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''Gli Stati Uniti devono rispettare i dati di fatto"

Internet, Pechino alla Clinton: ''Accuse infondate, a rischio relazioni Cina-Usa''

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 22 gennaio, ore 17:24
Pechino - (Adnkronos) - La replica al discorso del segretario di Stato Usa è arrivata dal ministero degli Esteri: ''Il nostro Paese è stato il teatro del più grande sviluppo della Rete nel mondo''."Web libero e democratico, no alla censura". La ricetta della Clinton che ha preso le parti di Google e a Pechino ha chiesto ''un'inchiesta minuziosa e trasparente sui recenti casi di pirateria"
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Pechino, 22 gen. (Adnkronos) - Pechino risponde a Hillary Clinton, chiedendo agli Stati Uniti di rispettare i fatti e porre fine alle accuse irragionevoli rivolte alla Cina in nome della cosiddetta libertà informatica su Internet. Ad affermarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri Ma Zhaoxu commentando il discorso di ieri di Hillary Clinton.

Gli Stati Uniti devono "rispettare i dati di fatto" e smettere di lanciare "accuse infondate contro la Cina", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese. Nel suo discorso contro la censura online, la Clinton ha chiesto a Pechino di eliminare le limitazioni alla libertà di espressione su Internet e di indagare sulle denunce di Google riguardo ad attacchi di pirateria informatica contro le sue infrastrutture partiti dalla Cina.

"Gli Stati Uniti hanno criticato le politiche adottate dalla Cina per gestire Internet e insinuato che la Cina restringe la libertà di espressione sulla Rete" si legge nella dichiarazione pubblicata sul sito del ministero degli Esteri. Accuse, conclude, che "sono in contraddizione con i fatti e sono pericolose per le relazioni tra Cina e Stati Uniti".

Attraverso la dichiarazione affidata al portavoce del ministero degli Esteri, Pechino quindi "si oppone con forza alle parole e alle azioni" provenienti da Washington su questo fronte. In Cina Internet è aperto - ha detto ancora il portavoce - e il Paese è stato il teatro del più grande sviluppo della Rete nel mondo".

Secondo i dati del ministero degli Esteri cinese, entro la fine dell'anno vi saranno 384 milioni di cibernauti in Cina, con 3,6 milioni di website e 180 milioni di blog. "La Costituzione cinese protegge la libertà di espressione dei cittadini - riporta l'agenzia ufficiale cinese citando la dichiarazione del ministero - e il governo cinese ha una politica coerente di promozione dello sviluppo della Rete".

"Ma - aggiunge - la Cina ha la sua situazione politica interna e le sue tradizioni culturali, e, in accordo con la pratica comune in tutto il mondo, amministra Internet sulla base delle proprie leggi e politiche".

Il discorso della Clinton è stato attaccato anche in un editoriale del quotidiano 'China Daily' che lo ha definito una vera e propria minaccia contro le culture non occidentali. "La campagna degli Stati Uniti per un flusso di informazione libero e senza censura su Internet è un mascherato tentativo di imporre i propri valori alle altre culture in nome della democrazia" si legge sul quotidiano.

"La verità che la Clinton non ha detto nel suo discorso è che il grosso del flusso delle informazioni provenienti dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi occidentali sono zeppi di retorica aggressiva contro i Paesi che non seguono il loro esempio" si legge ancora nell'editoriale. E, riguardo alla guerra tra Google e la Cina sulla censura online, arriva ad affermare che "un crescente numero di cinesi è contrario a un Google non controllato e censurato in Cina".

Il giornale di lingua inglese pubblicato in Cina cita infatti un sondaggio - pubblicato dal sito huanqiu.com - secondo il quale addirittura l'81% della popolazione si opporrebbe alle richieste fatte dalla compagnia di Mountain Views che, dopo aver accettato per cinque anni le regole imposte da Pechino e dopo aver denunciato attacchi di pirateria informatica provenienti dalla Cina, minaccia di lasciare la Cina se non verrà garantita la libertà di espressione. "A differenza dei Paesi occidentali più avanzati, la società cinese è ancora esposta ai rischi del flusso di un'informazione multiforme, specialmente quando questa crea disordine" conclude l'editoriale.

Da parte sua l'ambasciatore americano a Roma, David Thorne, ha sottolineato che il libero accesso a Internet è fra i diritti umani che "noi riteniamo più importanti". "Internet libero - ha aggiunto - è un diritto basilare delle persone in tutto il mondo".

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ugc
2000snlp ha scritto (23/01/2010 - ore 08:02) segnala un abuso
ugc
"la guerra dei telefonini" in Libano nel 2008, perché con la rete privata dei telefonini gli Hezbollah controllavano le apparecchiature dell'aeroporto. Introdursi nei computer della NASA o del Pentagono, significa controllare ed eventualmente dirigere le testate nucleari 2000snlp
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