Ocse: tra i 5.000 e 7.000 miliardi di dollari la cifra che orbita nei paradisi
All'estero un 'tesoro' da 300 mld 'rimpatriabile'.
ultimo aggiornamento: 29 settembre, ore 16:41
Roma - (Adnkronos/Ign) - Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate hanno diffuso i dati relativi ai patrimoni fuori dal Paese. Di questi 125 miliardi di euro sarebbero in Svizzera, 86 in Lussemburgo e una parte a San Marino (VIDEO). In corso mille verifiche contro l'evasione internazionale. Scudo fiscale, Di Pietro: "E' riciclaggio di Stato''. Sarà esteso anche al falso in bilancio
Roma, 29 set. (Adnkronos/Ign) - Grazie allo scudo fiscale potrebbero rientrare in Italia quasi 300 miliardi di euro detenuti all'estero. E' quanto affermano in una nota congiunta la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate in cui si ricorda che l'Ocse stima come cifra di denaro che orbita nei paradisi fiscali 7.000 miliardi di dollari, di questi 1.600 riconducibili ad attività criminali.
"Quasi 300 miliardi di euro - affermano le Fiamme gialle e le Entrate - è la consistenza dei patrimoni italiani detenuti all'estero che potrebbero essere rimpatriati con lo scudo fiscale". Di questi 125 miliardi si troverebbero in Svizzera e 86 in Lussemburgo. In una nota la Guardia di Finanza ha poi specificato che il dato fornito sui 300 miliardi di euro è una stima fatta dall’Associazione Italiana dei Private Bankers.
Il generale Giuseppe Vicanolo, intervenendo al convegno 'Il destino dei paradisi fiscali', ha precisato che la stima dell'Ocse sui patrimoni detenuti all'estero oscilla tra i 5.000 e 7.000 miliardi di dollari. E una parte rilevante di questi patrimoni, per un valore tra i 1.000 e i 1.600 miliardi, secondo la Banca mondiale è da attribuire ai riciclaggio di proventi di attività criminali.
A livello nazionale, spiega Vicanolo, i patrimoni "degli italiani detenuti all'estero, secondo l'Associazione Italiana dei Private Bankers, che potrebbero essere rimpatriati o regolarizzati ammonterebbero a 278 miliardi di euro. La parte più rilevante, pari a circa 125 miliardi - spiega - sarebbe detenuta in Svizzera, altri 86 miliardi si troverebbero in Lussemburgo, il resto in altri Paesi (compresi oltre 2 miliardi nella Repubblica di San Marino)".
La Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate sottolineano che "le disposizioni normative per il rientro dei capitali dall'estero appaiono come l'ultima opportunità per mettersi in regola". Con l'arrivo della circolare definitiva "prevista per la prossima settimana, tutto sarà pronto per valutare se sfruttare la chance dello scudo''. La scadenza per lo scudo fiscale resta quella fissata del 15 dicembre "e non ci saranno proroghe" ha messo in chiaro il sottosegretario al ministero dell'Economia Luigi Casero.
In questi giorni le Fiamme gialle stanno mettendo in campo mille verifiche fiscali dedicate al contrasto dei fenomeni legati all'evasione fiscale internazionale. In particolare l'attività di controllo è mirata ai "fittizi trasferimenti all'estero delle residenze delle persone fisiche e giuridiche, la presenza sul nostro territorio di stabili organizzazioni, non dichiarate al fisco, di gruppi multinazionali esteri, le pratiche di transfer pricing, destinate a trasferire redditi in paesi con regimi fiscali di favore".
"Il destino dei paradisi fiscali è, a mio avviso, ormai segnato" ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervenendo al convegno. Il direttore ha ricordato quindi che i leader del G20 nel vertice di Londra dello scorso aprile hanno messo in luce, come anche l'Ocse, che il segreto bancario ai fini fiscali "è finito, una maggiore cooperazione internazionale in tema di trasparenza e scambio di informazioni è testimoniata sia dal fatto che sono sempre di più i Paesi che si allineano agli standard dell'Ocse, sia che sono in crescita gli Stati che firmano accordi e convenzioni".
Nel quadro di contrasto all'evasione fiscale internazionale l'Agenzia delle Entrate insieme alla Guardia di Finanza, "sta rafforzando le proprie strutture", spiega Befera, e "i primi, significativi, risultati sono sotto gli occhi di tutti". Insomma, secondo il direttore dell'Agenzia, i contribuenti "stanno davvero iniziando a capire che non esistono più rifugi sicuri dove nascondere beni e redditi alle autorità fiscali nazionali".
E da parte del sistema bancario arriverà "un impegno pieno, sostanziale e assoluto" per la riuscita dello scudo fiscale. Ad assicurarlo è stato il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, che ha garantito ''la collaborazione più impegnata per contribuire alla riuscita di questo, nell'interesse del Paese, dell'amministrazione finanziaria e dei contribuenti che sono la nostra più grande ricchezza".
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| Luca80 ha scritto (29/09/2009 - ore 12:31) | segnala un abuso |
| "Potrebbe rientrare" è un condizionale espresso da chi non si prende la responsabilità di usare il modo indicativo. Tutto teorico. La guardia di finanza ha reso noti i rilevamenti totali, ma nonostante la scadenza non prorogabile sia al 15/12, non rendono noto il numero di coloro che hanno espresso il desiderio di avvalersene. Forse sono pochi, forse è tardi? Poi sinceramente anche se rientreranno grosse cifre di denaro, di sicuro non saranno gli italiani a gestirle. Mi spiego meglio: di tesoretto già uno ne è sparito. | |
| vince79 ha scritto (29/09/2009 - ore 14:49) | segnala un abuso |
| Il ministro cerchi di essere più chiaro su come non far entrare certi capitali da parte di criminali o terroristi. Grazie. | |
| MAURIZIO53 ha scritto (29/09/2009 - ore 16:15) | segnala un abuso |
| Lo scudo fiscale è una operazione comunque scandalosa sotto qualsiasi profilo la si voglia interpretare. Tutte le scusanti addotte sono come pretendere di curare il cancro con l'aspirina. Mi viene da commentare, in particolare, la giustificazione che lo scudo fiscale è stata introdotto anche in altri Paesi. Premettendo che in altri Paesi l'aliquota è di gran lunga superiore al nostro obolo caritatevole, bisogna considerare un punto molto ma molto importante. Negli altri Paesi, pur esistendo sicuramente un rientro di capitali dovuti all'illecito organizzato, non esiste un cancro così ramificato e potente come le nostre organizzazioni mafiose. Proprio per questo problema, anche se Tremonti assicura che non rientreranno capitali di questo tipo, chissà come farà ad affermarlo, e oltre alla questione morale si doveva evitare questa orrenda operazione che lascia il cittadino dubbioso su complicità altolocate. | |
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