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Sul web è già partita la controffensiva di chi chiede la chiusura della pagina

Gruppi contro bimbi down, garante privacy: ''Media li rendano irriconoscibili''

ultimo aggiornamento: 22 febbraio, ore 20:01
Roma - (Adnkronos/Ign) - Oscurato su Facebook 'Giochiamo al tiro al bersaglio con bambini down'. La Rete è terra di conquista per violenti: chiusi 26 siti che istigavano a maltrattare animali (VIDEO). Su FB la 'rivincita' di Bigazzi 'il mangiagatti', esiliato dalla tv ma amato in rete. Griffin e il 'caso Palin', quando a prendere in giro i down sono i cartoon. ''Reintrodurre il reato di omosessualità'', la richiesta choc di un gruppo su Facebook. Dai marocchini in Italia solidarietà a Souad Sbai per le minacce su Facebook (FORUM)
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Roma, 22 feb. (Adnkronos/Ign) - E' stato oscurato il sito choc su Facebook 'Giochiamo al tiro al bersaglio con bambini down'. Il gruppo è stato oscurato dalla stessa società, dopo che domenica sono arrivate centinaia di segnalazioni alla Polizia Postale e si sono creati altri gruppi spontanei sul social network per chiederne l'immediata chiusura.

Il gruppo, che contava oltre 800 membri, si era collocato nella categoria 'Salute e benessere' e mostrava una foto scioccante nel profilo con frasi offensive e denigratorie dei bambini down. Fondatori e amministratori: 'Il signore della notte' e 'Il vendicatore mascherato'. Indirizzo e dati, ovviamente di fantasia, in linea con lo 'stile' del gruppo.

Nel caso è intervenuta l'Autorità Garante per la privacy che, dopo aver preso atto ''che il gruppo choc su Facebook contro i bambini down è stato doverosamente e tempestivamente oscurato'', ha invitato ''i mezzi di informazione che intendanodocumentare questo grave episodio - agenzie di stampa, giornali, quotidiani online e Tg - ma anche gruppi attivi su Internet, anon rendere in alcun modo riconoscibile il bambino oggetto dello sfregio, avendo l'accortezza di oscurarne o pixelarne adeguatamente il volto''.

L'immagine, infatti, afferma il garante, ''è stata ripresa da alcune testate, seppur in un contesto di generale riprovazione di quanto accaduto, senza l'adozione di accorgimenti che la rendessero anonima''. La foto, viene rilevato, ''al di là della concreta possibilità di consentire l'identificazione del neonato, è in sé lesiva della dignità della persona''.

Il Garante ha deciso di inviare ai direttori di tutte le testate giornalistiche, sia dei quotidiani che delle tv, una lettera per richiamare al più scrupoloso rispetto dei principi sanciti dal Codice deontologico dei giornalisti e dalla Carta di Treviso, in particolare quando si tratta di dare notizie riguardanti minori e persone affette da problemi di salute.

Per il titolare delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, ''i responsabili dovranno avere punizioni esemplari: la prima potrebbe essere quella di mettersi al servizio delle famiglie con bambini down, la cui dignità è stata offesa. E' indecente che in un Paese civile si verifichino episodi di questo tipo. Quel gruppo su Facebook scuote le coscienze di tutti''.

Stigmatizza l'episodio anche il Movimento Italiano Genitori. "Il grave episodio del gruppo Facebook creato contro i bambini affetti da Sindrome di Down evidenzia nuovamente la necessità di una co-regolamentazione normativa che vada a sostituire l'attuale e poco efficace autoregolamentazione, unita ad una maggiore informazione e prevenzione sui pericoli del web", afferma Maria Rita Munizzi, presidente del Moige e delegato Epa, European Parents Association.

Intanto sul web era già partita la controffensiva. Una community dalla quale hanno già preso le distanze altri utenti: sono oltre 1.600 infatti gli iscritti a 'Segnaliamo il gruppo 'Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down''.

"Queste sono cose purtroppo molto frequenti. Abbiamo parecchie segnalazioni di questo genere, sulle cose più disparate - rispondono all'Adnkronos dalla Polizia postale - anche su Haiti non c'è stata pietà. Ma dobbiamo tenere presente che Facebook è all'estero ed è molto difficile muoversi in tempi rapidi". Purtroppo, ''in rete - confermano - è molto facile che uno dia sfogo ai bassi istinti perché si sente protetto da una sorta di anonimato. E' in parte è anche vero. Per l'oscuramento del gruppo ci vuole un provvedimento del magistrato e, dato che i server stanno all'estero, c'è bisogno di una rogatoria. A meno che non intervenga la società". Come avvenuto oggi.

Intanto a insorgere non era stato solo il web. Si tratta di ''un gruppo inaccettabile, non degno di persone civili, pericoloso - commentava all'Adnkronos il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna - e soprattutto un reato che, in quanto tale, sarà perseguito". "L'istigazione a delinquere, ovunque questa avvenga e in qualunque forma, è un reato e, di conseguenza, verrà certamente perseguito dalla magistratura.

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