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Premi: Pen Club, il censurato Roberto De Mattei tra i finalisti

ultimo aggiornamento: 08 giugno, ore 15:54

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Roma, 8 giu. - (Adnkronos) - Simonetta Agnello Hornby con ''La Monaca'', edito da Feltrinelli (narrativa); Giorgio Barberi Squarotti con ''I sambuchi di San Sebastiano'', Oedipus (poesia); Roberto De Mattei con ''Il Concilio Vaticano II'', Lindau (saggistica); Sandro Veronesi con ''XY'', Fandango (narrativa); Valentino Zeichen con ''Aforismi d'autunno'', Fazi (poesia): sono i finalisti, in ordine alfabetico, Premio Pen Club Italiano, scelti con voto anonimo dai 350 scrittori soci. Il vincitore dell'edizione XXI verra' proclamato nel castello di Compiano (Parma) il 27 agosto con lo spoglio delle schede dal notaio in diretta al momento della premiazione, in presenza del pubblico.

Una cinquina in netta controtendenza - sintesi dello spirito del Premio Pen Clun, che unico in Italia vede candidati indistintamente autori di poesia, saggistica e narrativa, in rigoroso ossequio al suo acronimo (Poets, Essayists, Novelists) - con il massimo di voti andato a due narratori, Sandro Veronesi e Simonetta Agnello Hornby, raffinati esponenti della narrativa contemporanea, a due poeti - Giorgio Barberi Squarotti e Valentino Zeichen - di lunga e indiscutibile carriera, e a un saggista, Roberto De Mattei, vicepresidente del Cnr e discusso storico del Concilio Vaticano II, finito al centro di infinite polemiche dopo aver affermato che i terremoti possono essere letti come castighi di Dio.

Fandango, Fazi, Feltrinelli, Lindau e Oedipus gli editori protagonisti. ''Esclusi i grandi editori monopolisti dei premi commerciali - sottolinea una nota degli organizzatori del Premio - a conferma di una formula che punta esclusivamente al giudizio qualitativo e meritocratico, e che ha nel tempo consacrato il Pen Club Italiano come l'antipremio, lontano dalle polemiche di 'premiopoli' e dalle battaglie dei vari schieramenti editoriali per imporre i propri autori. Non banale la presenza in cinquina di uno scrittore cattolico, come De Mattei, recentemente censurato per le sue idee e forse ricompensato dal Pen Club, che sulla liberta' degli scrittori fonda la sua ragione di essere''. Il premio quest'anno ha potuto superare le difficolta' dovute alla crisi economica che l'avevano messo in serio pericolo - sottolinea Lucio Lami, presidente onorario del Pen Club Italiano e fondatore del premio - grazie agli interventi dell'Unione Parmense degli Industriali e di Cariparma.


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