Scajola: ''Dopo vertice S. Sebastian tempi stretti su incentivi''
Catena di produzione Fiat (dal sito Fiat)
Auto, Berlusconi: pronti ad aiuti.
Catena di produzione Fiat (dal sito Fiat)
ultimo aggiornamento: 04 febbraio, ore 18:43
Roma - (Adnkronos) - Premier: ''E' un capitolo aperto''. L'ad del Lingotto: "Rinnovare queste misure adesso non farebbe altro che rimandare il problema". Schifani: ''Stop a elargizioni statali se non vengono salvaguardati posti di lavoro e presidi industriali'. Bersani contro il Governo: ''Non sapete che pesci prendere''Auto, già 60.000 in meno per ritardo incentivi. . Alcoa, alta tensione a Portovesme: operai contro i dirigenti
Roma, 4 feb. - (Adnkronos) - ''Stavamo esaminando'' la possibilità di erogare incentivi al settore automobilistico, ma ''pare che il principale produttore di auto italiano, la Fiat, non sia interessato ad averli. Comunque, è ancora un capitolo aperto''.
Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi. ''Stiamo discutendo con altri protagonisti del settore auto - ha aggiunto il Cavaliere - e vediamo come si metteranno le cose, noi siamo sempre aperti e pronti a dare una mano ai settori che ne hanno bisogno''.
''Il patrimonio industriale e produttivo della Fiat di Termini Imerese deve essere salvato. Non dobbiamo e non possiamo disattendere questo impegno morale'', sottolinea con forza il presidente del Senato Renato Schifani alla presentazione del rapporto della conversione per la sussidiarietà.
Poi, facendo riferimento in particolare alle situazioni di Alcoa e della Fiat, la seconda carica dello Stato rimarca: "Bisogna avere il coraggio di dire basta ad elargizioni statali se non vengono salvaguardati i posti di lavoro e i presidi industriali. Occorre fermare la logica degli incentivi se non e' seguita ad una attenta e forte politica delle imprese che esalti e tuteli l'occupazione. Gli aiuti dello Stato vanno erogati solo se le aziende rispettano questo preciso dovere etico".
"Mi auguro che questo fatto scellerato non succeda. Termini Imerese è un polo industriale strategico del Mezzogiorno e il Mezzogiorno non può consentirsi questa grave battuta di arresto. Mi auguro fortemente che qualcuno ci ripensi", rimarca Schifani.
"La chiusura di alcune realtà produttive dislocate nel territorio rappresenta un banco di prova per tutte le istituzioni, gli imprenditori, i lavoratori e le loro famiglie. Non è pensabile che a fronte di un impegno costante dello Stato nei confronti di realtà produttive quali l'industria automobilistica e metallurgica, pur nella difficile crisi economica che attanaglia le economie di tutto il mondo, si assista alla progressiva dismissione di stabilimenti che rappresentano, in alcune aree storicamente ancora piu' fragili, quali la Fiat di Termini Imerese e l'Alcoa di Portovesme un vero e proprio presidio sociale. Agli operai di questi siti che rischiano il posto di lavoro - sottolinea il responsabile dell'aula di Palazzo Madama - va tutta la nostra solidiarietà e vicinanza nella loro battaglia per la difesa di un bene primario di così grande rilevanza sociale. E' necessario - ribadisce - salvare quei posti di lavoro".
"Il mio - insiste Schifani - è un appello accorato alla Fiat ma non solo, è a tutte le istituzioni. E' una richiesta da uomo del Sud che ben conosce gli ulteriori pericoli della disoccupazione per lavoratori che vivono in territori dove purtroppo esiste ancora la criminalità organizzata".
Una decisione sugli incentivi alla domanda sarà presa dal governo in tempi stretti subito dopo il 'vertice' informale dei ministri dello Sviluppo economico in programma a San Sebastian l'8 ed il 9 febbraio prossimo, spiega il sottosegretario Michelino Davico, per conto del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, rispondendo a una interpellanza parlamentare sulla Fiat.
"Il governo non sa che pesci pigliare", commenta secco Pier Luigi Bersani. "Dalle mie parti si dice: o si va a messa o si sta a casa. Con questa storia che gli incentivi si danno o non si danno, la gente non compra piu' auto e la produzione e' calata del 30-40 per cento".
"Il governo deve decidere. Questa è irresponsabilità", incalza il segretario Pd indicando una sua soluzione: "Se fossi stato io al governo avrei attivato un sostegno di un paio d'anni con un meccanismo a decrescere, in modo che il mercato e la produzione avrebbero potuto organizzarsi, usufruire degli incentivi e intanto attrezzarsi".
Quanto all'intervista di Marchionne alla 'Stampa', Bersani osserva: "Io gli chiederei: uno, di restare lì. Due: di restare lì finché non si trova un'altra soluzione industriale rispetto a cui rendersi disponibili e collaborare". "Marchionne -prosegue- ha ribadito alcuni punti tra cui quello che gli incentivi sono una cosa seria perche' un'azienda deve poter fare i propri piani a fronte di norme certe. Gli incentivi sono stati interrotti al 31 dicembre e poi a chiacchiere si e' detto che srebbero ripresi, senza pero' specificare come e quando. Cosi' non va".
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| micaria ha scritto (04/02/2010 - ore 16:51) | segnala un abuso |
| Qualcuno chieda a Bersani lui come li piglierebbe questi pesci!!! | |
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