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L'intellettuale a tutto tondo

E' morto il poeta Edoardo Sanguineti. Si indaga per omicidio colposo (VIDEO)

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ultimo aggiornamento: 18 maggio, ore 19:59
Genova - (Ign) - Esponente di punta del Gruppo '63, lo scrittore 79enne si è sentito male a casa ed e' deceduto dopo essere stato ricoverato in ospedale. La procura di Genova ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche
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Genova, 18 mag. - (Ign) - Addio allo scrittore e poeta Edoardo Sanguineti. Il poeta e' morto questa mattina a Genova al termine di un'intervento chirurgico cui era stato sottoposto nell'ospedale Villa Scassi dove era stato ricoverato d'urgenza per un aneurisma. Sulla morte del poeta la procura di Genova ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti, disponendo anche il sequestro delle cartelle cliniche.

Nato a Genova nel dicembre del 1930, Sanguineti, 79 anni, è stato un intellettuale a tutto tondo. Il suo costante impegno nell'ambito culturale ha avuto origine con le avanguardie degli anni Sessanta: insieme ad Angelo Guglielmi è stata la figura più celebre del Gruppo 63. Poeta, narratore, professore di letteratura all'Università di Torino, Salerno e Genova, autore di teatro, critico, saggista, studioso di Dante, nonché giornalista (ha collaborato con il 'Paese Sera', 'L’Unità' e 'Il lavoro' e con Achille Bonito Oliva ha diretto la rivista 'Cervo Volante' 1981-1983), Sanguineti ha fatto sentire la sua voce anche fuori dal mondo accademico. Negli anni '70 il suo impegno divenne anche politico: venne infatti eletto consigliere comunale a Genova (1976 -1981) e deputato della Camera (1979 -1983), come indipendente nelle liste del Partito Comunista italiano.

Il mondo letterario lo ricorderà come il teorico del ''romanzo sperimentale'', propugnatore di una narrativa come pura forma ludica che decreta la fine delle trame psicologiche, il teorizzatore della ''poesia come un rap'', che si divertiva a ''sovvertire'' con i giochi linguistici e con l'uso ironico della parola; l'intellettuale controcorrente che amava definirsi scherzosamente ''l'ultimo marxista'', e che, ricevendo il Premio Campiello alla carriera nel 2003, lanciò un appello alla difesa dalla Costituzione suscitando feroci polemiche. Il Campiello non è stato l'ultimo premio ricevuto dallo scrittore: tre anni dopo, nel 2006, ha ricevuto infatti il Premio Librex Montale per l'insieme della sua opera poetica.

L'esordio come scrittore risale al 1956 con la raccolta di poesie ''Laborintus''. Nello stesso anno Sanguineti si laurea in lettere all'Università di Torino con una tesi su Dante Alighieri e poco dopo inizia a insegnare come assistente del professor Giovanni Getto, suo maestro. Nel 1961 esce la raccolta poetica ''Opus metricum'' e Sanguineti viene inserito nell'antologia ''I Novissimi'', il nucleo da cui due anni dopo nascerà il Gruppo 63.

Gli anni Settanta vedono l'opera poetica di Sanguineti più orientata ai giochi linguistici, da ''Wirrwar'' (1972) a ''Scartabello'' (1981). Nel 2003 Sanguineti raccoglierà nel volume ''Il gatto lupesco'' oltre vent'anni di incessante lavorio verbale: il rifiuto della sintassi con la distruzione di ogni idea sublime ed aristocratica della poesia. Ma non solo versi. Anche nei romanzi - ''Capriccio italiano'' (1963) e ''Il gioco dell'oca'' (1967) - Sanguineti procede a un uso ludico della parola smontando le forme di narrazione tradizionale, sovvertendo l'uso della punteggiatura e interrompendo continuamente il corso narrativo con ricordi e sogni.

Ricca la produzione saggistica di Sanguineti che mette in evidenza la visione tagliente dell'esistenza dello scrittore e la nuova figura dell'intellettuale. Da ricordare anche gli studi su Dante Alighieri: ''Tre studi danteschi'' (1961) e ''Il realismo di Dante'' (1965) fino a ''Dante reazionario'' (1992).

Ma la sua passione per le lettere va oltre. E Sanguineti è anche autore teatrale (''K e altre cose'' -1962; ''Storie naturali'' -1971; ''Faust. Un travestimento'' - 1985 e ''Commedia dell'inferno'' -1989) e scrittore di libretti per le musiche di Luciano Berio, oltre a essere l'autore del soggetto per un adattamento dell'''Orlando furioso'' per la regia teatrale di Luca Ronconi.

Nel 1996 viene nominato dall'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di gran merito della Repubblica Italiana, dopo essere stato, nel corso della sua lunga carriera, membro e fondatore dell'Accademie Europeenne de Poesie e socio del Poetry International di Rotterdam, aver ricoperto ''scherzosamente'' l'incarico di ''faraone poetico'' dell'Istituto Patafisico di Milano ed essere diventato dal 2001 ''satrapo trascendentale e gran Maestro'' dell'Oplepo di Parigi.

Nel video Sanguineti commenta 'Totò che visse due volte' di Ciprì e Maresco e parla della cultura novecentesca.

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