo.

E durante quasi 300 anni l'opera è stata considerata falsa. Ora Arden, la casa editrice responsabile della più prestigiosa catalogazione delle opere dell'autore britannico, riconosce che la versione di Theobald contiene effettivamente frammenti della 'Storia di Cardenio' di Shakespeare. Manoscritto andato perso tra le fiamme di un incendio nel teatro 'The Globe'.

Dieci anni di indagini coordinate da Brean Hammond, professore dell'Università di Nottingham, hanno però permesso di riesumare l'opera che riproduce il rapporto tra Cardenio e Luscinda, due personaggi con i quali si incrociano Don Chisciotte e Sancho Panza nella celeberrima opera di Cervantes.

Secondo Hammond nonostante alcune manipolazioni dell'editore, la mano di Shakespeare si apprezza chiaramente nei primi due atti e in parte del terzo dell'opera.

I dubbi comunque, che fin dal suo esordio accompagnarono l'opera non erano infondati. Certo è che la tragicommedia romantica era una fusione di tre manoscritti sconosciuti. E si può provare solo l'autenticità di uno di questi che corrisponde alla 'Storia di Cardenio'. In ogni caso, almeno stando a quanto afferma Hammond: "Il Dna di Shakespeare si ritrova in 'Double Falsehood"'.

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