Calabrò: ''Riforma Rai non piace ai partiti''
ultimo aggiornamento: 14 giugno, ore 16:33
Roma - (Adnkronos/Ign) - Presentata in Parlamento la relazione annuale dell'Agcom. Il presidente dell'Authority lancia l'allarme sulla diffusione della banda larga: ''Siamo sull'orlo della serie B''. Dai dati emerge che gli italiani sono primi in Europa per tempo su Facebook e che la televisione per informarsi viene scelta dall'89,1%
Roma, 14 giu. (Adnkronos/Ign) - Una riforma della Rai che separa la funzione di servizio pubblico da quella a vocazione commerciale è ''scomoda'' e ''non piace ai partiti che albergano nell'azienda e ai concorrenti che mal vedono una Rai più competitiva''. Lo ha detto il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, nel corso della presentazione della Relazione annuale al Parlamento.
Il riferimento di Calabrò è alla proposta di riforma di viale Mazzini con l'obiettivo di ''un sistema di governance duale'', avanzata in precedenza. Questa come altre, sottolinea, ''non hanno avuto seguito''. ''Ad ogni modo, nell'ottica di una maggiore trasparenza nella gestione del servizio pubblico, l'Autorità - spiega Calabrò - si appresta a ridefinire principi e modalità degli obblighi di contabilità separata. Certo la Rai dovrebbe avere maggiore considerazione per la qualità del suo servizio. Purtroppo arrestare il declino della tv pubblica è una priorità non percepita come tale''.
Calabrò ha poi rilevato che l'Autorità per le comunicazioni ha dimostrato, "in modo evidente la propria indipendenza con le decisioni assunte senza cedimenti di sorta". Decisioni, quelle prese dall'Agcom senza, appunto, cedimenti, "vuoi nei confronti di chi premeva perché - spiega - adottassimo sanzioni, vuoi nei confronti di coloro che facevano scudo a chi a quelle sanzioni era esposto". "Indipendenza che - sottolinea - ha garantito anche chi oggi con supponenza afferma che l'Agcom 'è lottizzata dai partiti'". E se, fa notare il presidente, i componenti dell'Autorità sono eletti dal Parlamento, si preferirebbe "che fossimo nominati dal governo?". A tale proposito Calabrò ha ribadito di auspicare il rafforzamento dell'indipendenza dell'Autorità nel decreto legislativo che deve recepire la direttiva comunitaria. "Chiediamo questo ulteriore presidio normativo - dice - perché le garanzie devono essere più forti delle sensazioni".
BANDA LARGA - L'Italia è ''sull'orlo della retrocessione in serie B'', è l'allarme lanciato dal presidente dell'Authority sulla diffusione della banda larga, spiegando come la percentuale di abitazioni connesse sia in fisso che mobile è inferiore al 50% a fronte di una media europea del 61%.
TELEVISIONE - Nonostante l'avvento di internet è comunque ancora la tv il mezzo preferito dagli italiani per informarsi: per questo motivo la guarda l'89,1%, mentre il 61,6% si affida ai quotidiani e 'solo' il 20,6% ad Internet. La radio viene subito dopo al 19,3%.
Mediaset torna il primo operatore televisivo per ricavi nel 2010 con il 30,9% del totale grazie ad una crescita dell'8,1% rispetto al 2009. Si colloca infatti davanti a Sky che risulta in seconda posizione con il 29,3% dei ricavi del settore con una crescita dell'1,8%. L'anno precedente Sky era risultato il primo operatore con una quota di ricavi pari a 2.583, 18 milioni di euro contro i 2.562,98 milioni di Mediaset. La Rai, con circa il 41% degli ascolti, controlla il 24% della pubblicità: da segnalare però che sulla tv pubblica opera il 'tetto' pubblicitario del 12% orario. ''Con il canone non riscosso - afferma Calabrò riferendosi al livello ''intollerabile'' dell'evasione - la Rai sarebbe il primo operatore''.
FACEBOOK - Secondo i dati dell'Agcom gli italiani sono i primi in Europa per tempo giornaliero speso su Facebook e secondi al mondo dopo il Brasile. L'Italia è il settimo paese al mondo per iscritti a Fb, 19 milioni in tutto.
GOOGLE - Dalla Relazione annuale emerge poi che con una quota che si aggira intorno ad un terzo (30-35%) dei ricavi complessivi, Google è il player più importante nella raccolta pubblicitaria online complessiva che sfiora il miliardo di euro.
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