Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
Le tariffe italiane sono mediamente pił basse di quelle applicate in altre realtą europee come Spagna, Francia e Portogallo

A rischio pił di un miliardo di investimenti nelle autostrade per il decreto sviluppo

ultimo aggiornamento: 27 giugno, ore 17:20
Il presidente di Aiscat, Fabrizio Palenzona: 'A causarlo la norma che eleva al 60 per cento quota di lavori da affidare a terzi' (VIDEO)


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 0    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 27 giu. - (Adnkronos) - Le nuove norme, introdotte dal dl sviluppo che innalzano la quota dei lavori che le concessionarie autostradali devono affidare a terzi, rischiano di causare uno slittamento temporale di piu' di un anno e mezzo di investimenti per un valore di un miliardo di euro. A denunciarlo e' stato il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, nel corso della sua relazione all'assemblea annuale della associazione.

"Noi ringraziamo il governo -ha detto Palenzona- per aver difeso l'intangibilita' dei contratti. Stupisce pertanto, -ha evidenziato Palenzona- che dopo ripetute dichiarazioni di intenti, sia comparsa nel testo del decreto sviluppo una norma che eleva dall'attuale 40% al 60% la quota minima di lavori che le concessionarie devono affidare a terzi, cosi' cambiando le regole per la seconda volta nel giro di pochi mesi ed in totale controtentenza con la via seguita dall'Europea".

Per Palenzona, inoltre, "altrettanto negativamente deve essere considerata la norma che inspiegabilmente introduce termini ed oneri procedurali del tutto disallineati rispetto alla legislazione europea e agli scopi di semplificazione dichiaratamente perseguite del governo". E, ancora, ha incalzato Palenzona, "mancano dal provvediemnto alcune misure chiare per l'attazione di capitali: detrazioni fiscali legati alla fase di costruzione delle infastrutture e previsione di strumenti innovativi per il finanziamento come l'accorpamento di tratte contigue. Risultano inoltre depotenziare le misure annunciate a sostegno dei project bond".

Il programma degli investimenti per il potenziamento della rete autostradale italiana e' quantificabile in circa 40 miliardi di euro. E' questo il contributo messo in campo dalle societa' concessionarie in direzione della crescita del Paese. A indicarlo e' stato il presidente dell'Aiscat Fabrizio Palenzona, nella relazione all'assemblea annuale dell'associazione. "Le concessionarie autostradali fanno la loro parte", ha sottolineato evidenziando, per altro, come il tutto sia "a costo zero per lo Stato e grazie al contributo dei privati attraverso lo strumento del pedaggio".

"E' opportuno ribadire -ha detto Palenzona- la ratio e la natura del pedaggio: non e' un'imposizione fiscale, non e' una tassa, ma e' uno strumento, specifici contratti di servizio". E, ha proseguito, "in un contesto di riduzione progressiva e sempre piu' consistente nell'intervento pubblico nella costruzione di opere infastrutturali assumere maggiore peso l'apporto fornito dal capitale privato". Un apporto che e' possibile quantificare e "certificare": nel 2009, ha detto Palenzona, i concessionari autostradali hanno speso oltre 2,5 miliardi di euro; oltre 2,7 miliardi nel 2010 e altrettanti nel 2011. Inoltre, circa 700 milioni di euro sono stati gia' spesi nel primo quadrimestre di quest'anno tra nuove opere, adeguamenti e manutenzioni ordinarie e straordinarie.

"Quale altro soggetto -ha chiesto Palenzona- spende ogni anno circa 100mila euro per chilometro nelle opere di manutenzione? Immaginiamo quale potrebbe essere lo stato della nostra viabilita' urbana ed extraurbana se regioni, province e comuni potessero garantire un livello di spesa appena confrontabile".

Le tariffe italiane sono mediamente piu' basse di quelle applicate in altre realta' europee come Spagna, Francia e Portogallo. A sottolineralo e' stato il presidente dell'Aiscat Fabrizio Palenzona nella relazione all'assemblea annuale dell'associazione. "Tariffe mediamente piu' basse -ha detto- per una rete infrastrutturalmente piu' complessa, con una consistenza di opere d'arte che non ha uguali. Tariffe piu' basse -ha detto ancora- per una rete piu' sicura, considerando che le autostrade in concessione sono state l'unico sistema viario nazionale ad avere raggiunto, e superato, l'obiettivo comunitario della riduzione del 50% del numero dei morti nel decennio 2001-2010".

"Non abbiamo avuto nessuna proposta di fusione da Salini". Ad affermarlo il presidente di Impregilo, Fabrizio Palenzona, interpellato a margine dell'assemblea annuale dell'Aiscat. Sulla lotta tra Salini e Gavio, "c'e' un problema in essere -ha detto Palenzona- vediamo cosa decide l'assemblea". Quanto poi all'inadeguatezza del cda, denunciata da Salini, "spero -ha osservato Palenzona- di non avere ancora dimostrato di essere inadeguato".

I contratti in essere e le regole da essi fissate non vanno modificati perche' il rischio e' quello di allontanare gli investitori dal nostro Paese. Questo deve essere un punto fermo in una fase, come quella in corso, che vede in atto un riassetto della governance pubblica del settore autostradale che ha introdotto, da una parte, l'Agenzia per le infrastutture autostradali e, dall'altra, la nuova Authority dei trasporti. A metterlo in chiaro e' stato il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, nella relazione all'assemblea annuale dell'associazione.

''I rapporti tra concessionari autostradali e lo Stato sono regolati dal contratto e le pattuizioni reciprocamente sottoscritte includono anche i profili tariffari. Un contratto, una volta sottoscritto, non puo' essere unilateralmente modificato da nessuno, sia esso lo Stato o un'Authority", ha rimarcato Palenzona.

"E' evidente, infatti - ha sottolineato il presidente dell'Aiscat - che la sola percezione del rischio che un soggetto terzo possa modificare le regole tariffarie inserite nei contratti di concessione avrebbe come conseguenza la perdita di credibilita' di tutto il sistema, allontanando definitivamente gli investitori dal nostro Paese, che e' gia' in fondo alla classifica di attrazione degli investimenti".

Sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, "bisogna prendere una decisione definitiva". A metterlo in chiaro e' stato il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, parlando a margine dell'assemblea annuale dell'associazione. Per Palenzona, e' necessario assumere "una linea credibile, che sia definitiva per tutti". Altrimenti, ha ammonito, "non siamo piu' credibili".

Tempi brevi per il decreto interministeriale sulla ''strutturazione dei project bond'' che dovra' fissare le garanzie alla base dell'emissione dei nuovi titoli. Ad annunciarlo e' stato il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia, nel suo intervento all'assemblea dell'Aiscat. ''La strutturazione dei project bond avverra' presto con decreto interministeriale tra ministero dell'Economia e Infrastrutture'', ha detto Ciaccia

''Per essere emessi, i project bond - ha sottolineato il viceministro - devono avere un mercato garantito e percio' bisogna che vengano identificate modalita' e caratteristiche di soggetti autorizzati a prestare garanzie. soggetti che possano avere le caratteristiche come quelle della Cdp, Sace, Bei e fondi pensione''. E il decreto, ha spiegato, ''fissera' regole a garanzia del mercato'' sia per tutelare gli investitori istituzionali ma anche il retail.

''E' falso che i project bond saranno titoli in concorrenza con quelli di Stato'', ha poi puntualizzato Ciaccia spiegando anche che ''questro strumento si rivolgera' non solo a opere da realizzare anche anche a quelle realizzate, come il Passante di Mestre, che gia' genera cash flow''. E, ancora, Ciaccia ha detto di vedere con favore i fondi sovrani. ''Viva i fondi sovrani. Ben vengano gli investimenti stranieri. Sono stato contattato - ha riferito- dai fondi sovrani che sono interessati a questi titoli e non solo a titoli del debito pubblico''.


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
tutte le notizie di Economia
commenta commenta 0    invia    stampa   
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress