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A Milano la III edizione del Forum della Comunicazione Digitale

Internet: Adinolfi, sono i consumatori a pretendere la 'conversazione'

ultimo aggiornamento: 07 febbraio, ore 20:03
Il senior vice president marketing di Edelman: "Oggi, in termini di comunicazione, quello che un tempo chiamavamo target gia' conversa per i fatti suoi, e' gia' attivo e protagonista: vuole interagire, approfondire e personalizzare la notizia"


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Milano, 7 feb. - (Adnkronos) - Il passaggio dalla comunicazione alla conversazione non e' piu' soltanto una scelta di marketing: si tratta di una necessita', perche' sono gli stessi consumatori, gli utenti finali di un prodotto a chiederla. A pretenderla. E' cosi' che chi fa per mestiere comunicazione deve aggiornare i propri codici e mettere a punto delle strategie completamente diverse rispetto al passato che rispondano alle nuove richieste. Lo spiega Osvaldo Adinolfi, senior vice president marketing di Edelman, in occasione del Forum della Comunicazione Digitale che si e' svolto a Milano. "Gli uomini di marketing - spiega - nel passaggio dalla comunicazione alla conversazione devono imparare a raccontare meglio e in maniera coinvolgente ed emotiva i propri messaggi, mentre prima eravamo semplicemente abituati a inserirli in una pagina pubblicitaria, indipendentemente dall'interesse che faceva sorgere e dalla conversazione che faceva nascere".

Essa "non solo da' un valore aggiunto, ma e' diventata una necessita'. Non e' l'uomo di marketing che vuole la conversazione ma paradossalmente e' proprio il consumatore che obbliga a una conversazione". E questo, secondo Adinolfi, e' dimostrato dall'esplosione di Facebook con i suoi 20 milioni di iscritti che sempre piu' le aziende usano per comunicare e interagire e dall'importanza che sta assumendo twitter.

"Oggi, in termini di comunicazione, quello che un tempo chiamavamo target gia' conversa per i fatti suoi, e' gia' attivo e protagonista. La conversazione - spiega Adinolfi - da' al comunicatore un valore aggiunto perche' oggi la comunicazione informativa non basta piu'. il nostro target di riferimento vuole interagire, approfondire e personalizzare la notizia. Di solito una pagina pubblicitaria parla a tutti. Ora vogliono la personalizzazione e vogliono sentirsi importanti. Dopo anni in cui un marchio diceva 'tu fai parte del mio mondo, sono io il brand di riferimento', oggi e' il target che dice 'io voglio far parte del tuo mondo, ma da protagonista'". Si tratta quindi di "una richiesta di importanza ('non sono solo un consumatore'), ma anche di trasparenza, perche' e' facile generare interesse o attenzione con un solo messaggio, ma mantenere nel tempo una conversazione e' piu' difficile perche' devi essere nel tempo piu' trasparente e lineare ed e' piu' pericoloso. Ci si mette in gioco molto di piu'" chiosa Adinolfi.


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