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"Rivisto al ribasso l'aumento del Pil, solo +0,8%"

Confcommercio: nel 2010 crescita fragile.

(Foto Xinhua)  (Foto Xinhua)
ultimo aggiornamento: 12 marzo, ore 17:55
Cernobbio (Adnkronos) - Secondo l'associazione commercianti "lento e faticoso sarà soprattutto il riassorbimento della disoccupazione". Sangalli: "E' necessario irrobustire la crescita, puntando su servizi e Mezzogiorno". (VIDEO 1 - 2 - 3 - 4)
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Cernobbio (Como), 12 mar. (Adnkronos) - (dall'inviato Daniele Rossignoli) - Il 2010 è da tutti definito come l'anno del ritorno alla crescita. Una crescita però che secondo Confcommercio sarà "modesta e fragile". In occasione della due giorni organizzata a Cernobbio, sul lago di Como per discutere dei 'Protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000', Confcommercio, nel rapporto 'Con le Regioni per un'Italia competitiva' ritiene che "già recuperare le posizioni del periodo pre crisi richiederà tempo. Lento e faticoso - osserva - sarà soprattutto il riassorbimento della disoccupazione". "In considerazione del ruolo delle Regioni nella costituzione formale e materiale del paese la Confcommercio auspica che le prossime legislature regionali siano occasione per far avanzare, in ciascuna area territoriale e nel paese nel suo complesso, buone scelte riformatrici".

La Confcommercio ha inoltre rivisto al ribasso la previsione di crescita del Pil per il 2010. Secondo l'ufficio studi dell'associazione quest'anno il Pil italiano crescerà dello 0,8%. E' la seconda volta che la Confcommercio rivede al ribasso il dato 2010 che prima era all'1% e poi allo 0,9%. Rivisto al ribasso anche il dato sui consumi del 2010 che potrebbero crescere dello 0,6% in diminuzione rispetto alla crescita prevista precedentemente dello 0,7%. Le previsioni sono state annunciate nel corso del forum annuale della Confcommercio di Cernobbio da parte del direttore dell'ufficio studio Mariano Bella. Per il 2011 la previsione di crescita del Pil è dell'1%, la stessa percentuale di previsione di crescita dei consumi.

"Il nostro paese ha la necessità assoluta di accelerare ed irrobustire la dinamica del ritorno alla crescita. Occorre puntare con decisione su due opportunità tra loro collegate: il rafforzamento del sistema dei servizi e la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno". Questa "la ricetta" del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli per uscire dalla crisi economica.

"Chiediamo una politica per i servizi per potenziare ad esempio le infrastrutture, chiediamo una politica in particolare per i servizi alle persone e alle imprese, essenziali per accrescere il valore aggiunto del nostro export. Chiediamo in particolare - aggiunge Sangalli - una politica per il turismo: oggi questo settore contribuisce al Pil per circa il 10% ma è convincimento comune che questo contributo potrebbe essere ben superiore".

"Il Mezzogiorno rimane poi una grande questione nazionale. Più crescita, più sviluppo e più coesione sociale per l'intero paese passano innanzitutto dalla crescita, dallo sviluppo e dalla coesione sociale del Mezzogiorno. E' necessaria poi una tutela rigorosa della sicurezza e della legalità perché senza non vi è crescita stabile e duratura. Sicurezza, legalità e giustizia - sottolinea Sangalli - sono l'infrastruttura di base i 'fondamentali' delle regole per lo sviluppo del Mezzogiorno e non solo".

Sangalli chiede poi incentivi anche per aiutare il settore del commercio colpito pensatemente dalla crisi economica: ''Tutto quello che va nella direzione di aiutare il rilancio dei consumi ci vede favorevoli. Gli incentivi devono essere spalmati sui settori che più hanno risentito della crisi economica, ad esempio il commercio, dove la crisi ha picchiato in modo particolarmente duro''.

E' inoltre ''necessaria una riduzione complessiva della pressione fiscale''. ''Dobbiamo poi - sottolinea Sangalli - allineare le aliquote Iva per il turismo ai livelli praticati dagli altri Paesi europei. Una riduzione è stata fatta da Francia e Germania e sarebbe il caso di praticarla anche noi. Bisogna procedere lungo questa strada rapidamente e con determinazione''. E ha definito ''patologica'' l'evasione fiscale, affermando che ''è giusto il principio di pagare tutti per pagare meno, ma bisogna anche pensare al principio di pagare meno per pagare tutti''.

Infine una battuta sullo sciopero di oggi: "Penso che più confronti e meno scioperi potrebbero aiutare a risolvere i problemi''.

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