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IT: i 'Millennial' in azienda, è scontro generazionale?

ultimo aggiornamento: 23 settembre, ore 16:38

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Basiglio, 23 sett. - (Ign) – CA Technologies ha rilasciato i risultati di un’indagine focalizzata sui 'Millennial', ossia la generazione di età compresa tra i 18 e i 30 anni, caratterizzata da una connaturata predisposizione all'uso di computer, smartphone e un’infinita varietà di dispositivi elettronici connessi e di applicazioni Web in tutti gli aspetti della quotidianità. Lo studio 'Le aziende italiane e i Millennial: sfide e opportunità', realizzato insieme alla società di ricerca NetConsulting, mostra come l’ingresso di questa nuova generazione nel mondo del lavoro sia un fattore critico per le imprese che si apprestano ad affrontare la sfida del rinnovamento del loro capitale umano.

L’indagine sui Millennial ha evidenziato l’emergere di una generazione di futuri knowledge worker fortemente motivati all'uso di dispositivi IT in mobilità: le percentuali relative variano a seconda dell'indirizzo di studi e del genere dei rispondenti, ma mostrano anche numerosi tratti comuni, che pongono in rilievo l’orientamento all'uso di strumenti social e di cloud computing, tanto nell'organizzazione dello studio che del tempo libero. Tra gli strumenti più utilizzati, vi sono: notebook (88,3%), cellulare (71,1%) e smartphone (52%), ciò dimostra la familiarità con una tecnologia di tipo pervasivo, indipendente da una specifica situazione o localizzazione. Forte è il livello di aspettativa da parte dei Millennial nel ritrovare anche nel contesto lavorativo gli stessi strumenti e le stesse modalità applicati all’uso delle tecnologie nella vita privata e nello studio: il 64,5% del campione si aspetta di utilizzare nell’ambiente lavorativo device sia forniti dall’azienda sia propri. Quest’atteggiamento è uno dei catalizzatori di un fenomeno emergente chiamato 'Bring Your Own Device' (porta al lavoro il tuo dispositivo personale), dove l’informatica di consumo è un complemento importante dei dispositivi IT forniti dall’impresa.

Su un piano più propriamente comportamentale emerge una indifferenza piuttosto marcata nei confronti della privacy, nel 40% dei casi la sensibilità è nulla o bassa. I Millennial non esitano a condividere sui social network informazioni personali, quali indirizzo mail (50%), informazioni sui propri gusti (50%), abitudini ed hobby (49%) e informazioni anagrafiche (45%), a conferma della diffusa volontà di ricorrere a Internet per sviluppare la propria rete di relazioni. A una esplicita domanda, il 52% dei giovani interpellati conferma di non ritenere necessario svolgere le proprie attività lavorative nel perimetro dell'ufficio. Contemporaneamente, circa il 50% del campione rivela l’aspettativa a servirsi, in azienda, di strumenti social, portali, bacheche e sistemi di chat sia per comunicare con i colleghi sia nelle relazioni con fornitori e clienti. Il tenore di queste risposte conferma che i Millennial hanno già un’idea molto precisa e non convenzionale del concetto di 'spazio lavoro'.

Sul fronte delle imprese, lo studio mette in luce una maggiore discontinuità in termini di capacità di risposta e livelli di preparazione, ma le linee di tendenza mostrano un certo ritardo generale nei confronti di modalità che i Millennial hanno invece già fatto proprie, ad esempio sul piano della remotizzazione/mobilità (adottate solo dal 18,5% delle aziende) e del lavoro di squadra (36,7%).Sebbene in generale le imprese intuiscano i vantaggi che i Millennial possono portare in termini di maggiore produttività (secondo il 67,6% delle aziende intervistate), efficienza (67,6%), competitività (54,7%), accelerazione del time to market (37,8%), esse rivelano al tempo stesso forti resistenze nell’introduzione di strumenti che consentono la creazione di un ambiente di lavoro collaborativo e virtuale, sia sul piano della cultura aziendale (72,3%) che su quello organizzativo (39,9%) e dell’adeguamento delle infrastrutture e dei modelli organizzativi dell’IT alle potenzialità e aspettative dei nuovi “lavoratori della conoscenza”.

Uno degli aspetti più controversi su cui si registra un forte divario tra aspettative dei Millennial e comportamento delle aziende riguarda la frequentazione dei social network. L’atteggiamento delle aziende a questo riguardo si divide tra coloro che non impongono alcuna policy contraria all’accesso dall’ufficio (40%) e una varietà di situazioni in cui l’accesso viene limitato a determinati orari, tipologie di lavoratori o scopi aziendali (40%) fino al divieto totale (20%). Questa tendenza si scontra con l’abitudine dei Millennial a interagire una o più volte al giorno con i social network (90% degli intervistati), lo squilibrio farà aumentare la pressione non solo sulla sicurezza IT, ma anche su aspetti meno scontati come la performance dei servizi di rete e delle applicazioni web derivante da un accesso frequente e prolungato a questi siti.


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