Internet: Radicali, no allo stato di Polizia in rete
ultimo aggiornamento: 17 novembre, ore 10:34
Roma, 17 nov. (Adnkronos) - "Il 31 dicembre scade il decreto Pisanu, che prevede la schedatura di tutte le comunicazioni su Internet e dei dati personali di coloro che accedono alla rete dai luoghi pubblici, con modalita' tali da non avere eguali in alcun Paese democratico. Il decreto fu approvato sull'onda della paura generata di attentati terroristici negli Usa e in Europa, e da allora ininterrottamente prorogato, cancellando il diritto dei cittadini alla riservatezza dei dati personali". Ad affermarlo sono Luca Nicotra, segretario dell'associazione radicale "Agora' digitale", e Marco Cappato, presidente della stessa associazione e componente il Comitato nazionale di Radicali italiani, secono i quali "per dire 'no' allo Stato di polizia in rete, e' necessario mobilitarsi per impedire il rinnovo del decreto Pisanu". "L'associazione radicale 'Agora' digitale' ha deciso di mobilitarsi per impedire che sia prorogata una norma cosi' lesiva dei diritti fondamentali dei cittadini, alla quale non corrisponde alcuna reale giustificazione in termini di sicurezza. Siamo consapevoli -aggiungono i due esponenti radicali che gia' in passato questa richiesta da parte del mondo della rete e' giunta ai governi che si sono succeduti dopo l'approvazione del decreto. Ma prima il governo Prodi e poi quello Berlusconi si sono dimostrati sordi".
"Quest'anno Agora' Digitale e il Partito radicale sono determinati a mettere fine a questa anomalia lottando dentro il Parlamento, dove i Deputati radicali eletti nelle liste del Pd hanno presentato un disegno di legge per regolare il trattamento dei dati personali, ma anche al di fuori, fornendo ai cittadini gli strumenti per opporsi a tali norme liberticide e preparando azioni di disobbedienza civile. E' proprio a causa delle incredibili restrizioni imposte dal decreto Pisanu che l'Italia si trova agli ultimi posti in Europa per diffusione dei punti di accesso wifi, nei bar, nelle scuole, nelle stazioni e nei luoghi pubblici in generale", concludono Nicotra e Cappato.
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