Tempi brevi per una legge sulle intercettazioni
Berlusconi: l'Italia non è in declino, il deficit pubblico è tra i più contenuti
ultimo aggiornamento: 10 aprile, ore 15:03
Il premier parla al convegno di Confindustri a Parma e spinge sulle riforme: ''Il governo non ha poteri. Stiamo lavorando per liberare l'Italia dall'oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria''
Parma, 10 apr. (Adnkronos/Ign) - L'Italia non è in declino. Silvio Berlusconi torna a rivendicarlo parlando al convegno della Confindustria a Parma. Il Paese "ha capacità e risorse per andare avanti", ha aggiunto il premier, e il governo "sta facendo la sua parte".
CONTI PUBBLICI - "Nel 2010 - ha assicurato - saremo il Paese della vecchia Unione europea con il più basso deficit primario. Da troppe parti si dice che il nostro Paese sta declinando io vorrei dire che nel 2009-2010 siamo stati in grado di presentare il deficit pubblico che è tra i più contenuti. Grandi Paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Spagna hanno un deficit doppio o più che doppio rispetto al nostro. Siamo consapevoli che questo non basta -ha proseguito - abbiamo purtroppo l'assoluta consapevolezza che siamo afflitti da problemi storici come il debito pubblico, il divario nord-sud, il ritardo energetico, la pressione fiscale eccessiva, l'eccessiva burocrazia, l'eccessiva evasione fiscale ma ci stiamo muovendo in tutte le direzioni per cambiare questo stato di cose". Quindi il premier ha elogiato Tremonti: "Ve lo assicuro, è davvero geniale e ha, anche, una forza d'animo elevatissima perché inseguito da tutti per ottenere soldi a destra e sinistra è riuscito quasi da solo, sostenuto soltanto dal presidente del Consiglio e da qualche collega, a rifiutare, a non essere colpito dai fulmini e dalle saette che sono venute da tutte le parti, e grazie a lui abbiamo tenuto i conti in ordine. Che è la cosa più importante nei momenti di crisi. Chapeau".
RIFORME - Berlusconi è quindi tornato a spingere sulle riforme ricordando che ''l’esecutivo non ha nessun potere nel nostro sistema costituzionale'' perché i padri costituenti temendo un nuovo regime hanno dato tutti i poteri alle Camere. E dunque "la prima riforma, ma non so se sia la prima in ordine di tempo, forse la posticiperemo alle altre, è quella istituzionale. Il ministro Calderoli, pie' veloce, ha voluto usare la cortesia al presidente della Repubblica di portargli una prima bozza con cui aveva sommariamente discusso con me, ma state sereni, di questa riforma della Costituzione parleremo con tutti". Ma le riforme volute dal governo non sono solo di natura istituzionale. ''Stiamo lavorando per liberare l'Italia dall'oppressione fiscale, burocratica e giudiziara''. ''Bisogna disboscare questa selva di leggi e arrivare a un codice certo per il fisco", ha scandito il premier ricordando che "abbiamo tre anni di tempo e spero non servano tutti". Confermata dal premier anche l'intenzione di portare avanti la riforma della giustizia con la separazione delle carriere tra pm e giudici. Quindi l'affondo contro la Corte costituzionale accusata di essere diventata ''organo politico, invece di essere quell'organo di garanzia che dovrebbe essere, abroga le leggi che non piacciono ai pm e ai giudici di Magistratura democratica".
INTERCETTAZIONI - Tempi brevi, ha assicurato il premier, anche per il varo di una legge sulle intercettazioni che ''ridarà a tutti i cittadini la libertà di parlare con riservatezza al telefono. Abbiamo già votato alla Camera un disegno di legge, il Senato comincerà a discuterlo prossimamente. Ne verrà fuori una legge che ci ridarà la libertà e il diritto di parlare con riservatezza al telefono". Quindi è tornato a stigmatizzare l'inchiesta di Trani: "Il presidente del Consiglio è stato registrato 18 volte da una procura lontana che non aveva assolutamente la competenza per farlo, cosa unica nel Paese. Mi piacerebbe che tutte le registrazioni venissero tutte pubblicate perché ho fatto non solo una cosa legittima, ma ho fatto il mio dovere di capo della prima forza politica del Paese e di capo dell'esecutivo''.
DISARMO NUCLEARE - Il Cavaliere rivendica poi come "un successo significativo della politica estera italiana" l'accordo Start 2 firmato nei giorni scorsi a Praga tra Usa e Russia raccontando di aver convinto i presidenti Barack Obama e Dmitri Medvedev a riprendere le trattative, minacciando che se non lo avessero fatto non li avrebbe ricevuti al G8 di L'Aquila.
MAFIA - E dopo aver promesso di sconfiggere il cancro in 3 anni, Berlusconi si mostra ottimista anche sulla possibilità di sconfiggere la mafia: "Vogliamo dimostrare che aveva ragione Falcone" quella contro la mafia "credo che sia una battaglia che dobbiamo vincere e sono sicuro che la vinceremo".
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