News > Economia > Conti pubblici, Tesoro: manovra correttiva da 25 mld in due anni pari all'1,6% del Pil
Le nuove previsioni nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica
Conti pubblici, Tesoro: manovra correttiva da 25 mld in due anni pari all'1,6% del Pil
ultimo aggiornamento: 06 maggio, ore 15:39
Roma - (Adnkronos/Ign) - Le stime indicano il deficit al 5% nel 2010. La crescita dell'economia italiana è stimata all'1% quest'anno, l'inflazione programmata si attesterà all'1,5%. Aumentano disoccupazione e debito pubblico, in calo la pressione fiscale. Bce lascia i tassi invariati
Roma, 6 mag. (Adnkronos/Ign) - Tenuto conto dell'andamento tendenziale il mantenimento degli obiettivi individua una manovra correttiva sul saldo primario pari in termini cumulati a circa l'1,6% del pil nel biennio 2011-2012, cioè circa 25 miliardi. E' quanto si legge nella Ruef (Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica), che contiene le nuove previsioni del Tesoro.
Il Tesoro conferma l'obiettivo di un indebitamento netto al 5% per il 2010. Allo stesso tempo, restano immutati gli impegni assunti in sede europea, confermando il percorso di consolidamento finanziario: gli obiettivi programmatici di indebitamento restano fissati al 3,9% del Pil nel 2011 e al 2,7%, quindi sotto il tetto di Maastricht, nel 2012.
PIL - La crescita dell'economia italiana è stimata all'1% nel 2010, all'1,5% nel 2011 e al 2% nel 2012. ''La mancanza di sbilanci strutturali di rilievo nel settore immobiliare, in quello finanziario, nei confronti dell'estero e nella situazione delle famiglie e delle imprese rispetto agli altri paesi sviluppati rende la ripresa più solida e sostenibile, anche se ancora graduale'', si sottolinea nella Ruef.
DEBITO PUBBLICO - Continua a crescere il debito pubblico in rapporto al Pil. Nelle stime il Tesoro indica il 118,4% nel 2010, il 118,7% nel 2011 e prevede una discesa solo a partire dal 2012, con il rapporto che scenderebbe al 117,2%.
FABBISOGNO: Nel 2010 è stimato a 83,5 miliardi di euro, inferiore di 4,4 miliardi rispetto al 2009. In termini di saldo primario il disavanzo è stimato a 7,6 miliardi contro i 15 miliardi del 2009. Nelle tabelle il fabbisogno pubblico è stimato al 5,4% nel 2010, contro il 5,8% dell'anno precedente, al 3,8% nel 2011 e al 2,7% l'anno successivo.
PRESSIONE FISCALE - Nel 2010 diminuirà al 42,8%, riportandosi su un livello inferiore a quello del 2008. Nel 2011 scenderà ancora al 42,4% e l'anno successivo arriverà al 42,3%. Lo scorso anno la pressione fiscale si è assestata al 43,2%.
DISOCCUPAZIONE - La disoccupazione quest'anno sale all'8,7% mentre l'occupazione scende dello 0,4%. Nel 2010, si legge nel documento, il mercato del lavoro si manterrebbe debole ''seppur in miglioramento rispetto al 2009''. Nell'anno in corso l'occupazione misurata in unità a tempo pieno si ridurrebbe dello 0,4%. Mentre nel 2011 è previsto un incremento dello 0,8% e l'anno successivo del 1,1%. Nel 2010 il tasso di disoccupazione si collocherebbe all'8,7%, in aumento rispetto al 7,8% del 2009, e si ridurrebbe gradualmente passando dall'8,5% del 2011 all'8,2% nel 2012. Quest'anno il costo del lavoro per dipendente aumenterebbe dell'1,6%, in rallentamento rispetto al 2009.
INFLAZIONE - L'inflazione programmata si attesterà all'1,5% nel 2010 e nei due anni successivi. L'inflazione al consumo, si legge nel documento, ''proseguirà lungo un percorso di graduale innalzamento, dovuto sia ad effetti base rispetto ai tassi di crescita dello scorso anno, sia all'esaurirsi degli andamenti favorevoli dal lato dei costi energetici e delle altre materie prime, in particolare dei metalli. In media d'anno per il 2010 si stima un'inflazione dell'1,3% per l'indice nazionale e dell'1,5% per l'indice armonizzato''.
''Il governo italiano - è scritto nella Ruef - ha fatto la scelta di limitare i danni sociali ed economici della crisi e mantenere la stabilità delle finanze pubbliche. Precondizione questa per una ripresa sostenibile e sana dell'economia''. ''Anche per l'Italia - si sottolinea - la sfide dei prossimi anni sarà quella di attuare strategie per innalzare la crescita del Paese con un incisivo programma di riforme e per rientrare dai nuovi livelli del rapporto debito/pil''.
Dopo il voto finale alla Camera sul dl incentivi, Giulio Tremonti si è fermato a scambiare qualche battuta con alcuni parlamentari del Pdl in Transatlantico. Il ministro dell'Economia, riferiscono alcuni deputati presenti all'incontro, avrebbe mandato un messaggio rassicurante sui conti pubblici del Paese, spiegando che all'estero guardano con molto apprezzamento a quello che si sta facendo in Italia.
Il titolare di via XX settembre, riferiscono le stesse fonti, avrebbe sottolineato che il governo ha lavorato bene, le riforme sono state avviate, come quella delle pensioni e della Cig. I conti pubblici ci sostengono, il nostro paese ha fatto tutto quello che si poteva fare, sarebbe stato il suo ragionamento.
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