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Internet: Istituto Italiano Privacy, sentenza equilibrata ma servono evoluzioni normative
ultimo aggiornamento: 13 aprile, ore 17:51
Roma, 13 apr. - (Adnkronos) - "Dopo tanto clamore e svariate supposizioni, si conferma la nostra analisi: il giudice Magi ha scritto motivazioni convincenti ed equilibrate per quanto riguarda il profilo di responsabilita' privacy degli internet provider che trattano dati di terzi per scopi pubblicitari: non si impone alcun obbligo di filtro o monitoraggio preventivo a Google, ma solo diligenza trasparente, cioe' piu' informative privacy e avvertenze legali chiare". Lo afferma Luca Bolognini, presidente dell'Istituto Italiano per la Privacy. "Meno convincente - continua - ci pare il 'salto' dal civile/amministrativo al penale-personale dei dirigenti: a questo proposito, potrebbe essere meglio specificata e migliorata, con una modifica legislativa, la portata penale dell'art. 167 del Codice privacy, adeguandolo all'evoluzione delle tecnologie". Nel nuovo libro dell'Istituto Italiano per la Privacy, "Next Privacy, il futuro dei nostri dati nell'era digitale", diversi capitoli sono dedicati proprio alle responsabilita' dei motori di ricerca e dei social networks stranieri per i contenuti generati dagli utenti. Si parla anche del caso Google-Vividown.
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