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E ribadisce: ''Le elezioni sarebbero una jattura''

Consumi, Brunetta: ''Pesa teatrino della politica. Bisogna governare''

Renato Brunetta (Adnkronos)  Renato Brunetta (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 02 settembre, ore 14:32
Roma - (Adnkronos) - Il ministro per la Pubblica amministrazione in un'intervista all'Adnkronos: ''Questo teatrino influisce poco sulle scelte di politica economica ma impatta sull'opinione pubblica e la gente se ha paura non spende''. Poi sulla crisi assicura: ''L'economia italiana è in evoluzione positiva''. Napolitano: ''E' il momento che l'Italia si dia una seria politica industriale''
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Roma, 2 set. (Adnkronos) - La situazione di instabilità politica, con lo spettro delle elezioni anticipate, non pesa più di tanto sul mondo dell'impresa ma rischia di incidere sull'andamento dei consumi. E' l'analisi del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in un'intervista all'Adnkronos.

''Il teatrino della politica, per fortuna, influisce poco sulle scelte di politica economica. Nel senso che nessun imprenditore, secondo me, si sente condizionato dal fare o non fare investimenti, dal realizzare o meno strategie di breve, medio o lungo periodo rispetto ad esempio alle posizioni di Fini e dei finiani", premette il ministro. Piuttosto, aggiunge, "questo teatrino impatta sul 'mood' di carattere generale, sull'opinione pubblica che, già provata da due anni e rotti di crisi, pur vedendo la luce alla fine del tunnel, sente la parola elezioni anticipate, crisi di governo, vede le facce lunghe e preoccupate dei governanti e a questo punto non viene certamente rassicurata''. Un umore che incide sui consumi. ''La gente se ha paura non spende, in via precauzionale differisce l'acquisto di beni durevoli - spiega il ministro-economista - l'ho detto fin dall'inizio di questa vicenda: le elezioni sarebbero una jattura, perché non si interrompe un sogno di ripresa come l'attuale ma una prospettiva dopo due anni e rotti di crisi nera e questo sarebbe colpevole per chi lo realizzasse''.

La migliore risposta a questa situazione quindi per Brunetta è ''governare, governare, governare. La migliore risposta è due Consigli dei ministri a settimana, implementare le riforme fatte e dimostrare che sono esigibili (da quella della scuola, all'università, alla pubblica amministrazione) e in più la prospettiva che si governi per altri 3 anni. Tutto questo rende la gente più tranquilla e soprattutto la fa consumare''.

Brunetta comunque assicura che l'economia italiana è in ''evoluzione positiva'' e porta a sostegno della sua tesi gli ultimi dati sulla disoccupazione e il Pil: ''Abbiamo toccato il fondo sei, otto mesi fa e ora siamo in risalita. Lo dimostrano i dati sulla disoccupazione che ormai sono, anche se in piccolissima misura, in riduzione da due mesi, lo stesso dicasi per i dati del Pil che sono invece in aumento e al di là delle luci e delle ombre che vengono dagli Stati Uniti - da guardare con le dovute distanze perché hanno dinamiche totalmente diverse - la certezza è che la Germania tira, che l'Europa tira e visto che la nostra economia è fortemente integrata rispetto alla Germania e all'Europa tutto questo non può che darci una visione sufficientemente ottimistica per il futuro''.

Per Brunetta, anche altri indicatori inducono all'ottimismo. ''Tassi d'interesse, inflazione, ecc: siamo sempre in una zona positiva di miglioramento o di dati assolutamente fisiologici e anche la leggera ripartenza dell'inflazione può essere vista in senso positivo: è una sorta di temperatura metabolica che sta aumentando'', osserva.

Quanto alle critiche mosse da Confindustria da una parte e dai sindacati dall'altra, in merito alla necessità di una politica economica più forte, Brunetta replica: ''Mi sembrano solo luoghi comuni perché tutto quello che potevamo fare sul fronte della politica economica, finanziaria e industriale lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo''. Adesso, tra l'altro, sottolinea il ministro, ''il governo sta rilanciando il tema del Sud e Fitto sta lavorando molto bene al Piano, le risorse pare ammontino a 100 miliardi di euro, verificheremo''.

Il titolare di palazzo Vidoni passa quindi in rassegna una serie di misure. ''Alcune indicazioni forti le abbiamo dette e fatte, ad esempio sul sistema bancario, sul credito alle imprese tutto quello che abbiamo potuto fare lo abbiamo fatto, dati i vincoli di bilancio. Così come per l'export''. In merito poi al sistema italiano degli ammortizzatori sociali, Brunetta non esita a definirlo ''il migliore e lo abbiamo dimostrato. Gli ammortizzatori hanno funzionato bene, hanno sostenuto l'occupazione, la pace sociale e dato la possibilità alle imprese di fare ristrutturazioni, senza crisi e tensioni sociali, senza chiusure eclatanti o sequestri di dirigenti''.

''Sul fronte della semplificazione si sta facendo moltissimo, con grande soddisfazione di Confindustria che ogni tanto se ne dimentica", continua il ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione. Sinceramente, aggiunge, "dati i vincoli di bilancio, non so cosa si poteva fare di più. Abbiamo una politica energetica forte e tonica sia di lungo periodo sul nucleare, (stiamo seguendo la tempistica), sia per quanto riguarda gli approvvigionamenti quadrante nord e quadrante sud".

Le riforme? ''Stanno tutte correndo come pazze. Pensiamo alla mia, quella della pubblica amministrazione, pensiamo al federalismo fiscale e a quello che succederà tra poco in termini di public utilities, privatizzazioni e liberalizzazioni e pensiamo alla riforma della legge di bilancio che darà origine a nuovi strumenti'', conclude il ministro.

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